Bianco e la 'mission impossibile'
Intervista pubblicata da "La Sicilia" ad Enzo Bianco, Il senatore PD lavorando come relatore sul tema politico più importante, cioè la riforma elettorale, un incarico voluto dai vertici del PD. "E' una 'mission impossible' ma ci proveremo seriamente. Bisogna dare ai cittadini la possibiltà di scegliere davvero i parlamentari. In Sicilia costruiamo prima programma ed alleanze".

Il senatore Enzo Bianco sta lavorando alla relazione sul tema politico più importante, cioè la riforma elettorale. Questo incarico di relatore gli proviene non solo dai vertici del Pd e dalla personale stima del presidente Napolitano che più di tutti spinge per la riforma, ma anche dal fatto che fu Bianco nel 2007, da presidente della Commissione Affari costituzionali, a pr! esentare quella bozza approvata a larga maggioranza.

Ma i tempi non sono troppo stretti?
«Non è questione di tempo, ma di volontà politica. So perfettamente che è molto difficile, qualcuno l'ha definita una "mission impossible", però siamo tutti convinti che l'unica cosa che non si deve fare è tornare a votare tra otto mesi con una legge elettorale che delegittima un Parlamento nel quale sono eletti anche coloro che non hanno né consenso elettorale, né particolari meriti, né rapporto con il territorio. Se ciascuno rinuncia a qualcosa, allora ce la possiamo fare anche in poche settimane».

Bersani ne ha parlato poche ore fa.
«Lui ha detto che l'accordo raggiunto per fare una dignitosa riforma costituzionale è stato fatto saltare dal Pdl e dalla Lega. L'accordo in buona sostanza prevedeva la riduzione del numero dei parlamentari e Bersani ha detto che possiamo salvare il taglio dei parlamentari, cioè i deputati da 630 a 500 e i senatori da 315 a 2! 50, il che ci pone in linea con gli altri Stati europei. Quant! o alla legge elettorale la nostra proposta è quella del sistema elettorale francese con collegi uninominali a doppio turno, quindi con ballottaggio tra i primi candidati. Quello che bisogna evitare sono i tre grandi errori del Porcellum: i candidati scelti dalle segreterie dei partiti; l'eccessivo frazionamento del Parlamento che con una soglia del 2% vede attualmente 15 gruppi parlamentari alla Camera e 10 al Senato; il premio di maggioranza perché con coalizioni troppo ampie è difficile governare anche se si vincono le elezioni».

Il Pd non è contrario al voto di preferenza, forse per timore del voto di scambio?
«Io sono ferocemente contrario ai candidati scelti dai partiti e non dagli elettori. Secondo me, la formula migliore è quella dei collegi uninominali. Ad esempio al ballottaggio ci sono il riformista Tizio e il conservatore Caio: chi vota a sinistra sceglie Tizio, chi vota a destra sceglie Caio. Mi sono spiegato? E poi gli elettori già scelgono i candidat! i nel consiglio comunale, nel consiglio provinciale, nel consiglio regionale, nel Parlamento europeo. Perché non dovrebbero poter scegliere i candidati al Parlamento? ».

Parliamo delle prossime elezioni in Sicilia. Come mai il Pd non ha ancora adottato la candidatura di Crocetta?
«Perché non c'è stato nessun confronto finora. E poi bisogna vedere quali alleanze andiamo facendo, quale profilo di governo, con chi vogliamo governare. Non si scelgono prima la persona e poi gli alleati. Crocetta potrebbe essere un buon candidato in una determinata ipotesi, ma potrebbe anche non essere in linea con un altro tipo di alleanza. E' giusto aspettare ancora».

Non è perché il Pd siciliano è omofobico e non gradisce un candidato dalle tendenze particolari?
«Assolutamente no, non esiste alcuna discriminazione nei confronti degli omosessuali. Crocetta è stato eletto con il Pd al Parlamento europeo con tantissimi voti. E' una delle nostre risorse migliori, dobbiamo veder! e quale gioco dobbiamo giocare nel panorama siciliano. Sarebbe sbagliat! o scegliere prima. Io penso sia necessaria un'alleanza tra il centrosinistra e l'Udc. Dopo e insieme sceglieremo il candidato».

Però oltre trent'anni fa il padre di D'Alema fu inviato dalla direzione del Pci a Gela per inquisire Crocetta. Sembra una specie di persecuzione.
«Ma quello era un altro mondo. Oggi il mondo è completamente cambiato e nessuno mette in discussione Crocetta per le sue tendenze. Il Pd no di certo».

* di Tony Zermo - La Sicilia del 15 luglio 2012



20/07/2012
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