A Paternò nascerà una casa-museo per i cantastrorie
di Salvo Fallica
L'attore Giovanni Calcagno lavora a questo progetto che recupererà una grande tradizione. L'articolo di  Salvo Fallica pubblicato su L'Unità

"I cantastorie rimandano ai giullari della grande tradizione culturale europea, andando a ritroso nel tempo si ricollegano ai poeti dell'antica Grecia". L'attore Giovanni Calcagno inizia così il racconto della sua iniziativa, la riscoperta dei cantastorie, la divulgazione dei loro componimenti ed il progetto della casa museo. Storie di giullari, di poeti, di artisti popolari, quali il geniale Cicciu Busacca. Lo studioso di cultura popolare, Nino Tomasello, che al personaggio ha dedicato un bel libro, ispirandosi alla filosofia narrativa di Giuseppe Tornatore, spiega: "Busacca era un artista, un poeta, che non solo affascinava ed emozionava moltitudini di persone riunite nelle piazze, ma faceva opera di trasmissione culturale".

Il richiamo a OMERO e DANTE
I cantastorie sono unione di "alto" e "basso", richiamano Omero e Dante. Andrea Camilleri rispondendo agli attacchi di una parte della critica letteraria, disse tempo fa: "Sono un artigiano della letteratura, un cantastorie". E' un elogio ai cantastorie, perché la narrativa nasce dai "cunti". Dice Calcagno: "Per capire bene la profondità dei cantastorie bisogna ricordare le origini siciliane della poesia italiana, quei componimenti che ancora oggi vengono studiati ed interpretati. Racchiudono l'anima di un pezzo della nostra vita culturale". Calcagno, un attore che lavora per il cinema, le fiction tv e il teatro, aggiunge: "Grazie ai cantastorie vi può essere una riscoperta delle identità territoriali. Anche se il luogo del museo sarà Paternò, dove sono nati e vissuti alcuni dei più grandi cantastorie del 900, la nostra volontà è quella di creare una dimensione che racchiuda tutte le esperienze siciliane. E che possa anche andare oltre, senza confini geografici. Così a Paternò vi sarà la casa dei cantastorie e il paese può diventare un centro internazionale di cultura, luogo di confronto per studiosi di storia, di sociologia, di antropologia. Porteremo l'idea del museo nelle scuole, continueremo a fare opera di divulgazione per i giovanissimi, i bambini, per la gente di ogni età". Calcagno ha lavorato con registi come Marco Bellocchio, Pasquale Scimeca, Mario Martone, Michael Apted, ha vinto il "Ciak d'oro", e nel film camilleriano di Rocco Mortelliti, "La scomparsa di Patò", ha portato stilemi del dialetto paternese, facendolo confluire con gli altri linguaggi degli attori, quali Nino Frassica, Neri Marcorè, Maurizio Casagrande, Guia Jelo. Il quarantenne Calcagno è nato nella Paternò dei Busacca, dei Santangelo, dei Paparo, dei Garofalo, dei Musumeci. La città delle famose arance rosse è anche la patria dei cantastorie. L'attore ha già avviato un progetto di divulgazione culturale che ha avuto ed ha successo.

I "Cuntu" sull'immigrazione.
Molti giovani si avvicinano per comprendere il segreto del linguaggio dei cantastorie. Si accostano ai materiali radiofonici, agli scritti, alle foto, segni di un passato che non va perduto. Si pensi ad un'opera poetica quale, Lu trenu di lu suli, scritto da Ignazio Buttitta e cantato nelle piazze in maniera mirabile da Cicciu Busacca. Un "cuntu" drammatico sulla questione dell'emigrazione. E' la storia di un minatore siciliano costretto ad emigrare in Belgio per poter lavorare, e che resta sepolto sotto le macerie della miniera carbonifera di Marcinelle. L'Italia di oggi, terra di immigrati e non solo di emigrati, non può far cadere nell'oblio questa storia. Calcagno sostiene: "Il lavoro sulla memoria storica dell'Italia lanciato dal Presidente Napolitano, è di altissimo valore. Auspico che la storia dei cantastorie possa farne parte. Faccio un appello al presidente attraverso l'Unità. Sono già in rapporto con il Centro sperimentale di cinematografia di Palermo, con il Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino e con la Fondazione Buttitta". Con il nuovo sindaco di Paternò, il piddino Mauro Mangano, "dialogo molto positivamente, così come prima ho fatto con la Provincia di Catania. Credo nella sinergia fra cultura, società civile ed istituzioni". Per l'inaugurazione della casa Museo dei cantastorie, Calcagno ha un sogno che confida a l'Unità: invitare il premio Nobel Dario Fo, con il quale Busacca ha collaborato molte volte. Ed in seguito invitare il premio Oscar Benigni.

 



05/09/2012
Gerenza | Scriveteci | Sostieni il dito | PubblicitĂ 
ildito.it - associazione Athena (p.iva 03944360878)