Intervista a Rosario Crocetta "mi attaccano? chiedo coerenza"

di Salvo Fallica*
Il governatore della Sicilia in questa intervista ripresa dal quotidiano "L'Unità" dichiara: «Incredibile che esponenti del Pd mettano in dubbio la mia giunta. La mia responsabilità? Aver posto la questione morale».Intervista a Rosario Crocetta "mi attaccano? chiedo coerenza"

«Mi sembra incredibile, paradossale, che in questo contesto esponenti del Pd possano mettere in dubbio il mio governo. Qual è la mia responsabilità? Quella di aver posto la questione morale? Quella di non essere indagato? Vede, io non ho condannato nessuno, nessun atto di sciacallaggio, sulla vicenda dell’inchiesta sui rimborsi all’Ars ho semplicemente detto lasciamo che si esprima la magistratura». Così Rosario Crocetta risponde su l’Unità al duro attacco avanzato da un esponente di primo piano della segreteria nazionale, il renziano Davide Faraone. Faraone, deputato nazionale, è indagato nell’inchiesta “spese pazze” a Palermo. L’indagine si riferisce alla scorsa legislatura all’Assemblea regionale siciliana. Faraone con un documento in dieci punti polemizza con Crocetta senza citarlo. Sostiene: «Fino ad oggi niente rivoluzione, solo tanta continuità con un passato che non ci piace». Ed ancora: «La cattiveria degli sciacalli è pari a quella dei mafiosi».

Crocetta spiega: «Non comprendo la durezza degli attacchi di Faraone, vi è un’acrimonia personale che mi lascia stupito. Pensi che a me sta pure simpatico, nonostante sin dall’inizio dell’esperienza del primo governo regionale di centrosinistra non mi ha risparmiato critiche ingenerose ed ingiuste. Invece di complimentarsi con il mio governo che ha tagliato in due anni 2 miliardi e 400 milioni di euro di spesa senza fare alcuna macelleria sociale, mi lancia contro parole fuori luogo. Pensavo mi elogiasse per aver fatto per primo in Italia una legge a favore delle famiglie, equiparando le coppie di fatto a quelle tradizionali. Oppure per aver tagliato 23 partecipate su 33, per aver inserito il reddito minimo a livello sperimentale, per l’aiuto alle classi più deboli, per l’aiuto alle piccole imprese con strumenti innovativi sul piano del credito, per porre le condizioni per il rilancio economico dell’isola…».

Governatore, cosa accade in Sicilia?

«Accade che nella battaglia per il cambiamento, che è reale, vi è una parte del Pd che a volte mi attacca come un nemico. È un triste paradosso, ma ormai mi sono abituato a subire attacchi da alcuni compagni ed alleati. Come si dice, colpito da fuoco amico. Comunque, siccome non voglio alimentare polemiche, ma ancora una volta lavorare per l’unità, mi impegno per chiarire ogni equivoco. Durante una conferenza stampa sulla finanziaria è passato il messaggio che Crocetta abbia chiesto le dimissioni di Faraone perché indagato. Questo è semplicemente falso. Un avviso di garanzia non è una condanna, non ho chiesto le dimissioni né di Faraone né di altri deputati del Pd. La logica giustizialista non mi appartiene».

Ma ha comunque posto un problema di metodo politico…

«Mi lasci spiegare meglio questo passaggio. Ho detto che il Pd siciliano deve stare più attento alla questione morale ed ho invitato alla coerenza alcuni esponenti politici. Non è coerente chiedere le dimissioni del ministro Cancellieri che non è nemmeno indagata, e poi minimizzare se si è indagati. Sono convito che molti deputati dell’Ars, che ritengo persone oneste, dimostreranno la loro innocenza, ma il garantismo deve valere per tutti, non solo per quelli del nostro partito. Una indagine non legittima la richiesta di dimissioni, ma va rispettata, dura lex sed lex».

Accennava prima alla questione morale. Può spiegare meglio?

«Ho posto e pongo una questione delicata al mio partito a livello nazionale: vogliono che inserisca persone indagate nella mia giunta, che allo stato attuale non ha alcun indagato? Siccome il Pd è un partito serio e rigoroso, son sicuro che affronterà la questione ai massimi livelli. Chiedo al segretario del mio partito, Renzi, di non lasciarmi solo. La Sicilia ha un ruolo strategico a livello nazionale, anche alle prossime elezioni nazionali, a prescindere da quando si svolgeranno. Vi è qualcuno che si vuole assumere la responsabilità di indebolire od addirittura cancellare il centrosinistra in Sicilia?».

Su alcuni siti internet, sui social network, vi sono attacchi durissimi contro di lei. Cosa prova a leggere messaggi di puro odio una persona che vive blindata perché “condannata a morte” dalla mafia?

«Anche a questo mi sono abituato. Ma qui la cosa è più problematica. Vi è una campagna di delegittimazione nei miei confronti che va oltre la mia persona. Vi sono alcuni poteri che non hanno accettato la mia vittoria e puntano a delegittimare l’intera battaglia antimafia. Alcuni commenti sui blog si ripetono in maniera sempre uguale, credo vi sia una regia che li strumentalizza. Rispetto alle ventate d’odio di alcuni siti e blog, mi conforta che ovunque vada la gente mi mostri la sua stima autentica. Non è un caso che in quasi tutte le sfide delle scorse elezioni amministrative abbiamo vinto, ed ho sostenuto molti sindaci renziani. A Catania in alleanza con Bianco abbiamo trionfato al primo turno, il Pd cresce ovunque. Ho tanti alleati, ma soprattutto tanti cittadini al mio fianco».

Che ne pensa del dialogo Renzi–Berlusconi sulla legge elettorale?

«Renzi da leader del Pd deve incontrare tutti. Ma sarebbe sbagliato se l’accordo sulla legge elettorale lo facesse solo con Berlusconi. Credo che non sia questa la sua idea, e che riuscirà a trovare una soluzione armonica con le diverse forze politiche, in primis con quelle della maggioranza che sostengono il governo Letta».


*collaboratore de "L'Unità"



21/01/2014
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