Il sindaco Stancanelli
bacchettato da Unicost
di Anna Cardo
Dopo la non-conferenza stampa dei giorni scorsi, in cui il primo cittadino ha usato toni spropositati e detto cose farneticanti contro la decisione del gup di rinviarlo a giudizio, interviene la componente della magistratura: «Inaccettabili attacchi ai magistrati»

«Viva preoccupazione destano le parole, le espressioni ed i toni, talora anche sarcastici, riportati dalla stampa locale ed utilizzati dal sindaco di Catania, avvocato Raffaele Stancanelli, in esito al suo rinvio a giudizio per il reato di abuso d'ufficio decretato dal Gup del Tribunale di Catania Luigi Barone». Ecco la bacchettata del segretario distrettuale di Unità per la Costituzione, Angelo Busacca. L'associazione dei magistrati non poteva infatti tollerare i toni, le parole e il contenuto dello show mediatico interpretato dal sindaco nei giorni socrsi, durante una "non-conferenza stampa" al cui termine è fuggito dopo aver reso farneticanti "dichiarazioni spontanee a mezzo media", senza rispondere a nessuna domanda dei giornalisti presenti. S'ì trincerato nella sua stanza, lasciando al povero addetto stampa Molino il compito di giustificare ai colleghi la fuga con un presunto calo di pressione.

Tant'è. Forse s'è reso conto di averle sparate troppo grosse: l'onore che "gli deve essere restituito", la richiesta di "ispezioni ministeriali a palazzo di Giustizia", la richiesta di trovare una "soluzione". Il rinvio a giudizio l'ha fatto andare in tilt. 

I magistrati, però, non potevano tacere. Così Unicost: «Nel rispetto assoluto della presunzione di non colpevolezza - aggiunge Busacca nella sua nota - e senza in alcun modo entrare nel merito della complessa e, a quanto si apprende dalla stampa, controversa questione giuridica posta a base delle contestazioni, risultano inaccettabili gli attacchi rivolti direttamente ai magistrati chiamati a decidere sul caso unitamente all'esplicito auspicio non solo di ispezioni ministeriali e del Csm, ma anche di un 'chiarimento' e di una 'soluzione' che dovrebbero giungere dal 'presidente della Corte di appello, dal procuratore, dal presidente del Tribunale».

«Stupisce che il sindaco di Catania, professionista che ben conosce il quadro normativo ed ordinamentale della magistratura - osserva Busacca - utilizzi, nella pur legittima critica di un provvedimento giudiziario che certamente incide sul soggetto con la più alta responsabilità nell'amministrazione della città, espressioni in verità inedite per la sua persona ed in buona sostanza nostalgiche di un epoca passata (che però sembra voglia tornare di moda) in cui era facile appellarsi alle gerarchie giudiziarie per ottenere i già citati "chiarimenti". Piena solidarietà - conclude la nota del segretario distrettuale di Unicost a Catania - va quindi espressa ai colleghi che si sono occupati e che dovranno occuparsi del procedimento, ribadendo il generale interesse che i magistrati possano continuare a svolgere il loro delicato ruolo senza che si ripetano attacchi non solo alla istituzione che essi rappresentano ma anche alle loro persone». Insomma anche Unicost, che non è certo la parte più a sinistra fra le componenti della magistratura, s'è accorta che il sindaco diventa sempre più... nostalgico di tempi lontani.



11/07/2012
Gerenza | Scriveteci | Sostieni il dito | PubblicitĂ 
ildito.it - associazione Athena (p.iva 03944360878)