
Il 19 gennaio 2009 è stato inaugurato il poliambulatorio di Librino-San Giorgio, una struttura all’avanguardia realizzata, com'è evidente, in un quartiere molto bisognoso delle attenzioni delle istituzioni. Dopo poco più di un anno i problemi quasi non si contano. Poche settimane fa si è verificato il crollo del soffitto dell'ambulatorio oculistico, ma non è il primo nonostante non se ne fosse data notizia. Precedentemente erano già crollati il soffitto della palestra, per fortuna di notte, e il soffitto di uno dei bagni. Nei bagni non esistono finestre o aereazione forzata attiva. L'accesso alla struttura non è consentita ai disabili poichè vi si accede o tramite scalinata con gradini non idonei al transito di sedia a rotelle o tramite discesa con eccessiva pendenza. Esiste un traliccio di alta tensione proprio all'interno della struttura, che nella fase di progettazione era stato dichiarato inconciliabile con il poliambulatorio stesso. Le rassicurazioni sono poi è arrivate, ma è lecito chiedersi se questo traliccio abbia conseguenze sugli apparecchi elettromedicali e, non ultima, sulla salute degli operatori che vi lavorano (la guardia medica anche di notte) e degli utenti. In guardia medica, inoltre, la via di fuga è bloccata.
Il vecchio poliambulatorio, per mesi vandalizzato, è inutilizzato mentre la vecchia tabella non è stata rimossa e i vecchi numeri di telefono ancora attivi e non abilitati alla deviazione verso i nuovi, con i cittadini sconsolati e convinti che non ci siano mai medici disponibili.
L’inaugurazione del poliambulatorio era stata salutata con grande favore, perché ogni volta che in quel quartiere sorge una scuola, un ente pubblico, un teatro, Librino si avvicina alla città. Ma di contro ogni volta che il degrado si impadronisce di quel quartiere Librino si allontana dalla normalità. E la politica che amministra la città o gestisce la sanità in Sicilia resta a guardare.


