
Caro Direttore,
le scrivo perché sono indignato e al tempo stesso amareggiato. Mi è capitato di recarmi diverse volte in piazzale Asia a distanza di diverso tempo l'una dall'altra e ogni volta ho trovato una sorpresa. L'ex palazzo delle poste, lo sappiamo tutti, è uno degli ormai troppi "hotel dei disperati in città". Solo a Viale Africa, tra opere incompiute ed edifici abbandonati, ne contiamo almeno tre. Però ogni volta che sono andato, la situazione mi è parsa peggiorata. Prima notavo un via vai intenso, seppure tutti si davano da fare per scavalcare l'inferriata o il cancello che delimitano l'area. Più di recente ho trovato che il cancello è stato addirittura aperto, perché faticare a scavalcare, meglio aprirsi la strada più comoda. Così verso le otto di sera è possibile assistere a un intenso traffico di varia umanità che entra ed esce da quel gran condominio di miserabili che è diventato l'ex palazzo delle poste: uomini, donne, giovani e meno giovani, da soli o in gruppo entrano ed escono da quel luogo ormai senza nessuna area furtiva, ormai senza vergognarsi di essersi dovuti adattare a vivere in un posto che è diventato tugurio, dove la puzza sale forte alle narici anche su piazzale Asia, dove forse vivono troppe persone senza nessun servizio, dove si muore anche nell'indifferenza generale.
Il palazzo delle poste di viale Africa è l'esempio del degrado della città. Che non è un degrado fisico, di incuria e abbandono. E' purtroppo molto di più. E' un degrado civile, sociale. Un degrado delle coscienze, delal capacità di una società di essere accogliente e di integrare l'altro all'interno di regole e di servizi pensati per la collettività Si dirà, ma se non ci sono nemmeno per i catanesi servizi diq aulità! Se interi quartieri abitati da gente del posto vivono in condizioni di misero abbrutimento (basta entrare nelle strade anguste e inaccessibili di San Cristoforo, vedere alcuni condomini con le fogne all'aria aperta a Librino, fare un giro nelle favelas del quartiere Cappuccini), possiamo pensare a quanto succede negli hotel dei disperati? Dovremmo, perché l'indifferenza è il sentimento peggiore per una società civile. E spesso diventa cinismo. E cl cinismo, purtroppo, la città non potrà mai soltanto augurarsi di progredire verso modelli più contemporanei di società urbana.
Il palazzo delle poste è l'esempio di questo stato di cose. Da anni sento dire che presto sarà assegnato all'amministrazione della giustizia. Intanto va al macero, si disfa come il cemento lasciato all'umidità del mare senza nessuna manutenzione e viene "conquistato" da chi non ha un tetto, un letto, un bagno dove pisciare. Come in una città che non vuole vedere le sue emergenze e non vuole affrontare la sfida del futuro. Un futuro in cui l'immigrato può diventare una risorsa, a patto di rendersi davvero conto che questa città è ufficialmente Europa, ma che dall'Europa è distante ancora troppo.


