Lavoro e stipendio: l’importanza del titolo di studio

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Lavoro e stipendio

Un laureato guadagna più di un diplomato? Il titolo di studio influisce sullo stipendio che si andrà a percepire?
Sono domande che si pongono molti giovani appena usciti dalla maturità e capire come muoversi può essere molto complicato.
Avere il diploma può sembrare un requisito non necessario per cercare lavoro, ma ad evidenziare e ad approfondire l’importanza di diplomarsi ci sono una serie di vantaggi che può offrire il titolo. Ad esempio, può essere fondamentale per partecipare a concorsi pubblici e, come riportato da AlmaDiploma, un voto alto ottenuto alla maturità può portare ad aumentare le possibilità di trovare un lavoro di circa l’80%.
Inoltre offre la possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro sin dal termine del percorso scolastico e costruire le basi della professione prima di chi intende laurearsi e sono molte anche le stime che ci dicono che il tempo necessario per i laureati per recuperare i guadagni mancanti degli anni di studio varia dai 13 ai 20 anni, senza considerare le spese universitarie, problema che invece non si pone nel caso di chi dopo il diploma inizia a lavorare.

Vantaggi della laurea e dei master

Sono tanti gli studi che mettono in luce la relazione che intercorre tra lo stipendio e il titolo di studio. Ad esempio, un report Ocse ha rilevato che gli adulti laureati arrivano a guadagnare il 39% in più di chi ha solo il diploma.
Per i giovani compresi tra i 25-34 anni la media scende al di sotto del 20%.
Secondo i dati riportati da University Job, lo stipendio di un diplomato di media superiore si aggira intorno ai 30 mila euro, una cifra che comunque risulta essere maggiore anche di una laurea triennale (circa 24 mila euro).
Man mano però che il livello di istruzione sale aumenta contestualmente lo stipendio. Ad esempio una laurea magistrale o un master di I livello consentono di arrivare ad una cifra pari a 41 mila euro, che può aumentare fino a 46 mila euro nel caso di un master di II livello.
Dunque, come si può vedere, i vantaggi che può offrire un diploma sono tanti, ma in termini di guadagno nel lungo termine è indubbio che una laurea magistrale o un master garantiscono maggiori benefici economici.

Quali sono le facoltà che assicurano uno stipendio alto

La facoltà che permette di guadagnare di più è Scienze Biologiche, con una retribuzione media annua pari a circa 35 mila euro per i giovani con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. Seguono i laureati in Scienze Giuridiche e Scienze Fisiche con stipendi rispettivamente pari a 34.295 euro e 34.067 euro. Tuttavia, nel lungo termine le facoltà di Ingegneria Chimica e dei Materiali consentono di percepire stipendi che, raggiunto un certo punto della carriera professionale, possono arrivare ad aumentare anche del 110%.

Importanza del titolo di studio in Italia

Anche in Italia i dati confermano l’importanza del titolo di studio, anche se con risultati differenti rispetto al resto d’europa. Lo stipendio medio dei giovani laureati è pari a circa 20.000 mila euro, molto meno rispetto alla Germania e alla Francia, rispettivamente 38 mila euro e 31 mila euro.
I settori che permettono di guadagnare di più sono quello bancario (circa 40.000 mila euro), il settore farmaceutico e quello assicurativo (36 mila e 35 mila euro).
Tuttavia è da sottolineare il notevole divario tra Nord e Sud. Infatti chi frequenta una facoltà nel Nord può arrivare a guadagnare circa il 13% in più rispetto a chi ne frequenta una al Sud.
L’università italiana che consente di guadagnare di più è la Bocconi di Milano con il 16% in più alla media nazionale, circa 35 mila euro l’anno per la fascia di età che va dai 25 ai 34 anni. A seguire c’è poi il Politecnico di Milano con circa 33 mila euro e dalla Cattolica del Sacro Cuore.
All’Università Luiss Guido Carli di Roma i laureati possono raddoppiare il loro stipendio durante la carriera, i 32 mila euro all’inizio della carriera possono infatti arrivare a circa 63 mila euro.
Nella top ten delle università che consentono stipendi più alti ci sono anche il Politecnico di Torino, il Politecnico delle Marche, l’Università degli studi di Parma, l’Università di Tor Vergata di Roma e l’Università degli studi di Parma. In fondo alla classifica si colloca invece l’Università degli studi di Messina, con circa 28 mila euro di retribuzione.