Orazio Licandro: "Bianco il vero anti Lombardo"
di Carlo Lo Re*
Pubblichiamo l'intervista a Orazio Licandro apparsa sul giornale web "Live Sicilia Catania". Un'attenta disamina quella dell'esponente politico, sul disastro dei conti pubblici, il riordino delle partecipate e principalmente sul futuro di Catania. 

 

 

Disastro dei conti pubblici, riordino partecipate e futuro di Catania. La relazione dei giudici contabili definita “devastante” dall’esponente Pdci. Che non salva nemmeno le forze sociali catanesi. E sull’ipotesi di candidatura del senatore democratico non ha dubbi: “Si è battuto senza incertezze contro il sistema di potere dell’Mpa”

CATANIA - Dopo la relazione della Corte dei conti sullo stato delle finanze del Comune di Catania, una delle prese di posizione più dure e articolate è stata dei Comunisti italiani. Live Sicilia Catania ha parlato con Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci. Anche sul futuro primo cittadino della città, Licandro è netto: “Bianco di sicuro si è opposto con forza al sistema di potere di Lombardo”

 La Corte dei conti regionale ha scritto una relazione di fuoco sugli anni di amministrazione Scapagnini-Stancanelli a Catania. I Comunisti italiani l’hanno definita “devastante”.

"Leggere queste circa 130 pagine è più di un pugno allo stomaco. Vi è l’analisi di una reale devastazione della situazione economico-finanziaria del Comune. È una relazione che fa giustizia, che chiarisce come i guai per Catania comincino nel 2003, quando per la prima volta vi sono 40 milioni di euro di disavanzo. Dopo di che comincia una vera e propria discesa agli inferi. Ma è davvero importante la valutazione che la Corte dà dell’operato del centrodestra quando parla di “sistematica violazione dei principi di contabilità pubblica”. Nel lavoro dei giudici si legge persino di somme spese per comperare abbonamenti del Catania Calcio per i contrattisti e di contributi ai partiti. In un momento in cui, lo ricordo, i lavoratori socio-assistenziali sono senza stipendio da sette mesi. Il problema è che non si vede nemmeno una inversione di tendenza, per cui tecnicamente siamo in dissesto".

Singolare la reazione delle forze sociali catanesi, abbastanza tiepida, proprio in merito alla relazione della Corte dei conti.

"Dovremmo fare un’analisi impietosa di che cosa sono stati questi 12 anni di centrodestra per Catania e delle collusioni e omissioni delle forze sociali nei confronti di Scapagnini e Stancanelli. Addirittura ho sentito, recentemente, interventi assolutori nei confronti di quest’ultimo. Imbarazzante".

Veniamo al riordino delle partecipate. Stancanelli ha quasi ultimato un davvero imponente piano di dismissioni stile Thatcher.

"Non scherziamo con le cose serie. Un confronto Thatcher-Stancanelli è improponibile, tanto incommensurabile è la distanza fra i due. La Thatcher aveva, attraverso un piano di privatizzazioni selvagge, inaccettabile dal nostro punto di vista, l’obiettivo del risanamento della Gran Bretagna, qui siamo alla caricatura. Il dato vero è che sinora si sono lasciate marcire le partecipate, richiamo ancora la relazione della Corte, con un deficit strutturale di quasi tutte di circa 121 milioni di euro, che grava sul bilancio comunale. Si prospetta, dunque, soltanto una misera operazione di cassa, un ulteriore arricchimento dei privati e ancora licenziamenti di massa. Siamo seri, altro che Thatcher. Ma anche qui c’è una inadeguatezza complessiva delle forze sociali a contrastare tutto ciò".

Passiamo al futuro di Catania. Fallito l’obiettivo di rientrare all’Ars, anche per qualche responsabilità altrui, i comunisti riusciranno almeno a ritornare a Palazzo degli Elefanti?

"Intanto noi siamo impegnati in un passaggio importante per il Paese: chiudere questa fase tecnocratica, delle banche e della finanza internazionale per riconsegnare le istituzioni e il governo alla politica. Siamo impegnati nell’immaginare un nuovo centrosinistra, a partire dalle primarie, per riportare i comunisti in Parlamento, in maniera da riavere una forza di sinistra critica dentro le istituzioni".

Insistentemente e da più parti - destra, estremo centro, centrosinistra - per il prossimo sindaco di Catania si fa il nome di Enzo Bianco. Voi sarete della partita?

"Oggi non discuterei tanto di nomi. Siamo invece fortemente interessati a un progetto forte di ricostruzione della città e di discontinuità e rinnovamento. Dove per rinnovamento non intendiamo un certificato anagrafico, ma una innovazione solida nelle idee e nella prassi politica e amministrativa. Dunque, ci confronteremo con chiunque parli questo linguaggio. Però, poiché fortunatamente abbiamo una memoria, sappiamo bene chi ha fatto opposizione in questa città, sappiamo chi si è opposto al brutale sistema di potere del centrodestra e in particolare dell’Mpa di Raffaele Lombardo: fra questi, per esempio, Enzo Bianco c’è stato, anzi, certo assai più del Pdl e di tanti altri del Pd. Non è esagerato dire che in questi anni di palude, Bianco nel suo partito è stato il vero anti Lombardo. Comunque, noi siamo interessati a rompere con una lunga stagione di clientelismo, di illegalità e devastazione, per rilanciare, lavoro, cultura e legalità. Se invece si vuole ridurre tutto all’anagrafe e basta, allora possiamo iscriverci in massa al Movimento 5 Stelle".

Il Pd, però, rischia di arrivare spaccato alle elezioni amministrative. Giuseppe Berretta ha già addirittura comunicato l’indirizzo del proprio comitato elettorale da sindaco.

"Questi sono problemi del Partito democratico. Se uno dei suoi esponenti si candida a prescindere dalle decisioni degli organismi non è affare mio. Ho appreso anch’io la notizia della candidatura di Berretta. A questa si aggiunge adesso quella di Maurizio Caserta. Ma oltre alla novità, per modo di dire, dei nomi, mi piacerebbe conoscere le loro proposte politiche e programmatiche. Dire semplicemente “adesso tocca a me perché sono il nuovo”, francamente non mi appassiona … Provare a ricostruire una comunità non è un videogame, occorrono esperienza, solidità, coraggio, idee e tanto altro ancora".

 

 



22/11/2012
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