Rifiuti, per la differenziata
serve il porta a porta
Enzo Bianco e i consiglieri comunali del PD puntano il dito contro la spesa del Comune per il servizio di smaltimento e raccolta, che costa circa 70 milioni di euro l'anno, ben 13 in più di qaunto costa all'Ato Simeto Ambiente ceh serve un territorio più ampio, una popolazione maggiore e fa la raccolta porta a porta in 16 dei 18 Comuni che serve. Intanto c'è da raggiungere l'obiettivo del 65% di differenziata entro il 2015...
La replica dell'assessore Torrisi

«Il servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti costa al Comune di Catania quasi 70 milioni di euro l'anno. Circa 13 milioni in più di quanto costa all'Ato Simeto Ambiente che copre un territorio maggiore, con più abitanti e fa la raccolta porta a porta in 16 comuni su 18. Una cifra sproporzionata anche rispetto al servizio che ne ha la città, che è sporca e non riesce a fare una efficace raccolta differenziata. Adesso l'Amministrazione Stancanelli non deve più perdere tempo: la legge fissa al 65% la percentuale di differenziata da raggiungere nel 2015 e oggi siamo troppo lontani. L'unico modo per riuscirci è modificare l'accordo con la ditta che cura la raccolta e fare il porta a porta anche a Catania. L'attuale sistema dei cassonetti, infatti, non funziona ed è scoraggiante. Se non si cambia rischiamo di trovarci costretti a pagare multe salate per il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa». Così Enzo Bianco e i consiglieri comunali del PD Saro D'Agata, Francesca Raciti, Carmelo Sofia, Pippo Castorina, Lanfranco Zappalà sono intervenuti sul delicato tema dei rifiuti in città. Per farlo stamattina hanno scelto un luogo simbolico, l'isola ecologica di viale Tirreno, l'unica pronta delle tre realizzate da circa quattro anni, nei giorni scorsi consegnata alla ditta che gestisce la raccolta, che cortesemente ha fatto visitare la struttura agli esponenti del PD. «Ci auguriamo che questo impianto possa al più presto servire la cittadinanza - hanno detto i consiglieri -. Questa struttura, come le altre due vandalizzate e abbandonate, è stata realizzato quasi quattro anni fa e solo adesso potrà essere utilizzata, appena il Consiglio comunale approverà il regolamento, probabilmente entro dicembre. E' inaccettabile che Stancanelli e l'amministrazione non si siano adoperati per farsele consegnare anni fa dall'Ato e che le strutture non siano tutte pienamente efficienti ».


I numeri dunque. «Il sindaco dice di aver risanato i conti, ma sui rifiuti ci sembra che la sua gestione non sia affatto efficiente. C'è un costo sproporzionato rispetto al servizio dato alla città e il capogruppo D'Agata l'aveva già denunciato in Consiglio comunale - ha spiegato Enzo Bianco -. Il costo del servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti solidi urbani a Catania è più alto di 13 milioni di euro che rispetto a quello dell'Ato Simeto Ambiente, che è più vasto e più popolato e fa il porta a porta. Lo dicono i documenti ufficiali. A Catania, l'aumento della Tarsu dell'8,5% per il 2011 è stato varato sulla base del costo del servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti solidi, pari a 69 milioni e 685 mila euro, come scritto nella delibera del 4 luglio scorso. Catania ha una popolazione di 295.591 abitanti secondo l'Istat, un territorio unico e non fa la differenziata porta a porta. Basta paragonare questi dati con quelli dell'Ato Simeto Ambiente per notare una differenza eclatante. Simeto Ambiente per lo stesso servizio nel 2010 (parla il bilancio) ha speso 56 milioni e 489 mila euro. Tredici milioni in meno rispetto a Catania. E serve un bacino territoriale più vasto, con più abitanti (339.716) e facendo pure la raccolta porta a porta in 16 dei 18 comuni che serve. Perché a Catania il costo del servizio è così elevato e la città è comunque sporca?».


«Il Comune - ha proseguito Bianco - ci spieghi come farà a rispettare le percentuali di differenziata previste dalla normativa, il 65% entro il 2015. Per ammissione dell'Amministrazione, a novembre eravamo a percentuali di raccolta tra il16 e il 20% e a dicembre saremmo dovuti arrivare all'irraggiungibile traguardo del 35%. Il rischio è che il Comune potrebbe essere multato pesantemente. Chi pagherà? I catanesi? Qual è il piano del Comune per raggiungere il 65%? Lo stesso assessore Torrisi ha detto che la discarica di grotte San Giorgio tra due anni sarà piena. Allora lanciamo l'allarme: il problema è che l'attuale sistema di raccolta con i cassonetti non funziona e la comunicazione è partita con troppo ritardo, seppure per scelta del Comune. L'attuale contratto con la ditta aggiudicataria dell'appalto è stato predisposto nel 2008 e prevede una percentuale massima del 38% di differenziata. E' stato impostato male, senza lungimiranza. Adesso l'obiettivo è ben più stringente e occorre cambiare approccio. Allora chiediamo che l'accordo sia modificato e suggeriamo di puntare sul porta a porta e su una vera premialità per chi differenzia. Si può fare subito in alcuni quartieri - ha concluso Bianco - ma noi riteniamo che dialogando con i cittadini si possa fare su tutto il territorio».


«Il sindaco e la giunta si diano da fare al più presto per rendere operative le altre isole ecologiche, costruite come questa di viale Tirreno quattro anni fa, ma completamente vandalizzate - ha detto invece il capogruppo del PD Saro D'Agata -. I ritardi non sono tollerabili. Il porta a porta è necessario e indispensabile e permette al Comune anche di risparmiare sul costo dei conferimenti in discarica, al prezzo di 80 euro a tonnellata. Come gruppo consiliare, il PD si impegnerà perché il regolamento per l'utilizzo delle isole ecologiche si varato al più presto. Ma l'Amministrazione deve spiegarci il perché del costo così elevato del servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti».



19/12/2011
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