Cassata siciliana differenze, tradizione e gusto fra quella Catanese e la Palermitana

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Cassata siciliana differenze tradizione e gusto fra quella Catanese e la Palermitana

La Sicilia è una terra famosa per molte cose, una di queste sono i dolci tipici dell’Isola sud italiana, tra tutti spicca uno in particolare, Il dolce siciliano per eccellenza, la Cassata.
In ogni angolo della Sicilia questo dolce tradizionale si prepara secondo varie ricette e forme, quali sono essenzialmente quelle principali che differenziano la cassata Catanese da quella Palermitana? In questo articolo vogliamo illustrare proprio queste discrepanze tra i due dolci simili ma sostanzialmente differenti, parliamone meglio…

La tradizione della cassata e la ricetta tradizionale

La cassata ha origini molto antiche, le prime ricette di questo dolce risalgono all’epoca della dominazione araba, intorno al IX Secolo, quando vennero introdotti in Sicilia zucchero di canna, limone, cedro, arancia amara e fu incrementata la coltivazione della mandorla, portando così ad un cambiamento dell’alimentazione e alla realizzazione di quella che fino ai giorni d’oggi è la cassata siciliana.
La ricetta è in realtà molto articolata e prevede una certa dimestichezza con la cucina, ma tutto sommato accettabile con un po’ di impegno. Gli ingredienti principali sono ricotta di pecora, gocce di cioccolato, arancia candita, uova, farina, sale, zucchero, maraschino, scorza di limone, zucchero a velo e marzapane. Ma in alcune varianti gli ingredienti possono distinguersi anche di molto.
Come intuibile dal grande numero di ingredienti, la ricetta è molto complessa ed articolata, soprattutto perché si deve pensare a diversi fattori, quali il ripieno, l’involucro di pasta frolla, la copertura di glassa e le decorazioni esterne. Tutte parti fondamentali per riuscir a realizzare la miglior cassata siciliana della regione.

Tra le principali della Sicilia spiccano le due da sempre in competizione tra di loro: la cassata di Palermo e la cassata di Catania, due dolci molto simili per via degli ingredienti, ma differenti per struttura e preparazione, quella Palermitana con riferimento alla tradizione, mentre quella Catanese con un tocco più moderno e rivisitato, cerchiamo di vedere meglio questi contrasti per capirne le differenze.

 

Cassata siciliana palermitana

La cassata palermitana è un dolce che richiama la vera e propria tradizione siciliana, che, come detto, fa riferimento alla prima ricetta storica della regione.
Nel palermitano è ancora utilizzato il vecchio metodo, quello della cottura in forno, ovvero privo di pasta reale ma ricco di un involucro di pasta frolla con all’interno ricotta e gocce di cioccolato fondenti.
Ma la grande differenza è ovviamente la cottura, dato che viene riposta in forno a 200 gradi per circa mezz’ora, per poi esser servita calda e cosparsa di zucchero a velo.
Insomma, una tradizione secolare ancora riproposta alla vecchia maniera e senza la rivisitazione storica delle monache del convento della martorana, le quali introdussero il nuovo modo di vedere la cassata. (nonostante in realtà il monastero si trovasse proprio nella città di Palermo, dove tutt’ora viene ancor utilizzata la vecchia ricetta).

Ma quando si parla di food a Palermo non si può parlare solo della cassata palermitana. Tutta la cucina palermitana ha un suo perché e va, necessariamente, degustata.

 

Un’altra città “da provare” è Catania. In questa città tutto ha un sapore speciale e la cucina catanese merita di essere degustata tutta. Ma ora dedichiamoci ai sapori della cassata catanese.

 

Cassata siciliana catanese

La cassata della versione catanese è quella più moderna e rivisitata, che prevede una preparazione a freddo, a discapito di quella cotta palermitana.
Questa grande differenza è dovuta però anche dalla sostanza, infatti, quella nata a Palermo, ma ad oggi definita come catanese, prevede l’utilizzo della “martorana”, un impasto di mandorle e zucchero, arricchito con estratti di erbe per donare un colore verdastro (ma al giorno d’oggi spesso inserito con dei coloranti) e per l’appunto il tutto servito freddo da frigorifero, non essendo previsto alcun passaggio nel forno per l’alternativa della ricetta. Dando così sfogo anche ad un po’ di creatività, non dovendo rispettare la tradizionale ricetta, spesso vengono aggiunte piccole varianti, donando un tocco in più a questa rivisitazione della tradizionale cassata siciliana.

 

Le cose in comune tra le due cassate…

In entrambi i casi ci sono delle costanti che sono valide per tutte le ricette della Sicilia riguardanti la cassata, una tra tutte è la copertura in glassa zuccherata (dal termine “glass” inglese che indica “vetro”). Questo è un vero e proprio punto di riferimento per la cassata ed anche per la cassatina, la versione monodose del dolce siciliano.
Ma oltre questo è d’obbligo anche una copertura scenografica del dolce, c’è chi preferisce i canditi, chi le amarene o chi scorze di limone, la cosa più importante è l’estetica per la copertura!
Comunque sia in qualsiasi versione una cosa è certa, se vi trovate in Sicilia, non potete di certo rinunciare a questo tradizionale dolce, frutto di un passaparola tradizionale che ha portato fino ai giorni d’oggi, a distanza di oltre un millennio, alla continua evoluzione del simbolo siciliano per eccellenza tra i dolci: LA CASSATA!