«Dal governo passi positivi ma la legalità resta centrale»
di Salvo Fallica*
Intervista a Ivan Lo Bello apparsa su L'Unità. Il vicepresidente di Confindustria: «Misure importanti su lavoro e scuola, ora va tagliato il cuneo fiscale».

«La ripresa nell’Eurozona c’è, e si concretizzerà nell’ultimo trimestre di quest’anno e nel 2014. È evidente che come ha detto il presidente della Bce, Draghi, è un germoglio ancora molto, molto verde, di conseguenza ogni Paese si deve impegnare per agganciare la ripresa, e l’Italia deve produrre il massimo sforzo».

Parte dai temi della politica e dell’economia europea, Ivan Lo Bello, vicepresidente nazionale di Confindustria con delega all’Education, in questa intervista a l’Unità . Lo Bello aggiunge: «Non a caso la politica monetaria della Bce continuerà a puntare su tassi molto bassi per aiutare la ripresa dell’economia reale. L’Europa non ha ancora lo stesso trend positivo e consolidato di crescita come avviene negli Stati Uniti. Rispetto a questo quadro, l’Italia crescerà ancora solo dello 0,7%. Sia chiaro è un fatto positivo che dopo tanti segni meno torni il segno più, ma vi è ancora molto lavoro da fare».


Quanto è importante in questa cornice il valore della stabilità del governo?

«Non vi è alcun dubbio che la stabilità del governo sia importante. Viviamo in un mondo di grandi cambiamenti, siamo chiamati a fare scelte importanti come Paese, è evidente che le grandi scelte, le riforme, hanno bisogno di governi che durino a lungo. Vi è bisogno di una classe dirigente con un pensiero di lungo termine, non ci si può fermare al breve periodo né guardare ad interessi particolari o corporativi».

La stabilità è dunque fondamentale, quali sono gli altri punti principali per il rilancio dell’Italia?

«Il governo Letta ha già varato provvedimenti positivi, che ovviamente in prospettiva vanno rafforzati. Penso al decreto lavoro, al decreto del “fare”, ai provvedimenti sulla scuola. Se mi chiede qual è l’intervento urgente e necessario da realizzare nell’immediato. Le rispondo che è il taglio del cuneo fiscale. È un provvedimento che aiuta e supporta chi produce, ovvero imprese e lavoratori. Il taglio del cuneo fiscale renderebbe le imprese più competitive e aumenterebbe il potere di acquisto dei lavoratori».

Oltre al cuneo fiscale quali sono i punti di valenza strutturale?

«Innanzitutto bisogna rendere più competitiva la pubblica amministrazione che in altri paesi (penso alla Francia) è un fattore di competitività ed in Italia è invece un freno, spesso un vero e proprio ostacolo. Va ammodernata la burocrazia, bisogna lavorare sulla semplificazione e sull’innovazione, ma non bisogna fermarsi. Penso ad una scuola più moderna ed innovativa, una sanità più efficace. Per una giustizia più celere vanno portate avanti le riforme già avviate e non bisogna tornare indietro sui tagli dei tribunali e delle sedi distaccate. Servono le riforme istituzionali, va ammodernato complessivamente lo Stato».

Ed il mondo produttivo?

«Il mondo produttivo deve puntare con ancora maggior forza sulla qualità del capitale umano, sull’innovazione e la ricerca. Deve ammodernarsi guardando ad un mondo che cambia, ai mercati internazionali: è uno sforzo che è già in atto, il mondo industriale ha ben chiaro lo scenario che dovremo affrontare».

In questo contesto di crisi economica non vi è il rischio che la battaglia per la legalità passi in secondo piano?

«Nella cornice di una recessione economica che non ha precedenti nella storia repubblicana, il rischio vi è e va scongiurato. La legalità è una precondizione per uno sviluppo sano, non vi è crescita economica senza legalità. L’illegalità corrode il funzionamento dei mercati, è una distorsione dell’economia, va combattuta a tutti i livelli».

Sui temi della battaglia per la legalità e l’etica, dalla Sicilia giunge un’altra novità positiva ampiamente raccontata da l’Unità. Il vescovo di Acireale, monsignor Raspanti, ha deciso di negare con un decreto i funerali ai boss che in vita non si sono pentiti. Come commenta?

«Accanto alla capacità repressiva, va affiancata un’attività di contrasto culturale, sociale ed etica da parte del mondo economico e della società civile. È un’azione che in Sicilia ed in altre parti del Paese ha raggiunto obiettivi importanti. La decisione del vescovo di Acireale è molto importante, perché è un esempio di come le norme sociali ed etiche abbiano una valenza simile alle leggi dello Stato. Il ruolo della Chiesa, che è molto radicata nei territori, ha una importanza di notevole rilievo. Ricordo il messaggio etico di Giovanni Paolo II ad Agrigento, il coraggio di Don Pino Puglisi. L’azione del vescovo Raspanti è innovativa, auspico che tutte le altre diocesi seguano il suo esempio».

Come giudica complessivamente i recenti interventi del governo sull’istruzione?

«Dopo tanti anni il governo è tornato ad investire sulla scuola, il giudizio è complessivamente positivo. Due punti sono molto importanti: da un lato un rafforzamento dell’istruzione tecnica e professionale, dall’altro un forte investimento sull’alternanza scuola- lavoro. La Germania in questi anni con un efficiente modello di alternanza scuola-lavoro ha abbattuto la disoccupazione giovanile al 7,5% ed ha garantito ai suoi cittadini una sostenuta crescita economica. È questa la vera sfida».

 

 

*Collaboratore de “L’Unità”



20/09/2013
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