Sicilia, Enzo Bianco il punto di riferimento di Renzi?
di Valerio Morabito*
Riprendiamo l'articolo di Valerio Morabito apparso su Blogtaormina.it nel quale si ipotizza che il nuovo e solo punto di riferimento di Renzi in Sicilia potrebbe essere il sindaco di Catania, Enzo Bianco

Se i rottamatori sono quelli da rottamare – Ancora si deve utilizzare il punto interrogativo, ma l’impressione è che qualcosa possa cambiare, da qui a breve, nel Partito Democratico siciliano. La calma piatta degli ultimi giorni, nonostante le evidenti difficoltà del presidente Rosario Crocetta di continuare la sua avventura come governatore dell’isola, non devono illudere. Dietro il sipario c’è grande fermento, agitazione. Uno stato d’animo tormentato per il popolo democratico di fede renziana, che dopo il successo delle primarie nazionali e il trionfo del partito alle elezioni europee, si aspettava un vero cambiamento rispetto al recente passato. Beh, non solo il rinnovamento non si è concretizzato, ma sembra di avere a che fare con una gestione che non può certo definirsi di rottamatori. Quelli che in Sicilia si definiscono “renziani”, secondo molti appassionati che li hanno sostenuti dal primo momento, hanno commesso alcuni errori imperdonabili. Il primo di tutti è quello legato alla segreteria e alla scelta di appoggiare Fausto Raciti.

Il simbolo del Pd Sicilia è il gattopardo – Un’imposizione da Roma per cercare di far quadrare i rapporti parlamentari con l’ala cuperliana, oppure un tentativo di pacificare il Pd regionale diviso, come nel resto d’Italia, in diverse correnti. Sta di fatto che il tanto atteso vento nuovo non è mai arrivato. Si è perso nel mar Mediterraneo e così i democratici siciliani hanno messo in scena i soliti comportamenti con attori diversi. C’è il caso di Messina, dove l’obiettivo era degenovesizzare il partito e invece non si è fatto quasi nulla, con tanto di prese di posizione di alcuni esponenti locali. Poi il tira e molla tra Raciti e il presidente Crocetta ha dimostrato modi di fare da Prima Repubblica. Un segretario che decide di sfiduciare il governatore, senza aver prima convocato il suo partito è una delle tante vicende che nelle ultime settimane hanno animato la vita del Partito Democratico. Più che l’ulivo, da queste parti, il simbolo del Pd dovrebbe essere il gattopardo. Non è cambiato nulla e le poche persone competenti sono state messe da parte con abilità dai soliti noti.

La fiducia di Renzi in Bianco – Alcune voci da Roma, però, raccontano di un Matteo Renzi molto infastidito della gestione del Pd in Sicilia. Errori, mancanza di coraggio, tatticismi, temporeggiamenti stanno provocando delle giravolte da non far capire più niente ai militanti dell’isola. Più che cambiare verso, si è scelto di proseguire nella stessa direzione in maniera ostinata. Di partito “open” se ne parla soltanto durante le primarie e i punti basilari della segreteria di via del Nazareno non vengono neanche presi in considerazione. Qui siamo in Sicilia, diranno. Qua è un altro mondo. Con una simile visione della realtà i mesi trascorrono e forse la pazienza del presidente del Consiglio è finita. Per questo il suo nuovo e solo punto di riferimento in Sicilia potrebbe essere il sindaco di Catania, Enzo Bianco. Il presidente dell’associazione “Liberal Pd” sta scalando posizioni, anzi le ha scalate tutte e la sua esperienza, il suo peso politico e il decisionismo potrebbero tornare utili per dare la caccia al gattopardo della prima ora e formare una classe politica giovane, diversa e lontana dalle logiche presenti e passate.


*Giornalista Blogtaorima.it



19/10/2014
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