Iontoforesi oculistica per curare il cheratocono

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Il cheratocono è una malattia che colpisce la cornea alterandone lo spessore e la curvatura. È una patologia che non si cura con i farmaci o con la semplice correzione con le lenti da vista; a lungo andare, infatti, occorre intervenire clinicamente con una procedura denominata cross linking corneale. Non è un intervento chirurgico invasivo, ma deve assolutamente essere svolto in centri e ospedali di oculistica specializzati come il MVM (Micro-chirurgia Villa Massimo) poiché si tratta di una procedura di precisione.

Caratteristiche del cross-linking

Il cross-linking è un intervento che non prevede la pratica di incisioni o punti di sutura nella parte trattata (nel caso specifico l’occhio e la cornea). Non risulta essere pertanto né dolorosa né fastidiosa, si può eseguire in day-hospital e dura pochi minuti. La procedura è, tuttavia, indicata solo nelle persone in cui la malattia non è ad uno stadio avanzato, per cui è consigliabile ai ragazzi – anche in età evolutiva – e ai giovani. Il cheratocono, si ricorda, è una malattia che compare molto presto, le cui origini non sono certe, ma che potrebbe avere una matrice genetica. Si può curare inizialmente con le lenti a contatto, ma nel tempo anche queste non servono più come utili strumenti di correzione. Per evitare il peggioramento della malattia – soprattutto nei giovani adulti – è stata sviluppata la tecnica del cross-linking che sostanzialmente consente di irrobustire la cornea ed evitarne la deformazione che la patologia provoca. Negli stadi avanzati non si può intervenire in altro modo che attraverso il trapianto di cornea.

Per evitare l’intervento chirurgico invasivo, il cross-linking è di grande aiuto poiché consiste nell’applicazione sulla cornea di una sostanza – denominata la riboflavina, più nota come vitamina B2 – applicata sulla cornea tramite una luce ultravioletta o un laser che ne agevola la penetrazione. La vitamina servirebbe a irrobustire i tessuti della cornea e rallentare il progredire della patologia. L’applicazione della molecola sulla cornea non prevede l’utilizzo né di aghi, né di lame per micro-incisioni.

Vantaggi ed evoluzione del cross-linking corneale: la iontoforesi

Il cross-linking è una tecnica che si è rivelata particolarmente utile se applicata a pazienti negli stadi evolutivi perché consente l’irrobustimento della cornea, rallenta e in alcuni casi arresta l’evolversi della patologia, in ogni caso ritarda o aiuta a evitare il trapianto di cornea, migliora decisamente la qualità della vista e della vita del paziente affetto da cheratocono.

Un’ulteriore tecnica legata al cross-linking studiata per velocizzare, migliorare e facilitare l’assorbimento e la penetrazione della vitamina B2 è il cross-linking con iontoforesi che sostituisce il raggio di luce ultravioletta ad una fonte di corrente a basso voltaggio che ne accelera l’assorbimento. La iontoforesi unisce i benefici di una tecnica non invasiva (transepiteliale) senza rischio di infezioni, dolore, temporanea riduzione del visus in fase post-operatoria ai vantaggi della tecnica EPI-OFF con penetrazione stromale profonda. Inoltre, non richiedendo una sala operatoria, l’intervento è rapido e confortevole sia per il chirurgo che per il paziente. Inoltre la iontoforesi riduce notevolmente i tempi di intervento anche rispetto alla irradiazione UVA. Infatti, mentre il cross-linking corneale con raggi UVA prevede una seduta di durata di circa 40 minuti di cui 30 di irradiazione con raggi UVA, il trattamento con iontoforesi dura solo 15 minuti di cui 6 minuti di assorbimento della vitamina tramite impulsi a basso voltaggio.

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