"Quando anch'io
frequentavo il Papi"
di Agata P.
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Agata P., ex studentessa siciliana che rivela il suo passato da escort, tra festini e bella società, sino all'incontro con Lui, per la prima volta, ai piedi del'Etna

Caro Direttore,
l'ho fatto anch'io e non sono pentita. L'ho fatto per gli anni necessari ad aggiustare i miei "affari". Ho ottenuto tre concessioni edilizie e, alla fine, un posto in una grande azienda pubblica. Da dirigente. E trovo tutta questa bagarre che si è scatenata sui giornali, una cosa ipocrita e strumentale. Anche io mi sono ritrovata nelle stanze di quel palazzo romano. Anch'io sono stata protagonista di quelle feste, qualche anno fa.

Da catanese adottiva, ho deciso di scrivere al suo giornale perché non riesco più a tacere: trovo aberrante vedere additate quelle povere ragazze, sbattute sui giornali come prostitute solo perché hanno cercato di utilizzare l'unica arma che possedevano per scardinare lo porte della burocrazia o scalare senza tappe intermedie la strada del successo. Mi ripugna questa ondata di perbenismo collettivo, di moralismo "antagonista" di una sinistra che non sa dove altro pescare: questa campagna contro le feste nei palazzi romani è stupida, ridicola, piccola e stucchevole nei confronti di una persona magnifica e solare, così come lo sono i suoi amici e tutti quelli che ho conosciuto in questi anni.

Allora diciamola tutta, le feste non sono certo una novità. Io il Papi lo conobbi infatti fa proprio a Catania. Ero una studentessa appena entrata all'università, una studentessa fuori sede come tante che doveva condividere una casa con altre ragazze e fare tanti sacrifici. Ma grazie alla mia avvenenza fisica sono presto riuscita a introdurmi in un giro di amici facoltosi, belle auto, serate in discoteca, cene nei migliori ristoranti. Presto arrivarono anche i contatti con il mondo della politica, i gruppi giovanili dei partiti che in città praticano l'osmosi con l'organizzazione di serate in discoteca. In una di queste notti estive - in una delle più note piste da ballo - conobbi alcune persone che mi proposero di cominciare ad accompagnare "clienti" e fare presenza a feste molto mondane, ma anche molto riservate e in luoghi impensabili (se non ricordo male, qualche festa la facemmo anche al municipio, altre in lussuosi residence cittadini). Avrei guadagnato delle belle somme e accettai. Così cominciò la mia "carriera" da escort.

La "prima volta" che incontrai Lui, invece, fu su una grande nave da crociera. Eravamo in tante, una grande festa, con Lui che all'improvviso sbucò fuori dalla porta principale del salone delle feste. Simpatico, affabile, scherzò con tutte noi, molto galantemente, ci riempì di complimenti, ci accarezzò con garbo. Ad alcune di noi fu chiesto se volevano "trascorrere" la notte a bordo. Accettammo in cinque. Sapevamo bene che non avremmo avuto una cabina singola, ma che avremmo dovuto condividere la stanza con Papi. Così ci disse quando entrò in camera, avvolto in una vestaglia di raso: "Ragazze mio, ecco qui il vostro Papi!". La mattina dopo ci chiamarono nel salone della colazione. Accanto a tazze e piattini, trovammo dei collier zeppi di brillanti.

Lui mi mandò diversi messaggini sul telefonino, nei giorni successivi. Molto affettuosi. Dopo circa un mese mi chiamarono per partecipare a un party a Roma. Trasferta con pernottamento. Tutto spesato, oltre al compenso. Conobbi molte persone. A Roma andai diverse altre volte, ma non fotografai mai niente. Noi siciliane, si sa, sappiamo essere riservate su certe cose.

Quando ho deciso di smettere, vicina ai 27 anni, ho chiesto proprio a Lui che ne pensasse. E Lui, come un vero Papi, mi disse che alla mia età dovevo pensare al futuro, a mettere su famiglia, a sistemarmi. Mi mandò a parlare con alcuni suoi "colonnelli" cittadini, amici, medici a lui vicini: dovetti prolungare ancora un po' la mia attività, ma alla fine sono stata sistemata. Ho una casa in riva al mare, due auto bellissime, un cane che mi tiene compagnia e un lavoro in posizione di responsabilità. A 30 anni mi sono anche laureata. L'anno prossimo mi sposerò con il mio compagno. E naturalmente mi sono iscritta al Pdl, l'unico partito che non guarda al tuo passato e valorizza le tue qualità. L'unico partito in cui la bellezza e il saperci fare sono doti apprezzate e non guardate con sospetto. A sinistra dovrebbero impararle certe cose.
Cordiali saluti

Agata P.



30/06/2009
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