Quasi come un cartello appeso fuori. Di quegli avvisi che ti danno un tono da Pr, da GO, da URP. Per giustificare un rinvio ci sono centinaia di formule, ma nessuna è perfetta. Da dove la giri c'è sempre un difetto e il cartello ti torna contro: se rinvii un matrimonio sei soggetto alla battuta, se sposti l'inaugurazione hai sbagliato con l'ingegnere o ti sono finiti i soldi.
Una regola però c'è, e il PR di turno la deve conoscere: uno "slittamento" non è mai a data da destinarsi. Al Comune di Catania non c'era scelta; già a fine maggio era stata lanciata una "call of proposal" da brivido. L'Assessorato alla Cultura, reduce da un'estate - E' - (l'anno scorso) che vide avvicendarsi, su budget fantasma, consulenti e procacciatori del sindaco di tutti i generi, quest'anno si voleva dare un tono.
L'assessore saggiamente comunicò sugli organi di stampa che si aspettava progetti estivi dagli operatori. Una manna per lo show-biz catanese; in un paio di giorni si fece il pieno di tutto quanto fa spettacolo, palchi, sedie e cessi chimici compresi.
Qualcuno, con un po' di scienza, si chiese se non fosse leggermente tardi, ma fu subito zittito dai soliti roboanti proclami di chi avrebbe portato tutto il barnum in giro per la Croisette, a Deauville, a Chicago e anche alla bit e alla dop.
Faremo film, avremo star, passeranno i big: Catania chiama, Hollywood risponde. Verranno anche dal set di Ocean Twelve. Che ci vuole a fare una proposta, a quotare un'offerta? Devi scegliere una bella piazza, il prezzo del palco, del service, il cachet degli artisti e la promozione e chiudi con un bel mark-up per te e imbusti. In questa maniera se sei bravo in un mesetto scarso trovi la migliore musica napoletana (pardon: etnica), magari qualche ribattuto degli anni '80 e forse anche la Rettore e Marcella che vuol tornare e i ragazzi della De Filippi che ballano di tutto.
Altro che le estati di Franco Battiato e gli spettacoli di Valerio Festi! Quella era roba per giustificare i fiori, spettacoli per intellettuali che avevano bisogno di prepararsi per mesi interi. Giornalisti che venivano nella Seattle del Mediterraneo per capirne le tendenze, e poi telegiornali nazionali che aprivano con le nostre cose. Che idea, che figura!
Scadenza il 22 giugno! A Catania si lavora e che diamine, l'estate è quella di agosto. Eventualmente anche settembre, tanto l'ordine è di allungarla questa benedetta estate. Il 22 giugno tutti i progetti sul tavolo dell'assessorato. Ordine perentorio di comunicato. "Forse c'è un problema di bilancio", dice qualcuno. Bilancio? Quando mai qui si è dato retta al bilancio? Avanti con le proposte. Dobbiamo promuoverci al Festival di Lucerna. Gli svizzeri ci tengono alla puntualità.
Arrivò il 22 giugno pv. Si ritrovano tutti allegramente dietro la porta, come alla selezione del Grande Fratello, palchi, service, artisti, manager e anche i cessi chimici. Niente da fare, siamo senza bilancio.
All'URP non resta che attaccare il cartello fuori la porta: l'amministrazione comunale comunica che nelle more delle procedure di approvazione del bilancio di previsione per l'anno in corso, la comunicazione dei risultati della selezione delle proposte da inserire nella programmazione estiva di spettacoli ed eventi culturali denominata "Catania è", prevista il 22 giugno p.v., subirà uno slittamento a data da destinarsi.
Facciamo un conto; tecnicamente il bilancio non può essere approvato prima di una quindicina di giorni. Bene che vada si fa il quindici luglio, male che vada potrebbe arrivare l'ennesimo commissario.
Allora la data da destinarsi per l'avvio dell'estate catanese quale può essere? Facciamo così, non contiamo e passiamo le serate in silenzio alla Villa. No, accidenti! Ci stanno togliendo anche quella.
02/07/2004


