
Ci risiamo. Raffaele Stancanelli anche stavolta ne ha combinata una delle sue. Poverino, ci riesce anche quando non è colpa sua.
La disposizione del TAR che intima il riconteggio delle schede riguardanti l'ultima elezione del sindaco di Catania fa seguito al ricorso presentato a suo tempo dal candidato ritenutosi danneggiato ovvero Nello Musumeci. Spesso si è verificato che questi ricorsi non abbiano avuto benevolo accoglimento e quando lo hanno ottenuto il riconteggio riguardava un percentuale esigua di sezioni. Ma stranamente, in questo caso il TAR ha ritenuto di predisporre la verifica delle schede di ben 300 sezioni elettorali su 335 ovvero la quasi totalità.
In pratica significa verificare tutte le 13.000 schede considerate nulle. La gravità della vicenda salta agli occhi e potrebbe avere dei risvolti clamorosi perché i risultati potrebbero comportare il non raggiungimento del quorum da parte di Stancanelli con il conseguente ballottaggio da sostenere contro Musumeci.
Qualcuno al TAR per operare in tal senso qualche domanda se l'è posta anche perché, a ben vedere, in ogni sezione il controllo delle operazioni era ad appannaggio della preponderante e gioiosa macchina da voti che faceva riferimento al raggruppamento elettorale dei suoi "patrozzi", due per tutti PDL/MPA.
Sorvolando sulle caratteristiche e la preparazione di certi presidenti di seggio è giusto ricordare quanto possa essere cruenta la battaglia per il voto o la preferenza. Lo spauracchio è spesso rappresentato dal voto disgiunto e probabilmente Musumeci è fortemente convinto di essere stato danneggiato proprio su questo punto, anche perché la sua popolarità rispetto a Stancanelli era indubbia.
Adesso cosa succederà? Primo caso: nulla, ovvero il riconteggio non porta a cambiamenti significativi.
Secondo caso: tutto, il sindaco non aveva vinto e dovrà andare al turno di ballottaggio presumibilmente in autunno.
In tutti e due i casi Stancanelli ne potrebbe uscire fortemente danneggiato perché andare al riconteggio per un sindaco debole come lui è molto pericoloso. E nulla potrebbero i suoi sponsor politici come il suo vate Lombardo che tra l'altro di questi tempi ha altri problemi a cui pensare tra una crisi di governo regionale e l'altra.
E per il senatore Stancanelli (e con lui l'allegra brigata che lo ha sostenuto) le forche caudine dell'eventuale ballottaggio rischiano di trasformarsi in un incubo, perché il sindaco non potrebbe sfoggiare né una popolarità mai sbocciata tra i catenesi, né (cosa ancora più importante) dei risultati amministrativi accettabili. Infatti, oltre che ancora (dopo ben diciotto mesi dalla sua elezione) poco conosciuto, il sindaco è anche estremamente inviso ai catanesi sia per i suoi modi (ereditati dalla sua storica estrazione missina) che per la sua incapacità di entrare in contatto con il cuore dei cittadini, suscitando sempre la fondata sensazione che per Stancanelli tutti devono solo eseguire gli editti (scritti e verbali) del Senatore/Sindaco/Podestà.
Se il riconteggio delle schede dovesse stravolgere i risultati del voto di due anni fa sarebbe il segnale inequivocabile, anche a livello nazionale, che Stancanelli e la scalcagnata brigata e politicanti della domenica che lo sostengono, per "vincere", hanno dovuto ricorrere agli ormai tristemente noti magheggi. Ed allora si che finalmente Catania sarà al primo posto di una classifica. Quella dei falsari che in passato ci ha visti protagonisti per i soldi falsi di Ciulla mentre stavolta potrebbe essere per i voti "falsi" del sindaco!


