Zona industriale dimenticata
«Asi, basta commissari»
di La Red
Enzo Bianco e i consiglieri del Pd attaccano sull'Area di sviluppo industriale abbandonata a se stessa, il consorzio commissariato da 4 anni, senza che si sia riusciti a nominare i vertici statutari. Il Comune di Catania moroso per 1 milione e 200 mila euro. «Perché in tutto questo tempo non si è tornati alla normalità? E' questo il biglietto da visita con cui ci presentiamo alle imprese?»

«Basta con gestioni commissariali che per quattro anni non hanno prodotto risultati. Dare all'Asi un nuovo presidente, che sia uno dei migliori uomini di Confindustria lasciando fuori la politica. Nominare un commissario pro tempore che entro Natale riesca a convocare gli organi statutari per la ricostituzione dei vertici istituzionali. Garantire la sicurezza della zona industriale che sembra abbandonata a se stessa. Approvare al più presto una legge di riforma che snellisca la gestione delle Asi e le renda moderne, efficienti e lontane da ogni forma di clientelismo e di influenza della politica, nonché capaci di accogliere degnamente le imprese che vogliono investire sul territorio. Ma ognuno faccia la sua parte, a cominciare dal Comune di Catania, che da anni non versa le sue quote e non nomina i propri rappresentanti, completamente disinteressato a questa risorsa strategica del territorio».

Queste le richieste di Enzo Bianco e dei consiglieri comunali del Pd Francesca Raciti, Carmelo Sofia, Lanfranco Zappalà, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa davanti alla sede del Consorzio Asi di Catania, sul cui citofono è scritto malamente col pennarello "Consorzio Asi". Un bel biglietto da visita!

«La zona industriale - afferma Enzo Bianco - è uno dei luoghi strategici per lo sviluppo di Catania, da esso dipende anche il futuro della nostra economia. Un'area di 2000 ettari, che oggi è ridotta a una savana: la manutenzione è carente, il servizio idrico non funziona a dovere arrecando un danno incalcolabile alle imprese; quando piove qui si allaga tutto e diventa un grande pantano, le strade sono piene di buche. Immaginate quando viene l'amministratore delegato della Sharp che deve insediare la produzione del fotovoltaico: questo è il biglietto da visita che gli diamo! Senza contare il problema della sicurezza - prosegue Bianco -: non tocca a noi dare giudizi, ma certamente un impianto di videosorveglianza va collaudato prima di essere messo in esercizio. Si faccia chiarezza su questa vicenda. La sicurezza, poi, riguarda tutte le istituzioni del territorio e per questo chiediamo alle forze dell'ordine di tenere alta la soglia dell'attenzione e alle istituzioni competenti di fare tutto quanto in loro potere per accrescere dotazioni e risorse di uomini e mezzi».

«Purtroppo - aggiunge Bianco - dobbiamo rilevare che in Sicilia manca assolutamente una moderna concezione delle Asi. Quella di Catania è commissariata da quattro anni. E in quattro anni nessuno dei due commissari che si sono succeduti - insediati col compito primario di provvedere a compiere il processo di nomina dei vertici istituzionali - è riuscito a ricomporre gli organi statutari, dall'assemblea al consiglio direttivo sino al presidente. Ci chiediamo perché l'Asi di Catania ancora non abbia un presidente e non siano stati nominati tutti i membri dell'assemblea da parte degli enti consorziati».
«Apprendiamo - prosegue il senatore del PD - che ci sono enti peraltro morosi del versamento della quota dovuta all'Asi: tra questi, incredibile ma vero, il Comune di Catania che deve all'Asi circa 1 milione e 200 mila euro di arretrati relativi a diversi anni di mancato versamento. E senza regolarizzare la sua posizione non può nominare i due rappresentanti in assemblea, gli unici fino a qualche mese fa che mancavano all'appello per restituire all'Asi gli organi di governo. Perché il Comune non adempie? Non considera strategica la zona industriale? Può l'amministrazione comunale non interessarsi di una delle più importante risorse strategiche per lo sviluppo dell'economia locale?».

«E la Regione - continua Bianco - può tollerare che da quattro anni il consorzio Asi di Catania sia retto da commissari la cui gestione riteniamo non proficua, una gestione che ha generato scontri con i dipendenti, esposti e denunce? Perché i commissari non hanno assolto al loro compito fondamentale, soprattutto l'ultimo che avrebbe potuto completare la nomina dell'assemblea se fosse riuscito ad ottenere la nomina dei due rappresentanti del Comune di Catania? Ha fatto tutto quanto in suo potere? A chi fa comodo questa situazione?».

«Tra l'altro il bilancio dell'Asi etneo - continua Bianco - quest'anno andrà clamorosamente in rosso, perché è stata persa una causa sull'appalto di costruzione del depuratore (8 milioni di euro) e sono state perse anche altre cause relative ad espropriazioni per altri milioni di euro. Chi pagherà? Questo è il frutto di pratiche lontane dalla legalità che in questa area sono state spudoratamente messe in atto. Espropriazioni con procedure dubbie, secondo un meccanismo che sfrutta le lungaggini burocratiche per chiedere risarcimenti danni milionari e riprendere il possesso dei terreni; lottizzazioni e subaffitti abusivi».
«Un bilancio - dice ancora Bianco - che dovrà assumere il peso di questi esborsi e su cui pesano, tra l'altro, un bando per l'assunzione di due nuovi dirigenti (come mai non si fa ricorso a dirigenti interni?) e un direttore generale che costa alla collettività 20 mila euro al mese. Non spetta a noi giudicare sulla congruità dell'importo, ma è evidente che occorre una razionalizzazione», dice Bianco.
«Perciò - conclude il senatore del Pd - chiediamo alla Regione di accelerare sulla legge di riforma dei consorzi Asi, per avere una gestione snella ed efficiente come avviene in altre parti d'Italia. Chiediamo al presidente della Regione di nominare un commissario che in tempi strettissimi, entro Natale, porti a compimento quanto si deve fare per la nomina degli organi statutari. E chiediamo che il presidente dell'Asi non sia un politico, magari non eletto alle ultime scadenze elettorali, ma sia un uomo di Confindustria. E per questo agli imprenditori rivolgiamo l'invito a fare il nome di uno dei loro associati migliori e che si impegni a fondo per rilanciare questo ente e questa area così importante per lo sviluppo di Catania».

I consiglieri comunali e provinciali del PD si attiveranno per presentare una mozione nei rispettivi Consigli per sbloccare la situazione e fare in modo che in particolare il Comune di Catania regolarizzi la sua posizione e nomini i suoi rappresentanti.



06/12/2010
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