Immigrazione, problema europeo
Oggi il secondo giorno di lavoro del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell'assemblea parlamentare della Nato a Catania. Enzo Bianco: fare diventare l'agenzia Frontex una vera e propria polizia di frontiera europea. Il sottosegretario Ruperto: fenomeni legati alle migrazioni vanno affrontati su scala continentale e attraverso la cooperazione

«Far diventare Frontex, l'agenzia europea per le frontiere nata nel 2004 in seguito a un'idea lanciata dal governo italiano nel febbraio 2001 proprio a Catania, una vera e propria polizia di frontiera europea. E' un passaggio necessario perché il fenomeno dell'immigrazione non può essere soltanto un problema italiano, ma interessa l'intera Europa». E' l'esigenza che il senatore Enzo Bianco ha ribadito oggi, da moderatore dei lavori, nel corso della sessione dedicata all'immigrazione, nell'ambito del seminario del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente (GSM) dell'assemblea parlamentare della Nato, riunito a Catania. Ai lavori hanno preso parte i rappresentanti di oltre 20 Paesi. «Nel giro di pochi anni si invertiranno le proporzioni dell'intensità demografica tra Europa ed Africa. Nel 2050 in Europa risiederà soltanto l'8% della popolazione mondiale, in Africa il 22% - ha spiegato Bianco -. Il fenomeno dell'immigrazione sarà sempre più consistente e dobbiamo essere pronti sin da ora a gestirlo. Ma dobbiamo uscire dalla logica dell'emergenza. Dobbiamo chiederci come si può rafforzare la cooperazione transfrontaliera con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, come generare sviluppo in questi Paesi, come regolamentare i flussi migratori, come garantire alle persone che vengono in Europa cittadinanza e qualità della vita. E soprattutto - ha aggiunto Bianco - come contrastare con efficacia la criminalità organizzata che lucra sul traffico di essere umani». Questi i temi al centro del dibattito odierno del seminario GSM dell'Assemblea parlamentare della Nato, per la prima volta ospitato a Catania. «Per la città è una straordinaria occasione - ha concluso Bianco -. Per i Paesi nordafricani e mediorientali Catania e la Sicilia sono naturalmente una porta d'ingresso per l'Europa, e possono svolgere un ruolo determinante. A patto che tutta l'Europa, unita, riesca a garantire questo ruolo di varco d'accesso all'intero continente senza scaricare il problema soltanto a livello regionale. Per questo occorre potenziare Frontex».

A concordare sull'esigenza di una evoluzione di Frontex anche il sottosegretario all'Interno, con delega all'immigrazione, Saverio Ruperto, giunto al posto del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, impegnata nel Consiglio dei ministri. « Certamente Frontex è un'esperienza positiva, che funziona e che necessita di evolversi - ha detto Ruperto -. Il tema dell'immigrazione è di grande attualità e anche di grande complessità Riguarda tutta l'area mediterranea e l'Europa intera. Attualmente un forte preoccupazione è rappresentata dalla crisi siriana che porta in Europa migliaia di afghani e iracheni, attraverso la Turchia e la Grecia, quando non direttamente in Italia. In questo contesto anche la problematica migratoria non può essere affrontata solo secondo un'ottica bilaterale o regionale, ma con un approccio complessivo. E' perciò determinante il ruolo dell'Unione Europea anche attraverso lo sviluppo di un dialogo serio e costruttivo con i Paesi terzi. Si tratta - ha aggiunto Ruperto durante i lavori - di una strategia amplia e complessa per la quale l'Unione europea già da oggi dovrà mettere in campo molte energie e mobilitare risorse adeguate. I Paesi di origine e di transito dovranno invece rendersi disponibili a un'attività di collaborazione più ampia possibile per controllare a monte le partenze, riducendo così il potenziale delle organizzazioni criminali». Lo stesso Ruperto avverte che «non è un lavoro facile» ma che non bisogna scoraggiarsi «perché in molti casi i risultatati positivi sono già stati conseguiti». A margine del seminario Ruperto ha anche affermato che il centro di accoglienza di Lampedusa è stato rinnovato ee funziona bene e che il c.a.r.a. di Mineo è il più grande centro d'Europa di accoglienza per i richiedenti asilo e che opera in modo esemplare.

 



09/10/2012
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