Stati Generali, sponsor a perdere?
di Manu Ciao
Partiti gli Stati Generali del Comune di Catania, realizzati grazie allo sponsor: una srl con sede a Roma, nata nel 2008. Sostiene i costi dell'organizzazione e della comunicazione per 230 mila euro. Spirito di solidarietà? Ricerca di visibilità?

Stati Generali atto primo. Un grande convegno sull'urbanistica, sul Pua, sul Prg prossimo eterno venturo, sulla mobilità, sul waterfront, e chi più ne ha più ne metta. Tante belle parole, pochi fatti, poche idee. Sarà che ancora è l'avvio del percorso promosso dall'amministrazione cittadina, ma ci sono già molte domande da farsi. Innanzitutto la partecipazione del Comitato dei "nove saggi" è stata un po' così... per essere il primo appuntamento. Il coordinatore, prof. Maurizio Caserta, è arrivato soltanto alle 12,40, perché aveva altri impegni, qualcuno dice lezione all'università qualcun altro dice altri convegni. Certo è strano che il presidente non si sia liberato per la "prima". C'era Michele Cocuzza che ha fatto da moderatore degli interventi. Pietrangelo Buttafuoco se n'è andato verso le 12 (diciamo la verità: la sequela di interventi era piuttosto noiosa), allo stesso modo ha fatto la sua apparizione Marella Ferrera, non c'era Salvo Mizzi il manager di Telecom Italia, c'erano l'eterno Mario Bevacqua, don Valerio Di Trapani (anch'egli pare sia andato via un po' prima), e probabilmente Alfio Puglisi Cosentino. Comunque un appuntamento a cui si sono precipitati quasi tutti quelli che contano in città.

Però qualcosa non torna. Innanzitutto perché il modello partecipativo (ma forse il tema dell'apertura era ostico per la gente comune) non sembrava esserci proprio. Di sicuro c'erano due-tre totem promozionali messi all'ingresso di Palazzo Platamone con il logo degli Stati Generali (non un grande sforzo di creatività a nostro giudizio) e quello dello "sponsor": One Group Srl. Questa piccola società con sede a Roma, capitale sociale 10 mila euro, è il soggetto che si è aggiudicato il bando di sponsorizzazione dell'iniziativa. Una bando che "richiede" all'aggiudicatario un investimento di 230 mila euro più Iva, per fornire al Comune una serie di servizi che vanno dall'organizzazione di eventi (logistica e quant'altro) alla realizzazione del sito internet (vedi sul sito del Comune) fino a servizi di "public speaking" e "media training" (cosa c'entrano con gli Stati Generali?),dal piano di comunicazione (compreso l'ufficio stampa) alla creatività per manifesti, brochure e l'immagine coordinata. Il tutto - secondo il bando - doveva essere assicurato da uno "sponsor" che avesse in grembo uno staff organizzativo con un project manager, un grafico web designer, un direttore di produzione, un ufficio stampa e un copywriter. Tutti elementi che la One Group Srl di Roma, società costituita nel luglio del 2008, due soci, Edoardo Sanges (classe '72, socio di maggioranza) e Simone Fazi, quest'ultimo classe 1977 anche amministratore unico, evidentemente possedeva. Essendo, tra l'altro, l'unica azienda a partecipare al bando e, dunque, a vincerlo.

Cosa spinge una giovane società (che dalla visura al registro delle imprese è ancora classificata come "inattiva", ma potrebbe solo essere un mancato aggiornamento della banca dati camerale) ad accaparrarsi questo lavoro, in cui, in teoria, deve "spendere" risorse per 230 mila euro più iva per organizzare tutte le attività? La logica direbbe, la possibilità di inserire altri sponsor (attività certo non facile) sull'iniziativa e dunque quantomeno non rimetterci dei soldi. E invece no. Perché il 10 dicembre alle ore 9,45 la commissione del Comune (che comprendeva il capo di gabinetto del Sindaco, Marina Galeazzi) compila il verbale di aggiudicazione del bando alla One Group Srl, ponendo in pratica la stessa domanda alla One Group Srl: è tutto a carico vostro o volete avvalervi di ulteriori sponsor?. La risposta non si fa attendere. Così dice il verbale: "la commissione prende atto che è pervenuta via fax una nota, a firma del legale rappresentante (...)nella persona del sig. Simone Fazi, con la quale dichiara di assumersi il totale onere della proposta di sponsorizzazione".

Dunque è soltanto la One Group Srl a mettere di tasca sua le risorse. Per esempio a pagare le pagine pubblicitarie o i pubbliredazionali alla Publikompass apparse nei giorni scorsi sul quotidiano locale. Roba che non costa poco. E così su manifesti totem e qualsiasi altro prodotto di comunicazione apparirà solo il nome One Group Srl. Insomma, ognuno ha il diritto di investire su ciò che vuole. E dunque è legittima la decisione della società romana di accollarsi (così si dice) l'intera gestione degli Stati Generali del Comune di Catania. Evidentemente la considera un'ottima occasione di visibilità per il proprio "brand", perché è poco credibile che una società, romana per di più, faccia un lavoro del genere pagando persone e professionisti, pagando le concessionarie di pubblicità sulla stampa, stampando a proprie spese brochure e manifesti e pagando le concessionarie della cartellonistica per l'affissione (a meno che si utilizzino solo gli spazi del Comune), solo per spirito di solidarietà verso una città che vuole rilanciarsi.
Gli Stati generali andranno avanti. La partecipazione si concretizza durante i seminari a cui ci si può iscrivere on line per intervenire. Il sindaco dice che questa è la partecipazione. Forse. Però abbiamo un dubbio: è proprio questa la formula giusta degli Stati Generali? O, guardando ad altre esperienze, è qualcosa di diverso? Per esempio, ci chiediamo ancora una volta, cosa c'entrano con gli Stati Generali i servizi richiesti allo sponsor su media training e public speaking? Stati Generali o corso di formazione?



17/02/2010
di Nino Milazzo
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di Nino Milazzo
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di Nino Milazzo 
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