"Danno ingiusto all'altro candidato sindaco" così la Cassazion e ha condannato Scapagnini
di Alessandra Ziniti*
Pubblichiamo un articolo di Alessandra Ziniti apparso su "La Repubblica" sul processo "Cenere". La vicenda del contributo illegittimo ai dipendenti municipali, a pochi giorni dal voto, con il quale Enzo Bianco di fatto venne sfavorito

 

«Al vantaggio patrimoniale ingiusto attribuito dalle delibere ai dipendenti comunali, la corte connette un danno ingiusto all'ente pubblico nonché un danno ingiusto all’altro candidato sindaco, Enzo Bianco, consistente nella perdita di chances di vittoria elettorale». Le motivazioni con cui la Cassazione ha reso definitive le condanne per abuso d'ufficio e delitto elettorale a carico dell’ex sindaco di Catania Umberto Scapagnini e di sei assessori della sua giunta arrivano a 7 anni e mezzo da quella campagna elettorale per la corsa a Palazzo degli elefanti che i giudici hanno ritenuto viziata da un contributo “a pioggia” distribuito la settimana prima del voto da Scapagnini e soprattutto arriva a pochi giorni dalla decisione di Bianco di riproporre la sua candidatura a sindaco.

La vicenda é quella dell'emergenza “cenere”, seguita ad una eruzione dell'Etna: il governo concesse l'esenzione del pagamento dei contributi per i dipendenti ad alcuni comuni del Catanese. Un elenco nel quale non era però compreso il Comune di Catania che, tuttavia, appellandosi proprio alla presunta esenzione, decise - ad una settimana dal voto che contrapponeva la candidatura del sindaco uscente Scapagnini a quella di Enzo Bianco - di redistribuire tra i dipendenti del Comune la quota di contributi già pagata in una misura variabile tra i 300 e i 1.300 euro per lavoratore. I soldi vennero pagati, cosa espressamente vietata dalla legge, nel corso dell'ultima settimana di campagna elettorale con un danno per le casse del Comune di circa sette milioni di euro e poi, pochi mesi dopo, ai dipendenti comunali fu chiesto di restituire le somme non dovute. Un escamotage elettorale per i giudici, che avrebbe portato voti a Scapagnini danneggiando il rivale. Scapagnini e altre 12 persone tra cui l'ex parlamentare Nino Strano (allora assessore) sono stati condannati a pene comprese tra i due anni e mezzo e i due anni e due mesi.

Sentenza ora resa definitiva dalla Cassazione.

 

*giornalista quotidiano "La Repubblica"



16/01/2013
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