In Italia una causa per un'eredità può durare quarant'anni. Quattro comuni su dieci non rispettano le quote di accesso al lavoro per le persone handicappate e le donne vengono retribuite il 27 per cento in meno dei loro colleghi maschi. Nel 2002, in Francia, la metà dei locali notturni erano riservati ai "bianchi". In California si rischia l'ergastolo per il furto di un libro. In Gran Bretagna oltre due milioni e mezzo di telecamere spiano la gente per strada.
Proliferano nel nostro tempo le Dichiarazioni, le carte e i cataloghi dei diritti, ma quanto davvero si traducono in una maggiore tutela della nostra dignità di cittadini e prima ancora di uomini?
Mosso da questo interrogativo, Michele Ainis ha esplorato con sguardo critico e disincantato tra le pieghe delle società avanzate - in particolare la nostra - restituendoci in queste pagine un quadro fedele e accuratamente documentato dell'intrico di contraddizioni, ipocrisie e limiti che le contrassegnano nel profondo.
Ci rivela così non soltanto come vengano sistematicamente negati i diritti fondamentali alle categorie più deboli - le donne, i bambini, i malati, gli anziani, i detenuti, i disabili, i gay, gli immigrati - ma come lo Stato eserciti un controllo via via più capillare e serrato sulla nostra esistenza. Trasformandosi in uno Stato poliziotto che, con l'ausilio delle nuove tecnologie, si insinua sempre più nel nostro privato; in uno Stato balia che pretende di imporci stili di vita salutisti ingaggiando crociate contro il fumo, gli alcolici, i grassi; in uno Stato avaro che lesina i soldi destinati alla sanità, all'istruzione, all'assistenza, cui tutti avremmo invece diritto; in uno Stato moralista e censore che condanna -e punisce - comportamenti "impropri" anche tra le mura domestiche.
Ma non è solo lo Stato a minacciare la nostra libertà, spiega Ainis. La libertà o un bene fragile e precario, e inaridisce se non è supportato da valori quali la tolleranza, la solidarietà, la giustizia, il pluralismo delle identità religiose, politiche e culturali.
Valori che, come dimostrano gli innumerevoli esempi citati in questo libro, in nessuno dei paesi occidentali trovano piena ed effettiva espressione. Non servono, dunque, altre leggi, il cui numero è già esorbitante. Ogni diritto di libertà può vivere soltanto se attecchisce nelle coscienze individuali e se trova un'autentica applicazione nella realtà.
22/06/2004


