Quanto costa il divorzio dopo la separazione consensuale

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Quanto costa il divorzio
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L’amore e il matrimonio, come ogni cosa della vita, prima o poi finisce.
E quando l’amore finisce è inevitabile che la coppia si allontani, prendendo ognuno strade diverse. Ma se si è sposati invece, allontanarsi non risulta poi così semplice.
I coniugi, infatti, si troveranno dinanzi alla difficile scelta della separazione.
E’ importante sapere che alla separazione, che può essere sia consensuale che giudiziale, può seguire il divorzio, ma non per forza.
Mentre per divorziare è necessario che si faccia prima la separazione.
Ovviamente tutto ciò ha un costo, che può essere il versamento della parcella dell’avvocato o anche i soli costi di procedura, come ad esempio il pagamento di marche da bollo o dei contributi unificati.
Pertanto è bene sapere prima in linea generale cosa siano la separazione e il divorzio e poi conoscere quanto costa un divorzio a seguito di una separazione consensuale.

LA SEPARAZIONE

La separazione è un istituto che va ad incidere sui diritti e i doveri che nascono con il matrimonio.
La separazione può essere di tre tipi:

  • separazione di fatto;
  • separazione consensuale, che si può raggiungere con negoziazione assistita o davanti all’ufficiale dello stato civile;
  • separazione giudiziale.

Nel nostro caso ci interessa esaminare la separazione consensuale.
Questa si ha quando i due coniugi sciolgono il matrimonio in modo consensuale e deliberato, accordandosi sulle condizioni della separazione.
L’accordo si può raggiungere con negoziazione assistita da un avvocato o con dichiarazione fatta dinanzi al sindaco che è un ufficiale dello stato civile.
O in alternativa è possibile presentare la domanda al Tribunale, nella sezione volontaria giurisdizione.
La separazione mediante negoziazione assistita prevede il raggiungimento di un accordo tra le parti assistite dai rispettivi avvocati. L’accordo deve essere convalidato dal pubblico ministero, se vi è la presenza di figli, ed essere trasmesso al Presidente del Tribunale che lo omologa e ne da validità.
La separazione dinanzi l’ufficiale dello stato civile è invece più veloce ed economica. Infatti i coniugi possono non farsi assistere dagli avvocati.
La separazione consensuale è in definitiva molto più economica rispetto al procedimento dinanzi al giudice, che può protrarsi anche per anni.
La separazione in Comune, ad esempio, costa solo 16€ per l’acquisto della marca da bollo.
Mentre la separazione consensuale per negoziazione assistita varia a seconda della parcella dell’avvocato, che può oscillare dai 500 € ai 2.500€, ma questo varia anche a seconda della complessità dell’accordo che si vuole raggiungere.

IL DIVORZIO

Dopo la separazione tra coniugi è possibile iniziare la procedura di divorzio. Il divorzio è lo scioglimento del vincolo matrimoniale.
Anche il divorzio può essere consensuale o giudiziale.
Il primo viene attivato quando i coniugi sono d’accordo nel giungere allo scioglimento del matrimonio e del conseguente vincolo, mentre il secondo si ha quando tale volontà manca, perciò è necessario che intervenga un giudice.
Il contenzioso si ha dinanzi al presidente del Tribunale che dirime le avverse pretese fino ad emanare un provvedimento.
Il divorzio consensuale è più rapido e sicuramente più semplice.

QUANTO COSTA UN DIVORZIO

Parlando di costi di un divorzio dopo la separazione consensuale, possiamo dire che questi variano a seconda della modalità, ovvero che sia giudiziale o consensuale e ovviamente a seconda della parcella dell’avvocato.

Partendo dal contributo unificato, la somma che viene corrisposta all’Erario ogni volta che si intenta un procedimento in Tribunale, questo è di 43 € per il divorzio consensuale, mentre è di 98€ nel divorzio giudiziale.
Il tempo gioca un ruolo decisivo sul portafogli dei coniugi, infatti per la il divorzio consensuale bastano circa 6 mesi per arrivare a conclusione dell’accordo, e in questo caso bisogna calcolare la parcella dell’avvocato, oltre eventuali spese burocratiche extra.
I costi posso andare da un minimo di 300/400 euro a oltre 5 mila euro, ma sempre a seconda del contenuto dell’accordo e della parcella dell’avvocato, bada bene!
I tempi di un divorzio giudiziale sono invece di molto dilatati, la procedura può essere lunga e perniciosa, soprattutto se di mezzo ci sono figli e minori.
I tempo molto lunghi possono portare anche a dei costi che raggiungo la soglia di 15.000€.
E’ bene specificare anche che in sede di separazione o divorzio giudiziale, al coniuge soccombente verrà fatto carico anche delle spese processuali, che variano tra i 1.500€ e i 4.000€.

GRATUITO PATROCINIO

I coniugi che intendono porre fine al rapporto coniugale possono beneficiare del patrocinio gratuito per il divorzio consensuale visto che questa agevolazione è prevista sia per la separazione consensuale che per il divorzio e le modalità e i requisiti per accede a questo servizio sono gli stessi previsti per le cause civili (clicca qui e scopri di più).
Nel caso di gratuito patrocinio, i costi e i compensi dell’avvocato restano a carico dello Stato, che sostituisce il cliente.
Per accedere al gratuito patrocinio è importante rientrare nei limiti di reddito previsti. Infatti questo non deve risultare superiore ad € 11.493,82, come previsto dal D.M. 16 gennaio 2018). Il richiedente deve allegare una autocertificazione sul proprio reddito e dimostrarne la reale entità ad esempio con il modello ISEE per la dichiarazione dei redditi.

CONCLUSIONI

In definitiva, le spese del divorzio possono essere elevate. Pagato il contributo unificato e la marca da bollo, che hanno cifre fissate da tabelle già stilate, il costo effettivo che si va a sostenere riguarda la parcella dell’avvocato. Il lavoro dell’avvocato varia a seconda della difficoltà dell’accordo che si vuole ottenere. Pertanto, nel momento in cui i coniugi già sanno cosa ottenere e già sono consapevoli dei limiti entro cui possono spingersi, le cifre da pagare non possono essere elevate.
Invece, come già accennato prima, se i coniugi hanno dei figli in comune, la procedura diventa più complicata e più lunga.
E’ bene pertanto affidarsi ad un avvocato che faccia il suo lavoro, ma con costi più sostenuti.
Non solo il costo della procedura varia anche a seconda delle decisioni del giudice, come ad esempio il riconoscimento di un assegno di mantenimento, il cui contenuto viene definito dal giudice oppure consensualmente, con versamento generalmente mensile.
Infine, dunque, si può concludere che raggiungere un accordo in negoziazione assistita o con divorzio consensuale è più utile per entrambe le parti.
E sicuramente da questo ne possono giovare anche i figli.

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