
“Fare insieme il sindaco e il parlamentare significa abusare della fiducia degli italiani. Gli italiani non hanno l’anello al naso. Questa storia dell’incompatibilità sta superando il limite della decenza. Si cerchi di fare poche cose ma di farle bene”. Indovinate chi ha parlato così. Non si tratta né di Enzo Bianco, né di Nello Musumeci, né di qualche consigliere catanese, né di qualche pericoloso esponente comunista o di qualche cittadino etneo stufo che il proprio sindaco (Raffaele Stancanelli ndr) passi almeno 4 giorni a settimana a Roma invece che nella propria città per provare a governarla. L’affondo impietoso è nientemeno che del Presidente della Camera, e coofondatore del Pdl, Gianfranco Fini, leader dello stesso partito di Stancanelli. Senza citarlo direttamente il sindaco di Catania, Fini ha attaccato impietosamente tutti i parlamentari che hanno una doppia vita istituzionale, nel parlamento romano e nel comune che amministrato. Un affondo molto autorevole che stavolta non proviene certo da un avversario politico, e che dovrebbe far riflettere Stancanelli, ma anche tutti i catanesi.


