La scheda unica non è uno strumento di voto accettabile. Quando i siciliani sceglieranno il loro presidente della Regione ed i membri del parlamento regionale, dovranno farlo liberamente, senza essere costretti ad operare una scelta forzata.
La pensa così il deputato regionale della Margherita Beppe Spampinato, che nel corso del dibattito sulla nuova legge elettorale che si è svolto in questi giorni all'Assemblea regionale siciliana, ha manifestato pieno dissenso verso la scheda unica.
"Non si capisce perché ha spiegato il deputato regionale de "La Margherita" si continui a insistere su un procedimento che pur considerando la possibilità del voto disgiunto, quindi la facoltà di scegliere una coalizione diversa da rispetto a quella del presidente prescelto, preveda una scheda unica.
Peraltro, cosa assolutamente non trascurabile, il sistema della scheda unica desta giustificati sospetti di legittimità costituzionale, soprattutto laddove l'articolo 48 prevede che il voto del cittadino debba essere, oltre che diretto e segreto, libero. In questo caso, invece, attraverso l'estensione automatica del voto espresso per il parlamento al candidato presidente della coalizione corrispondente, l'elettore è costretto a operare una scelta precisa, anche nel caso in cui si volesse indicare il proprio deputato astenendosi contemporaneamente dall'esprimere una preferenza per il Presidente della Regione".
Per Beppe Spampinato, il meccanismo della scheda unica, previsto comunque anche per l'elezione dei sindaci e dei presidenti della Provincia, rappresenta un passaggio irrinunciabile della nuova legge elettorale siciliana che dovrebbe esordire tra due anni. "Fino a questo momento e nonostante le numerose note di riflessione continua Spampinato non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Tanto in Commissione, così dal Governo, rispetto quale interesse si tende a perseguire con la scheda unica e quale logica risponde a tale sistema.
A questo punto, appare sempre più concreta la certezza che si tratti di un miope calcolo elettorale operato da parte di chi, evidentemente, è abituato a sacrificare la lungimiranza legislativa al cospetto degli interessi del momento".
09/07/2004


