Presentata il 19 dicembre presso il Palazzo degli Elefanti l'iniziativa degli "Stati Generali 2010 della città di Catania", che si prefiggono di divenire - così si legge sul comunicato stampa del Comune - "una chiamata a raccolta degli attori sociali, istituzionali e della società civile per individuare insieme i percorsi idonei a restituire al capoluogo etneo un'identità di metropoli mediterranea", con il "coinvolgimento di tutte le parti attive della società catanese attraverso incontri e iniziative propositive" per la "realizzazione di uno sviluppo partecipato del capoluogo". Alla base dei lavori si porrà il Rapporto sulla Città, che sarà predisposto dal Centro di Studi Sociali Censis.
A sovrintendere a questi lavori, invece, un team di esperti catanesi: Piero Agen, imprenditore e Presidente della camera di Commercio di Catania; Mario Bevacqua, tour operator - Presidente organismo internazionale agenzie di viaggio; Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e presidente del Teatro Stabile di Catania; Maurizio Caserta, Economista e docente universitario; Michele Cocuzza, Giornalista e conduttore televisivo; il sacerdote Don Valerio di Trapani, Presidente della Caritas Diocesana; la stilista Marella Ferrera; l'imprenditore Salvo Mizzi, manager di Telecom Italia; l'imprenditore Alfio puglisi Cosentino, Presidente della Fondazione culturale. Insomma un Comitato di Presidenza composto da appartenenti a espressioni culturali e professionali diverse e variegate.
Individuate sette direttrici di approfondimento: Catania città solidale (un nuovo Welfare per la dignità umana); Catania città innovativa (lavoro e opportunità per giovani e famiglie); Catania città Euromediterranea (ambiente motore di sviluppo metropolitano); Catania città cantiere (progetti e programmi per la Catania che verrà); Catania città libera (sicurezza e legalità, condizioni per la crescita e lo sviluppo); Catania città attraente (arte, cultura e sport per un turismo di qualità); Catania città efficiente (qualità dei servizi, della cittadinanza e delle istituzioni). Durante la presentazione del Comitato di Presidenza, i 9 rappresentanti hanno espresso il loro entusiasmo per quest'iniziativa.
Tra questi, Marella Ferrera, non presente, attraverso una lettera fa noto che parteciperà con orgoglio a questa volontà di "ridisegnare la città".
Michele Cocuzza, dichiarandosi "legatissimo alla sua Catania", condivide "metodi e finalità degli Stati Generali e puntualizza che la sua "partecipazione è estranea a logiche politiche, avendo sicuramente accettato l'incarico anche qualora fosse stato chiesto da un'amministrazione di centro sinistra".
Dello stesso avviso il professore Caserta, che parla inoltre di "quest'invito alla collaborazione come segno di apertura".
Il Sindaco Stancanelli, puntualizzando che "non darà carattere personale a questa iniziativa", fa presente che "si tratta di un progetto a cui crede moltissimo per restituire a Catania la dignità che merita". "Catania, nell'ultimo anno e mezzo - continua il sindaco - è stata maltrattata sotto il profilo mediatico, è caduta in basso tanto da essersi classificata al fondo della classifica delle città più vivibili. Tutto questo deve fungere da sprone per ottenere un riscatto. Una delle accuse mossemi - puntualizza il primo cittadino - è che non ho comunicato con la gente e che non ho fatto vedere risultati. I risultati sono stati ottenuti e oggi dobbiamo programmare e far ancor più comunicazione per sconfiggere pessimismo e la disillusione di questa città. Attraverso il regolamento delle sponsorizzazioni creato dall'Assessore Scalia quest'iniziativa, che ha un costo, potrà essere realizzata a costo zero avvalendoci del contributo delle sponsorizzazioni di imprese e aziende che hanno sostenuto il progetto". Abbiamo intervistato il sindaco Stancanelli per alcune delucidazioni in merito agli Stati Generali della città di Catania
È un progetto ambizioso, volto a progettare il futuro di Catania, che dovrebbe far tornare "Catania protagonista se ognuno dà il suo contributo - così si legge nel comunicato stampa diffuso dal Comune - a costruire un orizzonte di crescita per tornare insieme allo sviluppo economico, assicurare le opportunità ai giovani e la qualità della vita agli anziani, garantire a tutti lavoro, benessere e sicurezza". Belle finalità, certamente. Durante la conferenza stampa di presentazione si è parlato della necessità di una svolta radicale della nostra città; della necessità di creare luoghi di aggregazione; di far amare Catania ai catanese e ai non catanesi; di farla diventare - secondo le parole del dott. Piovani - "un piccolo scrigno al centro del Mediterraneo", non solo per slogan, ma nella realtà". Nella presentazione il dottor Agen, parlando del Consiglio di Presidenza come di una "squadra libera, lontana da colori politici", ha affermato che Catania ha delle "potenzialità incredibili, ma è una bella addormentata e svegliarla è un dovere". Su questi punti, su questa necessità di riscatto siamo tutti d'accordo, indipendentemente da polemiche, colori politici, cariche istituzionali. Siamo d'accordo anche con le parole espresse in chiusura dal sindaco Stancanelli per il quale "ci vuole coraggio e anche un pizzico di incoscienza per far decollare questa città". Certamente coraggio, follia, incoscienza, spirito di collaborazione di tutti sono buoni alleati, ma non bastano. Solitamente gli Stati Generali si svolgono sviluppando un progetto già dettagliatamente ben definito. In questo caso tutto si svolgerà in itinere, con un "grande processo di partecipazione della città e delle sue forze - continua il comunicato - per chiamare a esprimersi i cittadini di Catania, dentro e fuori gli schieramenti politici organizzati, coinvolgendo le forze economiche, sociali, il mondo del lavoro" ecc, perché "nessuno deve sentirsi estraneo in casa propria e tutti hanno contributi positivi da offrire per vincere la sfida del cambiamento". Belle parole, ottimi ideali.
Ma per vincere una guerra così ardua contro illegalità, cattiva amministrazione, menefreghismo, lassismo, mancanza di prospettive, inciviltà, è necessario un piano d'azione in cui nulla sia lasciato al caso. È necessario un orologio svizzero dagli ingranaggi perfetti, sennò si rischia l'implosione su se stesso del grande castello degli Stati Generali. Scriviamo questo senza colore politico, come più volte sottolineato dai 9 esponenti del Consiglio di Presidenza. Scriviamo questo da cittadini catanesi liberi che si augurano che questi Stati Generali non diventino la solita cattedrale nel deserto impolverata e senza senso. Scriviamo questo speranzosi che finalmente lavoro, legalità, innovazione, sviluppo abbandonino la veste di meri slogan e diventino realtà, perché le parole sono belle, ma i catanesi sono stufi.


