La Sicilia vuole voltare pagina
di Enzo Bianco*
Vi anticipiamo l'editoriale che domani uscirà su Europa. Altissimo astensionismo ma anche grande richiesta di cambiamento. Ecco cosa emerge dal voto siciliano che premia Rosario Crocetta, sostenuto da una coalizione di centrosinistra che si profila ormai nitida

E' sicuramente un risultato importante quello che viene dalla Sicilia. E stavolta molti dei segnali che manda hanno evidente valenza nazionale. 

Anzitutto la percentuale dei votanti. La maggioranza dei siciliani non ha votato. Venti punti percentuale in meno rispetto alle ultime regionali del 2008, seppure allora coincidenti con le elezioni politiche. Le dimensioni dell'astensione sono tali da dover essere lette come un segnale drammatico che gli elettori siciliani mandano non solo a Palermo, ma anzitutto a Roma. 

Il rapporto tra la politica ed il Paese è teso, logoro. La credibilità è bassissima. Occorre dare alcune risposte immediate e serie, se non vogliamo che ad Aprile il fenomeno si ripeta in tutta Italia. 

Abbiamo poche settimane per cambiare la legge elettorale; non si perda altro tempo. Un accordo su un sistema di voto dignitoso è possibile. Sarebbe da irresponsabili non coglierlo. 

Il secondo segnale è la vittoria di Rosario Crocetta, sostenuto da una coalizione di centro sinistra, che si profila ormai nitida. I siciliani vogliono voltare pagina; affidano il loro futuro ad un sindaco che del coraggio e della concretezza ha fatto le sue armi. L'alleanza tra il PD e la rinnovata UDC di 0D'Alia ha funzionato. Non sarà facile governare con questi numeri. Occorrerà una squadra di altissimo valore. Ma è un messaggio di speranza e di fiducia. E la strada dell'alleanza tra le forze del rinnovamento e quelle moderate è la strada giusta. Esce pesantemente sconfitto e ridimensionato il radicalismo di sinistra ( SEL e IDV comprese) che si è comportato a Palermo al limite della irresponsabilità.

Occorrerà avere la maggioranza a Sala d'Ercole, la sede dell'Assemblea Regionale siciliana. La cercherà Crocetta, ne sono sicuro, su un programma di governo moderno e coraggioso, su una squadra all'altezza dei problemi da affrontare, senza bilancini né alchimie. 

Quasi un votante su cinque ha scelto il Movimento 5 Stelle. Grillo si è scommesso con tutto il populismo che conosciamo, ma coraggiosamente ed in prima persona. Ha tenuto manifestazioni in tutta la Sicilia per 15 giorni. Altri leader non lo hanno fatto. E' una domanda di cambiamento quella dei tanti giovani siciliani che hanno votato il

M5S. Possono, devono essere recuperate queste risorse; non demonizzate. C'è un solo modo: cercare la fiducia con la credibilità del buon governo. 

I siciliani hanno punito pesantemente il PDL ed i suoi ascari nonostante il volto pulito del candidato Musumeci. Il colpo finale lo ha assestato, brutalmente, Berlusconi, con le oscillanti apparizioni di questi giorni. Ma il PDL paga in Sicilia anni di malgoverno a Palermo, a Catania, a Messina. Anni di promesse tradite e di clientele. La Sicilia del 61 a 0 è un incubo dissolto. E con esse svanisce, si allontana e si disperde l'immagine di Berlusconi. 

Pesantemente ridimensionati, anche se tuttora radicati nel territorio con apparati organizzati, gli uomini di Miccichè e Lombardo; puntelli per anni di quella politica, ribelli ieri, ma incapaci di esprimere quel rinnovamento di cui la Sicilia ha bisogno.

Per una volta i Siciliani, con tanti strumenti e linguaggi, hanno mandato un unico segnale: la voglia di buona politica, di buon governo, di cambiamento. E' lo stesso sentimento che si respira dappertutto. Sarebbe un peccato non capirlo a Roma. 



29/10/2012
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