Bianco, come sta il centrosinistra?
"A livello nazionale l'aria che si respira è di moderata ma consapevole fiducia. Abbiamo vinto alla grande le ultime amministrative. Non c'era mai stato in passato un risultato così ampio. La percezione generale è che l'era berlusconiana sia finita. Berlusconi ha indubbiamente innovato la politica, nel male secondo noi, nel bene secondo altri; ma adesso la sua spinta si è esaurita".
Anche se qualcuno nel centro sinistra fa di tutto per aiutarlo, vero?
"A volte anche io ho questa sensazione. Quando sta per annegare ecco che da qualcuno di noi gli arriva una ciambella di salvataggio. Ma lui è più bravo: la buca subito, così ricomincia ad annaspare. L'ultimo caso è quello del ministero del Tesoro, avesse scelto Monti sarebbe stato un po' un problema. Per fortuna nostra non l'ha fatto".
Ritorniamo al centrosinistra?
"Ritorniamoci. Non sarebbe giusto dire che tutto fila liscio. La strada da percorrere è lunga. Ma l'atmosfera è positiva. Ci sono linguaggi, sensibilità, storie diverse. Questo può rallentare il cammino, ma è anche la nostra ricchezza".
E in Sicilia, a Catania?
"In Sicilia il vento è cambiato. Eravamo arrivati al fondo. Abbiamo cominciato la risalita. Il Polo rispetto alle ultime politiche ha perso quasi 20 punti. Noi tutti abbiamo la coscienza dell'importanza della posta in gioco. E vedere dialogare tra loro Anna Finocchiaro, Salvo Andò, Claudio Fava, Burtone, Latteri, ognuno con la sua storia personale, è un segnale forte e significativo".
Rapporti buoni, allora?
"Rapporti buoni, un comune sentire, la consapevolezza che si gioca una partita importante. L'anno prossimo in Italia si voterà per le regionali. In Sicilia probabilmente no, però si vota per il sindaco a Catania. Ed è un appuntamento anche di forte valenza simbolica. Per ottenere il nostro obiettivo ci stiamo impegnando tutti. Insieme".
Un messaggio?
"Una dichiarazione di intenti. E non è l'unica. Perché insieme concordiamo che è necessario dare a tutto l'impostazione giusta. Il programma, per esempio, non sarà il frutto di un lavoro di quattro esperti chiusi in una stanza, da calare dall'alto. Al contrario, noi vogliamo fortemente che il programma venga fuori da un coinvolgimento di tutta la città, delle periferie e degli intellettuali, dei giovani e di chi lavora. Migliaia di persone insieme per tracciare una strada condivisa".
Veniamo alla scelta del candidato
"Anche qui il percorso sarà diverso. Non ci saranno candidati naturali o scelti a tavolino. Parlo, per non creare equivoci, anche di me. La scelta deve essere aperta e condivisa. Passare dalla città. Attraverso le primarie o, se si trova un sistema migliore, attraverso quest'ultimo".
Niente deleghe?
"Esatto. Nessuna delega ad occhi chiusi. In dieci anni le cose sono cambiate. C'è bisogno di una mobilitazione della città e c'è bisogno anche di più politica. Non dobbiamo pensare solo alla riedizione di quel che è stato ma ad una proposta fortemente innovativa".
Non sarà facile.
"Ma è indispensabile. Anche se prima bisognerà riparare tutti i danni che l'amministrazione Scapagnini sta facendo. Hanno piazzato una "bomba ad orologeria" dentro il Comune. La situazione economica che erediteremo è catastrofica. Hanno fatto riemergere la vecchia cultura dei favori e dei privilegi. Bisognerà seriamente mettere mano a tutto questo. Ma non possiamo rinunciare a lanciare una sfida ambiziosa".
Ci ritorniamo tra un po'. Ma parlando di politica com'è questa storia della liason con l'UDC?
"Falsa. Falsa e basta. Non c'è e non ci può essere alcun accordo con l'UDC. Io sono per il bipolarismo. E loro stanno con il centrodestra. Penso che il proporzionale sia una iattura, perché delegherebbe di nuovo esclusivamente alla classe politica la sorte dei governi".
Questo come principio generale, ma magari a Catania, in Sicilia
"No. Anche a Catania, anche in Sicilia. Anzi direi soprattutto a Catania, soprattutto in Sicilia. L'UDC ha il vicesindaco di questa città. Ora è Sudano, prima era Lombardo e sono pienamente corresponsabili dello sfascio. Noi abbiamo un'idea del governo locale che è l'opposto della loro. Sono nostri avversari politici. Noi li combattiamo. Il modo come Cuffaro amministra la Regione è lontano anni luce da noi. Il clientelismo trionfante a Catania è lontano anni luce da noi.
Questo lo dico per sgomberare il campo da ogni equivoco. Poi aggiungo anche che, come è successo a Roma con la sfiducia al CDA della Rai presentata dall'UDC, anche qui su alcuni temi potremmo decidere una convergenza, ma solo su singoli casi. E comunque tutti insieme. Ovviamente altra cosa è distinguere all'interno della Casa delle Libertà tra moderati e arroganti sfascisti".
Ritorniamo a Catania?
"Io vedo, intanto, tre priorità. La prima è una gestione metropolitana della città. Solo così si possono affrontare e risolvere alcuni grandi problemi come quelli del traffico. Dire che i parcheggi da soli bastano per risolverlo è assurdo. Settanta mila auto che arrivano ogni giorno sono un dato con cui bisogna fare i conti. I parcheggi sono necessari, e quelli di cui oggi si parla sono in larga parte i nostri, ma anche una politica vera di supporto del trasporto pubblico. Facendo anche scelte difficili. La stessa pianificazione urbanistica va fatta in chiave metropolitana. Il secondo punto è la dimensione territoriale del sistema in cui operiamo. Da soli siamo deboli, quando Catania si troverà al centro di una zona di libero scambio pensare di poter fare a meno degli altri è illusorio. Ecco io penso ad una sorta di Regione nella regione, non istituzionalizzata, ma che metta insieme Catania, Siracusa, Enna, Ragusa e le loro province. Pensiamo solo al turismo o all'emergenza lavoro. Le risposte non posso che essere comuni. Infine i rapporti con il cittadino. Mi guardo intorno e provo una grande malinconia. Siamo ritornati indietro a vecchie logiche e vecchie culture. Ci vogliono proposte di alto livello per rilanciare la cultura, la scuola, i servizi al cittadino".
Bene: ma quando pensate di cominciare a lavorare?
"Stiamo già lavorando sotto traccia. Lancio una proposta: ricordo la canzone dell'Equipe 84, "29 settembre". Ecco per quella data potremmo fare una grande convention in cui coinvolgere tutta la città per discutere insieme del progetto per il nostro futuro".
17/07/2004


