Le sortite trionfalistiche della Gelmini in ordine all'incremento delle non ammissioni, delle bocciature e dei debiti, dovuto alla presunta maggiore attenzione al merito e alla disciplina da parte dei docenti dopo i provvedimenti della Ministra, la dicono lunga sulle politiche scolastiche che il Governo continua a mettere in campo per garantire il successo formativo degli alunni.
La Ministra legge i dati preoccupanti emersi dall'indagine con lenti ottocentesche e reputa positivo l'effetto nefasto che anni di politiche dei tagli e scarsi investimenti stanno producendo e continueranno a produrre nel sistema formativo italiano. Un sistema che si avvia verso l'esclusione dei più deboli sia a livello culturale che economico, che non pensa a integrare e a favorire percorsi virtuosi tra scuola formazione e lavoro e che valuta l'insuccesso come elemento positivo per misurare lo stato di benessere della scuola.
Nel frattempo altri 5000 posti sono stati tagliati nel mondo della scuola, il che significa per la Sicilia 492 posti comuni in meno e 120 posti di sostegno in meno. A rischio anche parte dei 90 posti assegnati dagli Uffici scolatici provinciali per la lotta alla dispersione scolastica. Per le scuole di Catania la riduzione si aggirerà intorno alle 120 unità.
Credo che tutto ciò mortifichi l'offerta formativa, colpendo gli strati più deboli della popolazione e ponendo in essere anche seri problemi occupazionali. Bisogna fermare le scelte sbagliate della Gelmini attivando tutte le azioni di contrasto necessarie per avviare processi formativi inclusivi, di qualità e per tutto l'arco della vita. Domani 15 luglio, a Roma, è pertanto prevista una manifestazione dei precari organizzata dalla Flc Cgil. Alla loro protesta va tutta la nostra solidarietà.


