
Il grido d'allarme suona dal basso. E suona forte e assordante come una vuvuzela tutta catanese. Mentre il sindaco-senatore continua a elogiare la splendida e utilissima iniziativa degli stati generali i presidenti delle municipalità non gliele mandano certo a dire. Così, riuniti tutti insieme, hanno fatto pubblica enunciazione di come Catania sia allo sfascio.
Mentre dunque si "ascolta la città" da un lato, rigorosamente a Palazzo della Cultura, non si sente la vuvuzela che suona insistente e disperata dal fronte dei quartieri cittadini, della vita di tutti i giorni, di una città abbandonata e sempre più disastrata.
I proclami non bastano e cominciano a non pagare. Le decisioni vanno prese, in modo coerente e con soluzioni efficaci. Alla gente bisogna dare risposte e servizi. Veri. Così i presidenti di municipalità hanno accettato l'invito del neo assessore-tecnico all'Ambiente Claudio Torrisi, più per dirgli in faccia cosa non ha fatto ancora l'amministrazione in due anni che per chiedere aiuto. E il quadro che viene fuori è triste e patologico: discariche abusive in tutti i quartieri che si moltiplicano e ricompaiono nel giro di un giorno anche dopo qualche sporadica pulizia; strade sporche, cassonetti che non ci sono, spazi sociali e verde pubblico totalmente abbandonati, non curati, lasciati ai vandali. La presidente della municipalità di Librino propone di chiudere le bambinopoli del quartiere perché così come sono rappresentano solo un pericolo per i bambini. E poi la derattizzazione e la disinfestazione che non funzionano, fatte a spizzichi e bocconi.
E i cani randagi e le zecche che imperversano e le aree incolte che non vengono scerbate e pulite. E ancora, gli impianti sportivi non utilizzabili, il traffico impazzito, l'assenza dei vigili urbani che si riducono all'osso ogni giorno di più, la sicurezza che non c'è. Insomma un quadro di dilagante abbandono. Rafforzato dalle altre notizie che i giornali impietosi, povero sindaco-senatore, pubblicano ogni giorno: dalla Villa Pacini abbandonata a se stessa e ai vandali (per non dire degli eterni lavori alal Villa Bellini) e ai delinquenti ai troppi "hotel" dei disperati che certificano un città senza regole né decoro; dai lungomari della città, da Ognuna alla Plaia, in condizioni da terzo mondo alle rotatorie realizzate negli ultimi quattro anni in tutta la città (soprattutto alla circonvallazione) lasciate desolatamente ancora incomplete o in preda alle erbacce, o non curate. Propone saggiamente un cittadino dalla rubrica de Lo dico a La Sicilia, "perché non le affidiamo ai privati, in cambio di un po' di pubblicità? Lo fanno tutti, perché a Catania no?".
Già, basterebbe poco, anche senza tirare fuori un euro dalle casse, sempre malconce del Comune. Eppure l'immobilismo regna sovrano. Forse bisognerà aspettare la fine degli stati generali. Intanto gli annunci del sindaco sono a getto continuo. E tutti puntualmente disattesi: il ponte Gioeni non s'è capito se si dovrà abbattere o meno. Intanto giugno è quasi finito e quest'estate salta. Il piano per l'Amt doveva approdare in Consiglio, ma si discute di consuntivi e previsionali a cui i rilievi mossi smascherano un'azienda sull'orlo del tracollo. Dell'Asec, unica azienda partecipata del gas in perdita in tutta Italia, non si sa nulla. Il progetto di Corso dei Martiri è ancora atteso in aula consiliare nonostante i ripetuti annunci. L'ultimo, di annuncio, è quello sul Prg: entro giugno in Consiglio lo schema di massima. Siamo qui ad aspettare. E' il 17 giugno, ci sono i mondiali, poi si va al mare... e la città affonda in un mare di melma, mentre suonano da più parti le vuvuzelas della disperazione catanese. Ma il sindaco, forse ha messo le cuffie, e non sente il grido della città. Beato lui.


