La "Rivoluzione di Crocetta"
di Salvo Fallica*
Articolo di Salvo Fallica ripreso dal Quotidiano L'Unità sull'abolizione delle Province ed il salario di sostegno. Interessante analisi del modello Sicilia in chiave nazionale.

 

Crocetta prepara la sua legge per abolire le Province

 In “un vidiri e svidiri”, per usare il linguaggio camilleriano, Rosario Crocetta anticipa tutti e si avvia verso l’abolizione delle Province. E lo fa con una delibera di giunta che diventerà disegno di legge all’Ars. Mentre il presidente della Regione Siciliana è impegnato nelle riunioni nelle quali si elabora questa decisione “storica”, durante una pausa, racconta a l’Unità: “Tutti i media stanno rilanciando questa notizia, ma ve ne sono altre quattro che anticipo a voi, e che domani mattina annuncerò in una conferenza stampa”. Crocetta è un fiume in piena: “Istituirò un salario di sostegno per i nuclei abitativi, dunque un aiuto concreto per i ceti più deboli. Tutti i soldi risparmiati dalla riduzione dei costi della politica saranno destinati ad aiutare le persone che soffrono di più il disagio della crisi economico-sociale”. Ma non solo, prosegue il governatore della Sicilia, “con l’emissione di titoli obbligazionari, vi sarà la liquidità necessaria anche per consentire il pagamento dei crediti avanzati dalle imprese. Istituirò l’Alta Corte applicando in pieno lo statuto autonomista. Ed ancora, darò piena attuazione all’articolo 37 che prevede che le aziende che hanno stabilimenti in Sicilia paghino qui le tasse e non a Milano. Con questi ulteriori fondi potrò destinare altre risorse importanti alle persone colpite dalla crisi economica. Mentre altri gridano, urlano, io la rivoluzione la faccio sul serio. E la rivoluzione si fa governando”. Il senatore del Pd eletto con la Lista “Il Megafono”, Giuseppe Lumia, sottolinea che siamo dinanzi ad un mutamento epocale, una vera politica di sinistra, “sarebbe opportuno che anche a Roma ci imitassero. Questo è il vero laboratorio politico, non con alleanze astratte, ma azioni politiche concrete”.

Isola protagonista

Crocetta dinanzi alle critiche che lo rappresentano come un imitatore dei grillini, reagisce con una sonora risata: “Sono i grillini che imitano me, io sto attuando il mio programma, la rivoluzione siciliana. Io precorro i tempi, non inseguo nessuno. E del resto le cose si possono cambiare se si ha il coraggio di governare, non stando alla finestra ad aspettare e protestando”. Il messaggio è chiaro, la Sicilia è ancora una volta protagonista, e non è un caso che il Pd a livello nazionale guardi con grande attenzione ed intelligenza a questa realtà. L’esempio siciliano dimostra che esiste una sola possibilità concreta per il cambiamento, governare o sostenere chi governa con un progetto illuminato ed attento alle fasce più deboli della popolazione. Ma l’abolizione delle Province rimane comunque in primo piano. Come avverrà? Ovviamente il disegno di legge dovrà essere discusso ed approvato dal Parlamento siciliano, discusso nei territori. Una fonte autorevole ci spiega che Crocetta non sta procedendo ad una liquidazione tout court delle Province senza guardare alle esigenze dei territori. Punta all’istituzione di Liberi Consorzi dei Comuni, che daranno maggiore autonomia alle realtà locali. Da un lato verranno tagliati i costi, dall’altro in linea con lo statuto autonomista, si darà maggiore autonomia alle realtà locali. Vi saranno “enti intermedi di secondo grado legati ai territori”, dunque una “visione autonomista moderna che punterà a valorizzare le vocazioni dei territori”. Si punterà armonicamente a mettere in rete realtà omogenee, dunque nessun indebolimento delle culture e delle vocazioni locali. Anche chi si oppone all’abolizione delle Province, come il presidente dell’Università di Enna, Cataldo Salerno, perché ritiene che i risparmi sarebbero irrisori (“Le nostre province sono in media tra le più grandi d’Europa e, nonostante i luoghi comuni, risultano persino poche”), guarda però con attenzione all’istituzione dei Liberi Consorzi dei Comuni, nel rispetto pieno delle autonomie. “Delle autonomie forti, che mettano in sinergia le risorse migliori dei territori, possono aiutare ad essere più competitivi a livello nazionale ed internazionale”.

 

*Giornalista de L'unità

 



18/03/2013
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