Costanzo, il costruttore antimafia fa la differenza sulla Salerno-Reggio
di Salvo Fallica*
Riprendiamo l'articolo pubblicato su "affari e finanza" dove Salvo Fallica giornalista, collaboratore de "La Repubblica", intervista Mimmo Costanzo del gruppo etneo COGIP che è stato l'unico a consegnare nei tempi fissati i due lotti assegnati sulla tratta meridionale dell'autosole. "Ricavi più che raddoppiati anche se il resto del settore è in piena crisi".

 

Si può crescere in una fase di grave crisi economica? Vi sono imprese che ci riescono. E’ il caso della Cogip, che opera nel settore delle infrastrutture e delle grandi opere. Proprio negli anni della recessione, l'azienda è passala dai l70 milioni di euro del valore di produzione del 2010 ai 435 milioni del 2011. La Cogip è nata sotto l'Etna, a Catania, fondata nel 1996 da Mimmo Costanzo, un industriale in prima linea contro le mafie, che combatte la 'Ndrangheta in Calabria e le cosche mafiose in Sicilia, rifiutandosi di pagare il pizzo. I numeri nella loro concretezza aiutano a capire la dimensione di quella che è diventata una delle più grandi aziende “made in Sicily": 680 dipendenti (fra dirigenti, impiegati e maestranze, guidati da 18 manager). Cogip si occupa di tutta la filiera delle attività di realizzazione delle grandi opere: dalla progettazione lavori, alla direzione lavori, contabilità, sicurezza, sistemi di qualità. Le principali aree di intervento sono rappresentate dalle infrastrutture viarie, ferroviarie, marittime di edilizia civile. Per capire la dimensione lavorativa, basta citare alcune fra le opere più significative: i cantieri Asr 20 e Asr 18 sull'autostrada Salemo-Reggio Calabria (unico lotto consegnato in anticipo rispetto a tutti gli altri operatori), la rifunzionalizzazione del Porto di Genova, l'autostrada Sfax-Gabes in Tunisia. Nell’ambito del proprio portafoglio business, Cogip detiene il 50% di Tecnis Spa (l’altro 50% è dell'ingegnere Concetto Bosco), considerata tra le prime 25 aziende italiane nel settore delle imprese di costruzione generale, di ingegneria e general contracting. "La valorizzazione delle risorse umane non è retorica - dice Costanzo - ma l'essenza medesima e la forza propulsiva dell'azienda. Qui vi è meritocrazia, qualità e innovazione, nessun raccomandato". Nella Cogip sono parecchie le donne che hanno ruoli di primo piano nell’organigramma aziendale, partendo dalla presidente della Holding. L'età media dei dipendenti dell’azienda è 41 anni, il 25% ha meno di 33 anni. Non solo etica, ma anche estetica. Fra i principi culturali dell'azienda vi é anche quello di ispirarsi ai principi del bello. Che vuol dire anche rispetto della natura e della storia dei luoghi. Costanzo è nato a Catania nel I962, qui ha studiato e si è laureato in Economia e commercio nel 1986. Sempre nella città etnea, è entrato giovanissimo nell'azienda di famiglia, la “Siciliana Carbonio”. Impegnato nel sociale e nel sindacale, viene eletto presidente dei Giovani lndustriali di Catania per il biennio l991-93, poi chiamato dall'allora sindaco Enzo Bianco a fare l'assessore al Bilancio, Commercio e Sviluppo Economico. Sono gli anni della cosiddetta Primavera di Catania. Nel 1996 fonda la Cogip, cominciando così l’attività nel settore delle costruzioni. Il primo livello di innovazione riguarda le scelte di governance. Costanzo sostiene: "La scelta di coinvolgere il management nel board, oltre che diretta a valorizzare il “merito” in azienda, consente di diffondere l'iniziativa e lo spirito imprenditoriale a tutti i livelli". Il secondo elemento “è l’innovazione di processo e di prodotto. Ogni cantiere rappresenta un 'prototipo' per l’azienda e le soluzioni sono idiosincratiche, sludiate ad hoc per le attività delle singole unità”. Costanzo punta anche sulle energie rinnovabili, settore dove è presente con l'energy company CogiPower. Anche attraverso le sinergie con (Cogip lnfrastrutture Spa (nel ruolo di Epc), CogiPower copre l'intera filiera del settore energie rinnovabili (sviluppo, realizzazione e gestione degli impiami) e tra il 2011 e il 2012 ha costruito e portato in esercizio parchi fotovoltaici a terra per più di 60 Mw nel Sud ltalia. Dopo aver raggiunto traguardi notevoli in Italia. la nuova sfida è l'internazionalizzazione: “E' la più difficile", - chiosa Costanzo - “ma è necessaria per crescere ulteriormente. Sono convinto. che avremo buoni risultati anche all'estero. I primi segnali sono già positivi".

*Giornalista, collaboratore de "La Repubblica"

 



17/04/2013
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