
«I dati forniti ieri da Bankitalia mettono finalmente la parola fine alla "speculazione estiva" sulle gabbie salariali. Al Sud i salari reali sono già il 16% circa più bassi rispetto a quelli del Nord. Senza contare che, a causa dell'alta disoccupazione, le famiglie monoreddito sono sicuramente la maggioranza e che interi nuclei familiari sono costretti a vivere con un solo stipendio». Così Enzo Bianco interviene nel dibattito scatenato dalla proposta della Lega, rilanciata dal premier Berlusconi, di "agganciare" i salari al costo della vita sul territorio.
«Il Presidente del Consiglio - afferma Bianco - con mirabile capacità, è riuscito a raccogliere il dissenso, serio e motivato, di Confindustria, dei sindacati e della Banca d'Italia. Spero che la sua attitudine a seguire passivamente ogni proposta della Lega possa finalmente svanire. Per superare il gap economico che lo separa dal Nord, il Sud ha bisogno di infrastrutture, di formazione e di sicurezza. C'è bisogno di incentivi automatici, come il credito d'imposta, che favoriscano, il rilancio dell'economia. Per far questo, è necessario che i partiti nazionali mettano la "questione meridionale" come priorità. La Sicilia, in particolare ha bisogno di buon governo ed efficienza per poter finalmente avviare uno sviluppo reale.
«Il Presidente delle Regione, Raffaele Lombardo - continua Bianco - si è finalmente accorto che la Lega è nemica dichiarata del Sud. Ed è la stessa Lega con cui fino a ieri "amoreggiava" a distanza, pur disprezzato. Cominci, invece, ad adoperarsi seriamente per attuare nell'Isola, non a parole ma nei fatti, una buona amministrazione. Senza prendere, chiaramente, a modello, quella che ha utilizzato da vicesindaco della giunta Scapagnini e da Presidente della provincia regionale di Catania.
«La Sicilia ha bisogno di un Governo efficace ed efficiente - conclude Bianco. Lombardo cominci a tagliare le spese improduttive e a investire le risorse risparmiate in incentivi automatici allo sviluppo. E poi scelga manager competenti cui affidare gli incarichi, ragionando al di fuori dalle mere logiche clientelari».


