Quante auto ci sono nel mondo? Analisi e stime globali

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auto nel mondo

Sono in molti a porsi la domanda su quante auto ci siano nel mondo. Questa curiosità nasce sia per mera curiosità statistica che per questioni più serie legate all’inquinamento prodotto dal parco auto globale.

Gli ultimi dati ragionevolmente attendibili parlano di circa 1,4 miliardi di autovetture che circolano attualmente in tutto il pianeta. Un numero destinato a crescere con l’aumento del livello di ricchezza di molti paesi emergenti.

A prescindere dal dato esatto, è chiaro che un numero così alto di mezzi ha un notevole impatto in termini di emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera. Per questo è importante favorire il ricambio del parco auto globale con veicoli di ultima generazione, che rispettino normative sempre più stringenti in termini di inquinamento e consumi.

In questo senso, rivolgersi a rivenditori qualificati come SVA Group presenti online all’indirizzo www.sva-group.it è una scelta consigliabile, in quanto questa concessionaria ufficiale propone in vendita anche modelli ibridi ed elettrici Volkswagen, Jaguar e Land Rover, vale a dire alcune delle auto più tecnologicamente avanzate in circolazione.

Quante auto ci sono nel mondo: stimare il numero di autovetture circolanti

La stima del numero totale di autovetture circolanti a livello globale implica l’analisi di molteplici variabili, soggette a periodici aggiornamenti. Tra le principali fonti di dati vi sono i censimenti coordinati dalle motorizzazioni civili dei singoli Paesi e le informazioni fornite dagli OEM in merito alle immatricolazioni annue. Cruciale risulta lo studio della distribuzione del parco veicolare nel tempo, attraverso l’esame del trend inerente fattori quali immatricolazioni, rottamazioni ed esportazioni.

Particolarmente attendibili, ai fini di una valutazione complessiva del fenomeno, risultano le proiezioni elaborate da istituti di settore e organismi sovranazionali quali le Nazioni Unite. Determinanti ai fini predittivi sono inoltre aspetti demografici quali tasso di crescita demografica e variabili economiche come il PIL pro capite, in grado di influenzare significativamente i livelli di motorizzazione.

Solo l’utilizzo congiunto di queste molteplici fonti specialistiche consente di pervenire a una stima affidabile del parco auto mondiale, in costante aggiornamento. Un ruolo rilevante è svolto altresì dalle analisi condotte dai principali player del settore automotive, che dispongono di database interni molto dettagliati sulle performance commerciali dei diversi mercati.

Ulteriori variabili da prendere in considerazione sono i tassi di sostituzione delle auto, fortemente correlati allo sviluppo tecnologico dei veicoli e al livello di diffusione delle nuove alimentazioni, fattori questi suscettibili di influenzare sensibilmente il trend evolutivo del parco circolante globale.

Quante macchine ci sono al mondo: la distribuzione geografica del parco auto mondiale

La distribuzione del parco auto a livello planetario presenta significative differenze in relazione alle aree geografiche prese in esame. Gli Stati Uniti detengono il primato per stock assoluto di autovetture, seguiti da Cina, Giappone, Germania e Brasile. Analizzando i tassi di motorizzazione per abitante, emergono divari tra i continenti, con Nord America ed Europa più motorizzati rispetto ad Africa ed Oceania.

Fattori socio-economici quali reddito pro capite, dimensioni delle aree metropolitane e costi di mobilità influenzano in maniera determinante i livelli di diffusione automobilistica. Secondo le proiezioni di settore, i mercati asiatici e sudamericani in fase di sviluppo registreranno significative performance nei prossimi anni.

Caso emblematico è quello della Cina, attualmente secondo Paese per parco circolante ma con ampi margini di crescita, in grado di condizionare gli scenari globali. Il fenomeno risulta correlato al grado di maturazione economica dei singoli Stati, con progressiva omogeneizzazione delle differenze territoriali. Un aspetto rilevante riguarderà inoltre la transizione verso nuove alimentazioni a minore impatto ambientale, che influenzerà prepotentemente la distribuzione geografica dell’auto al 2050, con alcuni Paesi in prima linea nella decarbonizzazione della mobilità privata.