Correva il 15 novembre del 2002, giorno in cui l'assessore regionale ai Beni Culturali decretava, tra gli altri, due finanziamenti alla Provincia di Catania: uno dal titolo "Marketing partenariati internazionali e reti per l'internazionalizzazione dei centri storici e delle maggiori valenze culturali della provincia di Catania" ( 164.233,30) e l'altro su "I borghi marinari della lava" ( 528.144,00).
Nulla da dire. Bravi i funzionari della provincia di Catania che riescono, su una dotazione complessiva di 3.009.044,41, a strappare una vittoria sulla sottomisura 6.06c del POR Sicilia dal titolo "Internazionalizzazione della cultura e della Società regionale".
Il decreto viene pubblicato quasi immediatamente sul sito web del POR Sicilia e da quel giorno si aspetta l'implementazione del progetto, che arriva il primo luglio 04 con una tecnica che pare essere l'ultima trovata delle nuove amministrazioni del centro-destra: in quattro giorni, pubblicazione del bando e apertura delle buste. Quando si chiede velocità.
Avevamo già visto qualcosa per i Mondiali militari l'estate scorsa, un bando da tre milioni di euro in un fine settimana. Abbiamo reagito e sappiamo come andò a finire; ma, sinceramente, pensavamo che quest'abitudine non diventasse una moda.
Invece, ecco la storia. La Provincia di Catania, dopo le fasi elettorali, avvia i progetti e pubblica sul proprio sito il primo bando relativo alla trattativa privata per la "creazione di rete e portale unico per la valorizzazione dei centri storici dei comuni di piccole dimensioni" ( 51.632,26).
Tutto bene? Assolutamente no. Piccolo inconveniente: il bando viene pubblicato il primo luglio '04 e scade lo stesso giorno.
Facciamo un controllo: alla gara riescono a partecipare una decina di imprese. "Tutte molto affrettate" ci dice qualcuno che tende a sottolineare come il bando gli sia arrivato grazie ad un rapido "passaparola" tra addetti ai lavori.
Stessa cosa per la realizzazione di alcuni prodotti per la promozione dei "Borghi Marinari della Lava". Si tratta di 50.000 brochure ( 59.360,00, sei imprese riescono a partecipare. Il tam-tam vince ancora) per il quale pubblicazione del bando è ancora concomitante con la scadenza; così come per la produzione di un video promozionale ( 35.000,00) al quale, per un fortuito caso, viene posticipata la scadenza a giorno 8 seguente.
Finisce qui? Non ancora.
C'è da sapere che ogni bando di gara vive accompagnato da un capitolato d'oneri che regola le caratteristiche della fornitura richiesta dall'ente; ma il sito della Provincia per oscuri motivi non lo mette on-line.
Venerdì 2 luglio (ricordiamo che la scadenza è giorno 8) decidiamo di mettere alla prova il sistema. La redazione de "Il Dito" telefona all'ufficio contratti dell'ente per ricevere una copia del capitolato. Niente da fare, gli impiegati ne sono sprovvisti e ci allargano le braccia. Si rimanda a lunedì 5 (la scadenza è sempre l'8 e scopriamo anche che c'è da preventivare un elicottero per le riprese. Roba che si trova tutti i giorni!) data in cui ci presentiamo di persona presso l'ufficio gare in Via Etnea.
Sembra finita, ma non è così. Il capitolato è composto da diciassette pagine e in ufficio esiste in un'unica copia. Siamo in due a chiederne visione. Dobbiamo lasciare il documento, recarci in gruppo verso una vicina copisteria e farne le nostre copie. Volano un paio d'ore. Qualcun altro nel frattempo aspetta e, dopo di noi, ricomincia la traversata.
Ora abbiamo solo due giorni per redigere l'offerta.
Alla fine abbiamo capito tutto; si tratta di gare, ma qui, alla Provincia di Catania, non è importante partecipare. Sicuramente vincere.
10/07/2004


