
«Serve un intervento fermo se si dovessero verificare nuovi episodi di illegalità come ce ne sono stati nella protesta che nei giorni scorsi ha paralizzato la Sicilia. Al contempo è necessario che il governo presti una attenzione particolare alla nostra isola e al Mezzogiorno». Così il senatore del PD Enzo Bianco stamattina in conferenza stampa con i consiglieri comunali del PD a Catania, Saro D'Agata, Francesca Raciti, Carmelo Sofia, Lanfranco Zappalà, Pippo Castorina.
«La protesta dei giorni scorsi, seppure mossa da un disagio comprensibile e in parte condivisibile, ha sbagliato obiettivo: ha colpito la Sicilia e i siciliani causando non meno di 500 milioni di euro di danni, ma forse assai di più - ha aggiunto Bianco -. Ho incontrato stamani appositamente il prefetto di Catania Francesca Cannizzo per discutere della situazione. Al prefetto catanese, cosí come a quelli del resto della Sicilia, ai questori e ai rappresentanti delle forze di polizia va il mio più vivo ringraziamento per come hanno affrontato una delle peggiori crisi vissute negli ultimi anni dalla Sicilia. La cosa allarmante, soprattutto in alcune città come Gela, Lentini, Priolo e Paternó, sono stati gli episodi di illegalità, spesso con pesanti infiltrazioni mafiose. Su questo esprimiamo piena solidarietà alla denuncia del presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello. Ma i focolai della protesta - prosegue Bianco - non sono ancora spenti. E se si verificheranno altre situazioni di illegalità lo Stato intervenga con fermezza, seppure nel rispetto dei diritti democratici. Non possiamo permetterci che accada di nuovo quanto è successo».
«Le ragioni della protesta sono comprensibili e c'è un grave e profondo malessere sociale in Sicilia, su cui anche il governo regionale ha enormi responsabilità per non avere affrontato per tempo e con efficacia la grave situazione della Sicilia. Adesso - continua Bianco - ognuno deve fare il suo dovere e la sua parte, perché la nostra regione è davvero in ginocchio. Chiederò al presidente Monti di dichiarare lo stato di emergenza con una apposita ordinanza di protezione civile, essendoci tutti i presupposti. E nelle prossime ore scriverò una lettera aperta al presidente del Consiglio, al quale ho sempre espresso apprezzamento, in cui chiederò alcuni interventi importanti: 1) il costo del carburante è troppo elevato e per la nostra condizione periferica incide troppo sul costo dei trasporti. 2) anche il costo del traghettamento è eccessivo e i nostri viaggiatori e le nostre merci sono decisamente penalizzati, si applichi anche da noi il principio di contiguità con l'abbattimento delle tariffe come in Sardegna; 3) per sostenere il comparto agrumicolo bisogna intervenire per innalzare le percentuali di arancia nelle aranciate prodotte industrialmente, è' inaccettabile il quantitativo minimo di frutta previsto dalla normativa attuale; il parlamento può lavorare su questo fronte innalzando i limiti e prevedendo controlli più rigidi; 4) infine, la cosa più importante: le risorse deliberate dal Cipe e che non andranno più al ponte sullo Stretto siano reinvestite in Calabria e Sicilia in egual misura: velocizzazione della ferrovia Salerno- Reggio Calabria e delle ferrovie tra Catania, Palermo e Messina sono una priorità».
«Su questi temi - conclude Bianco - chiederò che tutti i parlamentari siciliani di qualsiasi schieramento si incontrino per fare fronte comune. Facciamo sentire la nostra voce in Parlamento, con specifiche iniziative e proposte di legge, chiedendo al governo nazionale una attenzione particolare per il Sud e per la nostra isola».


