"Direi di sì. Il declino di Berlusconi sta avendo questo effetto: da un lato la politica si disaggrega, dall'altro si cercano nuove aggregazioni. Forza Italia è un movimento centrato sul vertice. S'indebolisce il vertice, finisce il partito".
Un declino inarrestabile?
"Ci vorrebbe un miracolo. Berlusconi ha perduto credibilità ed immagine. E se manca lui".
Allora, magari, un nuovo miracolo italiano?
"Veda, se non c'è un partito forte e organizzato dietro le spalle, le crisi di uno rischiano di diventare la crisi di tutto un settore politico. Nel nostro mondo devono venir prima gli interessi comuni, quelli dello Stato, quelli della cosa pubblica. Se invece si privilegiano i fatti personali prima o poi accade quello che sta realmente accadendo".
Però Forza Italia sostiene che in fondo non ha poi davvero perso, anzi, quasi quasi, è una bella vittoria quella che è appena maturata.
"Ognuno legge i dati a modo suo. Certo il modo più corretto di analizzarli sarebbe quello di confrontarli con le ultime elezioni, politiche e regionali. E qui il crollo è stato evidente. Se poi consideriamo che ai voti di Forza Italia bisogna aggiungere pure il contributo di Nuova Sicilia, che aveva un suo candidato in lista, la perdita di consenso è evidente".
Lei poi ce ne ha messo un po' del suo.
"Qualcuno sostiene che ho aperto una strada. Non so. Certo il mio passaggio, in un momento particolare, ha innescato un meccanismo che ha movimentato l'intero quadro politico".
Ma veniamo alla Lista unitaria, al nuovo progetto di Prodi, al centrosinistra. Bene o male?
"Bene, sicuramente bene. Va tenuto presente un dato che pochi hanno sottolineato. Noi abbiamo fatto una scommessa maggioritaria in una competizione proporzionale. E in Sicilia, forse più che nel resto d'Italia, il risultato è stato eccezionale".
Eccezionale, addirittura?
"Sì. La nostra da sempre è una regione difficile per il centrosinistra. E poi, guardi, se la Casa delle Libertà avesse presentato, come noi, una lista unica non avrebbe potuto schierare tutti i suoi leader che hanno avuto un fortissimo effetto di traino".
Due scommesse diverse, dunque?
"Proprio così, due scommesse diverse. Noi volevamo lanciare una proposta di unità, un ponte verso il futuro. Loro volevano contarsi e fare i muscoli per riequilibrare le forze interne. E adesso hanno i loro bei problemi".
Professore, non che il centrosinistra sia il Paradiso, ad essere sinceri...
"Non sarà il Paradiso, ma la campagna elettorale, e anche il dopo, hanno dimostrato che all'interno di un progetto possono convivere, e bene, anime e esigenze diverse".
Ma già si parla di tornare indietro...
"Non credo che si possa tornare indietro. Forse dobbiamo cambiare il metodo, forse la tattica. Ma la strategia è quella giusta. Si deciderà insieme se il modo migliore per andare avanti è la Federazione, o i comitati per il centrosinistra, o una lista unica dell'Ulivo. Dobbiamo discutere, confrontarci, aprirci. Questa è la politica: non decisione di vertice, ma dialogo e condivisione.Ci può essere benissimo una linea più di centro ed una di sinistra. Importante che continuino a convivere e a rispettarsi".
A proposito di scelte, questa storia dei ballottaggi come finirà?
"Quello di domenica è un appuntamento importante. Si torna ad una logica maggioritaria. Non c'è più il traino delle liste. E poi in questi casi il voto non si dà solo a favore, ma anche contro. Se Forza Italia dovesse perdere la battaglia ad Acireale, faccio, un esempio, secondo me si aprirebbe una crisi ancora più profonda nella casa delle libertà. E' per questo che io invito tutti ad andare a votare. C'è bisogno di partecipazione, anche di quella parte della sinistra che, lo capisco, non può riconoscersi nel candidato che abbiamo scelto di aiutare".
A proposito di alleanze: fra un anno a Catania. E se ci fosse Musumeci?
"Se ci fosse Musumeci vedremo. Ma io credo che Forza Italia ha preso un impegno con Scapagnini. Un impegno morale forte. Per questo il sindaco non si è candidato alle Europee. Per ottenere la riconferma sta lavorando. Io non penso che lo si possa privare di questa chance. Se tornassero indietro darebbero l'impressione di un colpo di mano. Non sarebbe morale e peserebbe sui loro rapporti futuri".
28/06/2004


