Sac, è guerra
tra Agen e Lo Bello
di Carlo Lo Re *
Senza esclusione di colpi lo scontro fra gli esponenti di Confcommercio e Confindustria attorno allo scalo etneo. Tra accuse reciproche anche una richiesta di risarcimento danni. Vi proponiamo l'articolo pubblicato su Milano Finanza Sicilia

È sempre più duro a Catania lo scontro per il controllo della Sac, la società di gestione dell'aeroporto. Dopo la conferenza stampa del presidente della Camera di commercio di Siracusa, Ivan Lo Bello, lunedì scorso, ieri ha replicato con forza Pietro Agen, ancora per qualche giorno presidente dell'ente camerale catanese. «Chiudiamo cinque anni di ottimi risultati e di bilanci finalmente in attivo», ha evidenziato con orgoglio Agen, «senza comunicazioni giudiziarie, senza note della Corte dei conti e senza inviti a comparire».

Il 12 luglio sarà quindi l'ultimo giorno di mandato per Agen e la sua giunta alla guida di Palazzo della Borsa. Dopo scatterà il commissariamento voluto dalla Regione Siciliana e arriverà con pieni poteri Fausto Piazza, commissario straordinario, nonché direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro. Pieni poteri ma non troppo, però. Agen lo ha infatti già diffidato a non intervenire sulla vexata questio della Sac. «Invito il commissario che si insedierà il 13 luglio», ha dichiarato l'uomo forte di Confcommercio in Sicilia, «a non modificare la lista dei candidati già depositata. Se ciò accadesse, non staremmo con le mani in mano». L'invito, c'è da scommetterci, cadrà del vuoto, visto che, secondo una possibile interpretazione dello scontro politico-istituzionale in corso, il commissariamento potrebbe essere stato voluto dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, appunto per meglio posizionarsi nella guerra per la gestione di Fontarossa.

Ma proprio attorno alla lista dei canditati per il cda della Sac vi è un piccolo giallo. «Quella depositata», ha spiegato Agen, «è espressione netta della volontà della giunta camerale e non può essere modificata». Ma nel giorno e mezzo in cui Fausto Piazza è stato in carica come commissario (prima della sospensiva del Tar di venerdì scorso che ha reinstallato Agen per sette giorni) la lista è stata sì modificata, anche se di poco. Il che non ha mancato di suscitare qualche illazione. Piazza, rispetto all'elenco di Agen, ha cancellato Francesco Costanzo (presidente provinciale etneo della Cia e membro della giunta camerale), sostituendolo con Giovanni Arena, già consigliere Sac per due mandati.

Come se tutto ciò non bastasse, Agen si è poi soffermato su di una intervista ad una testata on line nella quale un presidente di categoria avrebbe rivelato alcuni particolari inerenti il rinnovo del Consiglio camerale di cui ancora oggi la Camera di Commercio non sarebbe informata. Ma, più in generale, l'idea che i contendenti di questa battaglia sappiano ben più di quel che dicono ha certamente diritto di cittadinanza. Prova ne sia la sfida lanciata da Agen per conoscere se esistano carichi pendenti per i candidati al cda Sac indicati da tutte le componenti, inclusa la stessa Camera di Catania.

Dopo avere giudicato «complessivamente positiva» la presidenza Sac di Gaetano Mancini, Agen ha però evidenziato come questa sia «anche passibile di critiche per decisioni legate all'ultimo periodo di mandato, caratterizzato da scelte legate al global service che non abbiamo condiviso». Su Mancini, Agen ha comunque rivendicato la libertà dell'ente da lui presieduto di scegliere i nominativi per le candidature Sac. E a chi ha fatto notare come con questa guerra per il controllo dell'aeroporto si sia interrotto il dialogo fra Confcommercio e Confidustria, Agen ha risposto senza mezzi termini che «Lo Bello dialoga solo con sé stesso, del tutto avulso dal contesto produttivo dell'Isola, a parte la tutela degli interessi in Sicilia di Garrone, come la vicenda del rigassificatore di Priolo dimostra».

Parole, quelle di Agen, che avranno sicuramente anche uno strascico in tribunale. In relazione alle allusioni dell'esponente di Confcommercio sugli investimenti del gruppo Erg sul rigassificatore di Priolo, Ivan Lo Bello ha infatti dato mandato ai suoi legali di chiedere i danni in sede civile ad Agen. «Il presidente Agen», ha dichiarato Lo Bello a MF Sicilia, «probabilmente confonde il ruolo della rappresentanza associativa con la cura di interessi particolari. Un grande impianto industriale, lo evidenzio, è cosa ben diversa da un ipermercato».

Nel tardo pomeriggio di ieri sono anche intervenuti Cgil, Cisl e Uil, che in una nota ufficiale hanno ricordato «a tutti i protagonisti della vicenda Sac che l'aeroporto è patrimonio della Sicilia orientale e della nostra città e rappresenta la principale infrastruttura per la sua crescita ed il suo sviluppo», evidenziando altresì come «l'ingiustificato ritardo nel dare una certezza di governance alla Sac stia danneggiando il sistema di gestione dell'aeroporto».

Massima attenzione, a questo punto, per l'appuntamento di domani mattina presso la sede di Confcommercio Catania, con il presidente provinciale dell'associazione, Riccardo Galimberti, pronto, pare, a dichiarazioni eclatanti proprio sui destini incrociati di Camera ed aeroporto.

 



11/07/2012
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