
Come contrastare la Grande Beffa che si sta consumando ai danni del quartiere di Librino e di tante altre località che dovevano ospitare le zone franche urbane? Enzo Bianco con tutti i senatori di opposizione (e il contributo straordinario del collega del Mpa, Pistorio) ci sta provando, tentando di fermare la conversione in legge del decreto "milleproroghe" che il Governo ha approvato a fine corsa nel 2009, il 30 dicembre, e che reca delle norme che di fatto recitano il de profundis delle zone franche urbane. Il decreto, infatti, elimina l'automaticità degli incentivi e la possibilità di usufruire di sgravi Irpef e Irap. Insomma, di fatto, svuota le zone franche urbane, per buona pace di chi intravedeva nei circa 7 milioni di euro destinati a finanziare (sempre che bastassero) un'opportunità di rilancio per Librino e altre due aree siciliane.
Mentre i parlamentari siciliani di maggioranza dichiarano questo e quello sulla necessità di modificare il "milleproroghe", in Commissione Affari Costituzionali in Senato viene fuori come stanno le cose. Enzo Bianco pone la pregiduziale di Costituzionalità del milleproroghe, ma la maggioranza vota compatta contro la pregiudiziale. «In Commissione c'è stato un duro confronto - rivela Bianco - ma nonostante il voto favorevole di tutti i membri di opposizione da me sollecitati e del senatore del Mpa, Pistorio, la pregiudiziale è stata respinta. La maggioranza, compatta, ha infatti votato contro la pregiudiziale, nonostante le promesse e le dichiarazioni fatte in questi giorni da esponenti del centrodestra».
«Adesso - prosegue Bianco - continuerò a battermi per modificare il "milleproroghe"; è pronto un emendamento per modificare il decreto, su cui auspico una larga convergenza di tutti i senatori siciliani, per evitare che le zone franche urbane e in particolare quella prevista a Librino rimangano solo scatole vuote, l'ennesima "beffa" per dei territori il cui sviluppo va invece incentivato con ogni sforzo».
Solo qualche giorno fa il "milleproroghe" è stato posto sul banco degli accusati durante una conferenza stampa-incontro promossa da Confesercenti a Librino, nella parrocchia della Resurrezione del Signore. Biaco aveva già annunciato la presentazione di «un emendamento per cambiare la parte del "milleproroghe" che ha modificato in peggio gli incentivi per la Zona Franca Urbana. Auspico che l'emendamento sia firmato da tutti i parlamentari siciliani di qualsiasi colore politico e vedremo chi ha a cuore la Sicilia e chi invece sa solo abbassare la testa ai diktat del governo». Anche il sindaco-senatore aveva annunciato il suo emendamento, ma sinora non ha certo avuto buon gioco a convincere i suoi colleghi di maggioranza in Senato.
Intanto, Bianco aveva evidenziato quanto fosse importante ritrovarsi «qui a Librino, nella parrocchia di Padre Santino Salamone, un luogo simbolo della voglia di non arrendersi, di lavorare per un quartiere migliore e più vivibile, per discutere su cosa fare e come dire "no" all'ennesimo "scippo" di opportunità di crescita. Librino è un quartiere dove vivono 80 mila persone e non merita una nuova beffa. E poiché io sono ottimista, penso che la cosa si possa risolvere. Però è importante che Librino si organizzi e, per evitare il nascere di qualsiasi tipo di clientela, si facciano conoscere a tutti le opportunità e le regole che offre questo provvedimento, nato nel 2007 e oggi ridimensionato dal governo».
«E' indispensabile far sentire che ci siamo, - aveva detto Bianco - che non siamo un gregge di pecore che accetta senza fiatare un provvedimento decisamente sbagliato. La procedura aveva ottenuto il benestare dell'Unione europea e adesso viene cambiata, richiedendo probabilmente un nuovo passaggio a Bruxelles. Una vicenda gestita in modo incompetente ed errato».
La sfida è correggere la rotta, dunque. Cannocchiale puntato sui comportamenti die parlamentari siciliani in Senato e alla Camera.


