Librino, sfida alla mafia
Mamme in difesa del doposcuola
di Salvo Fallica*
Miracolo a Librino: è questo l'incipit che viene in mente per raccontare una storia sociale che ha il carattere dell'eccezionalità e nel contempo della normalità. È la vicenda di un centro minori della Caritas (guidato da Giuliana Gianino, volontaria e insegnante di liceo) nel cuore di un quartiere di ottantamila abitanti alla periferia di Catania... L'articolo di Salvo Fallica pubblicato su L'Unità

Miracolo a Librino: è questo l'incipit che viene in mente per raccontare una storia sociale che ha il carattere dell'eccezionalità e nel contempo della normalità. È la vicenda di un centro minori della Caritas (guidato da Giuliana Gianino, volontaria e insegnante di liceo) nel cuore di un quartiere di ottantamila abitanti alla periferia di Catania.

Una distesa di palazzoni monocolori di cemento che danno l'idea di una realtà senz'anima. Qui, soprattutto nel viale Moncada, vi sono bambini che diventano pusher a soli 12 anni. Di sera Librino ha un aspetto infernale. È un luogo dove il tasso di povertà è fra i più alti d'Italia e la disoccupazione giovanile tocca la punta record del 60%. Una realtà dove la mafia ha il controllo dello spaccio di droga. Per capire quanto è capillare il fenomeno, basta fare un giro di giorno in auto, nelle larghe ma desolate strade del quartiere: vi sono ragazzi agli angoli delle strade o in punti strategici che fanno da pali. Il loro compito è allertare chi spaccia dell'arrivo della polizia.

E non solo, vi sono quelli che in scooter fanno opera di vigilanza in movimento. Se arriva un estraneo nel quartiere, lo controllano passandogli accanto, quasi a sfiorarlo. La dinamica del controllo ha una doppia valenza: da un lato verificano chi è l'«estraneo», dall'altro lanciano un messaggio che quello è il loro territorio. Loro sono la bassa manovalanza utilizzata dai mafiosi. Invece di una nuova città moderna così come era stata pensata dal progettista, l'architetto Kenzo Tange, negli anni 70, è diventata un simbolo dell'abbandono, del degrado. Manca il verde, mancano gli spazi per far giocare i bambini, mancano gli spazi di socializzazione.

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27/09/2012
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