Oggi, lunedì 25 gennaio, mentre leggo il quotidiano stilo un piccolo elenco delle notizie "buone" e di quelle " cattive" riguardanti la nostra città.
E allora cominciamo con le notizie buone:
- "Pienone sull'Etna "...notizia buona perchè ci fa presumere la spensieratezza domenicale delle famiglie gitanti.
- " Velo di S. Agata in processione ....notizia buona perchè ci fa sentire la devozione dei catanesi nei confronti della Santuzza.
- " Proseguono i lavori per l'ospedale San Marco di Librino che, secondo le previsioni, dovrebbe essere pronto nel 2011. Notizia buona anche se...qui il condizionale è d'obbligo!
- Importante collaudo per la realizzazione dell'asse attrezzato; un passaggio essenziale in attesa della definitiva e tormentata realizzazione di questa importantissima arteria viaria. Notizia buona ma...anche qui il condizionale è d'obbligo. Si farà ?
- Aprirà in primavera un centro d'accoglienza per i senza fissa dimora! Aprirà davvero? Lo speriamo tutti!
Adesso passiamo alle notizie " brutte". Queste non hanno bisogno del condizionale: sono certe, reali e attuali !
- degrado e caos in Piazza Cavour (sosta selvaggia, muri imbrattati e mai ripuliti, verde abbandonato, vivibilità del quartiere critica)
- via Toledo ridotta a discarica
- troppi abusivi in città; la merce da vendere ingombra i marciapiedi e ostacola il flusso veicolare e pedonale .
- traffico
- Manto stradale in viale Mario Rapisardi (e purtroppo non solo qui ) in pessime condizioni.
- S. Giuseppe La Rena, strade dissestate e marciapiedi in condizioni pessime.
- segnaletica stradale non visibile , maltenuta o additittura inesistente
- cartelle pazze e infondate notificate a molti utenti costretti a fare file per ore ed ore.
Mi fermo qui, anche se la lista è interminabile:
E mentre per le cose positive siamo animati e sostenuti dalla speranza del "si farà" e il futuro sarà migliore, il presente è tristemente reale: sferzante come un durissimo colpo di vento che ci abbatte e ci manda sempre più giù. Con rassegnazione.
Non ci indignamo più per l'assoluta mancanza di progettualità positiva, per l'assoluta assenza di fermento culturale, per l'assordante inesistenza di rassegne importanti, di mostre da scoprire, di spettacoli e di " estati catanesi " che, un tempo ci tenevano compagnia .
Che triste tutto ciò, signor Sindaco!
Non ho più l'orgoglio di dire "sono di Catania ".
L'affresco disegnato dalla lettera è solo una minima parte di ciò che accade nella nostra città. Rappresenta solo quello che si vede dalla lettura del quotidiano catanese in un giorno qualsiasi. La realtà, però, è fatta da 365 giorni all'anno, ed è ancora molto più difficile. Nel giorno a cui la lettera si ispira non si parla dell'Amt che non funziona, non si parla delle aziende catenesi in crisi come la Sat e la Cesame, dell'invasione delle Strisce Blu, del degrado diffuso, dell'abusivismo commerciale. E ci fermiamo qui.
L'amarezza della lettera non nasconde comunque uno spirito positivo, presente in moltissimi cittadini catanesi. L'assuefazione alla malamministrazione, l'incapacità di indignazione sta diventando il vero problema della nostra città. A cui noi - così come la lettrice - non ci rassegneremo.


