
Sono quasi la metà gli autobus in servizio e circa un terzo in meno gli autisti rispetto a dieci anni fa, 3mila i chilometri percorsi in meno, circa 5 i milioni di euro di straordinari pagati ai dipendenti secondo il bilancio 2009. Questi i dati di "un trasporto pubblico che a Catania è in condizioni preoccupanti e inaccettabili", snocciolati questa mattina da Enzo Bianco durante la conferenza stampa tenuta al capolinea Amt di piazza Alcalà, simbolo della congestione che attanaglia il traffico e aggrava la già asfittica capacità di circolare degli autobus dell'Azienda Municipalizzata Trasporti. Con Enzo Bianco anche i consiglieri comunali del Pd, Carmelo Sofia, Francesca Raciti, Lanfranco Zappalà e Giuseppe Castorina.
"E' passato quasi un anno dall'insediamento del nuovo vertice amministrativo all'Amt guidato dall'ingegnere Sanfilippo - afferma Enzo Bianco - ed è già possibile fare un primo bilancio. Oggi lanciamo un grido d'allarme sulle condizioni in cui versa l'Azienda Municipalizzata Trasporti e il servizio che offre ai cittadini. Dieci anni fa erano in servizio circa 700 autisti, oggi ce ne sono 454 (circa un terzo in meno), che lavorano spesso in condizioni difficilissime e con turni a volte addirittura di dieci ore al giorno. L'anno scorso sono state conteggiate 34 mila ore di straordinario, per una spesa di circa 5 milioni di euro. Quanti autisti si sarebbero potuti assumere con quella cifra dando respiro anche all'occupazione? Un altro dato: - continua Bianco - nel 1999 erano in servizio 290 autobus al giorno, oggi dalle rimesse Amt ne escono in media 150 e una ventina sono costretti a rientrare per guasti vari".
"Quella odierna - aggiunge il senatore del Pd - è una situazione intollerabile per la sicurezza sia del personale sia dei passeggeri. Senza contare le difficoltà che i mezzi incontrano nei quartieri disagiati dove sempre più spesso sono oggetto di lanci di pietre e atti vandalici. In più, la velocità di percorrenza si è ulteriormente abbassata, generando ulteriori perdite. In questo quadro tristemente scadente - dice Bianco - cosa fa l'amministrazione comunale? Cosa fa il nuovo vertice Amt? Il sindaco Stancanelli ha annunciato di voler incrementare le corsie preferenziali, di rilanciare i parcheggi scambiatori e di realizzare collegamenti in corsia protetta. Dove sono? Non vorremmo che il sindaco facesse come con la vicenda dell'abbattimento del ponte di Tondo Gioeni: un giorno sì e l'atro no, come se sfogliasse una margherita. La città dà l'impressione di non essere governata. Il sindaco Stancanelli riferisca quanto prima sulle cose concrete che intende fare per rilanciare un trasporto pubblico efficiente. E stia attento: la paventata costituzione di due società, una "buona" e l'altra "cattiva" che si accolli i debiti dell'Amt potrebbe riportare il Comune sull'orlo del baratro del dissesto finanziario, facendo ricadere definitivamente sul bilancio comunale i 100 milioni di debiti dell'Amt senza prevedere nessun piano di rientro. Insomma pagherebbero i cittadini".
"Piuttosto si proceda a predisporre un piano di rientro - afferma Bianco - e alla trasformazione in Spa dell'Amt, in modo da poterla gestire secondo criteri di economicità. Inoltre, invece di pagare straordinari si assumano nuovi autisti, si mettano in condizione i controllori di chiedere i documenti ai passeggeri che non pagano i biglietti, si completi la nuova rimessa di Pantano d'Arci, al centro di una squallida telenovela che va avanti da troppo tempo mentre l'azienda paga 700mila euro l'anno di fitti passivi. Sull'Amt - aggiunge infine Bianco - i consiglieri del Pd chiederanno la convocazione di un Consiglio comunale straordinario".
"Il Comune - dice ancora il senatore del Pd - da parte sua intervenga sulla viabilità per consentire all'Amt di migliorare le sue performance e di offrire ai cittadini un servizio efficiente. Nella zona del porto per esempio, l'Autorità portuale ceda al Comune la bretella chiusa dietro gli archi della marina. Il Comune faccia i lavori di messa in sicurezza e la riapra al traffico alleggerendo il caos che regna sovrano nella parte sud di Catania e che impedisce ai mezzi pubblici di percorrere le tratte in tempi accettabili".
"E restando nell'ambito delle partecipate - conclude Bianco - il Comune faccia chiarezza anche sull'Asec. In tutta Italia le aziende pubbliche del gas fanno profitti, a Catania l'Asec è in perdita. Da quando ci sono amministrazioni di centrodestra qualcosa non funziona. Mi dicono di possibili conflitti di interesse ed è evidente il risultato di una gestione fallimentare. Il Comune si muova, si dia una scossa sulle partecipate perché la città non può più aspettare. La qualità dei servizi resi ai cittadini è uno dei parametri su cui si misura una città moderna. E Catania sta toccando il fondo".


