
ROMA - «Ci vorrebbe un governo del buonsenso». L' auspicio è di Totò Cardinale, già ministro nel governo D' Alema, attualmente senza incarichi nel Pd, ma attivissimo nelle trattative per varare la quarta giunta di Raffaele Lombardo in due anni. «Governo del buonsenso? Sarebbe un inciucio dei peggiori, quella di Cardinale è una provocazione - ribatte Enzo Bianco -. Se Bersani non interviene e non dice una parola chiara, sono pronto ad azioni eclatanti: anche ad auto sospendermi».
Acque agitate nel Pd siciliano, che si è imbarcato in quello che alcuni definiscono un appoggio esterno non dichiarato a Lombardo e ora si trova a un bivio. Perché il governatore ha i suoi guai con la giustizia - è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa -, ed è alle prese con l' ennesima possibile crisi, dovuta alla spaccatura del Pdl locale, diviso tra i lealisti (a Berlusconi) e gli scissionisti capeggiati da Gianfranco Micciché. Proprio per evitare il ritorno alle urne, sono in corso incontri febbrili tra Palermo e Roma. Negli ultimi giorni è spuntato il nome di Cardinale, che si è assunto il ruolo di mediatore tra Lombardo e Micciché. Dinamismo sgradito a diversi esponenti del Pd.
Lui ribatte tranquillo: «Sono abituato alle critiche, non mi preoccupano. Io non ho cariche nel Pd, al quale sono vicino, ma che non rappresento». Vicino ma critico: «Sento molto il disagio dell' anima popolare, oggettivamente trascurata. Con la mia associazione, Innovazioni, cerchiamo di alzare il livello del dibattito». C' è chi dice che Innovazioni sia il nucleo fondante di un futuro Pd scissionista, sul modello di quello di Micciché. Del resto già oggi buona parte del Pd nell' Assemblea regionale vota i provvedimenti della giunta Lombardo: «E fanno bene - sostiene Cardinale -. Oggi il Pd supporta un programma riformista: dalla riforma dei rifiuti, a quella della casa, dall' acqua pubblica alla finanziaria». Appoggio che a Roma vivono con disagio, avvistando scenari foschi sul futuro del Governatore. Nei giorni scorsi si è avanzata l' ipotesi di un governo di soli tecnici (che però provocherebbe la fuga di Micciché) e di un governo di «competenti», originale formula politica che consiste nella commistione di politici e di tecnici. Cardinale è stato avvistato anche da Berlusconi: «Io posso vedere chiunque, per caso o per cortesia, ma non impegno nessuno. Comunque l'ipotesi di un avallo di Berlusconi a un nuovo governo Lombardo non avrebbe senso».
Eppur si tratta. Dalla parte di Cardinale, nel Pd, starebbero Antonio Papanìa e Francantonio Genovese. I più maliziosi motivano l'appoggio a Lombardo di alcuni deputati Pd al mancato raggiungimento dei due anni e mezzo di mandato, necessari per la pensione. Bianco, come Rita Borsellino, è indignato: «Pirandello potrebbe trarre ispirazione da questa storia. C'è una questione giudiziaria sulla quale non dico nulla: solo che le accuse sono gravissime e i magistrati di grande esperienza». Poi la questione politica: «Eletto con maggioranza bulgara, Lombardo ha perso il fratello siamese Cuffaro e un pezzo di Pdl. Ora c' è solo l'appoggio tartufesco della stragrande maggioranza del Pd locale. Un' ambiguità intollerabile. Non possiamo fare da stampella a questi signori: è ora che Bersani dica una parola chiara».
Giuseppe Lupo, segretario regionale, è categorico: «Il Pd è e resta all'opposizione». Su Cardinale: «C' è molta irritazione, di certo non rappresenta il Pd». La nuova giunta? «Deciderà Lombardo, noi stiamo fuori. Ma non siamo neanche a favore delle urne: siamo un partito responsabile e la Sicilia, con una crisi gravissima, rischia di perdere 17 miliardi di euro di fondi comunitari». Alessandro Trocino


