
«E' ora di passare ai fatti. Catania ha bisogno di avviare le opere di cui necessità e di sbloccare tutti gli strumenti di sviluppo messi a punto anni fa e paralizzati dalle ultime amministrazioni comunali - afferma Giovanni Giacalone, segretario cittadino del PD -. Condivido l'appunto del presidente della Camera di Commercio, Pietro Agen, che nei giorni scorsi ha sollecitato quanti parlano tanto "di creare opportunità ed occasioni di sviluppo" ad avviare qualcosa di concreto. In tal senso, l'ultima riprova del perder tempo è la "passeggiata" del sindaco Stancanelli col presidente delel Fs Cipolletta e con l'architetto Fuksas, un sopralluogo per discutere su come eliminare la fascia ferroviaria dal fronte mare e donare nuovamente la costa alla città.
«Ebbene - prosegue Giacalone - la decisione di sospendere il progetto Italferr per il raddoppio della linea ferrata in galleria nel centro storico è ormai cosa vecchia. Bocciato da tutti, in primis dalla Sovrintendenza. Il fatto è che già da tempo sono pronti progetti alternativi, approntati dagli Uffici comunali (uno prevede la realizzazione di un ponte sopra, il porto, l'altro l'interramento dei binari sotto l'area portuale) e già ripresi in un convegno di Italia Nostra nell'ottobre 2006 nonché discussi e condivisi in commissione urbanistica nella scorsa legislatura. Tanto che l'emendamento n 19 al nuovo Prg, quando fu presentato dalla precedente amministrazione, prevedeva di rivedere la viabilità in corrispondenza degli archi della marina in relazione all'interramento ferroviario e al piano regolatore del porto, prevedendo già di farne un percorso pedonale e ciclabile e di creare un parco archeologico sotterraneo nella galleria Zurria. Ovvero, progetto Italferr già superato.
«Insomma - aggiunge Giacalone -, la carne al fuoco c'è già tutta. L'amministrazione, invece di fare nuovi sopralluoghi e riavviare un dibattito già fatto e sentito, dia corso alle scelte, si proceda alla progettazione esecutiva, si rimoduli il progetto finanziato dal Cipe. Ma non si perda tempo. Oppure bisogna pensare che l'amministrazione non conosce qual è la progettazione fatta dagli stessi uffici comunali e le proposte già condivise nelle sedi appropriate? Ci meraviglierebbe che fosse così, visto che l'assessore Arcidiacono è stato il presidente della precedente Commissione urbanistica.
«Grandi architetti a Catania ne sono passati e non si vede l'ombra di una realizzazione. Tutti ricordiamo - continua Giacalone - il roboante e poco trasparente sbandieramento del nome di Boighas, l'architetto catalano che avrebbe dovuto ridisegnare il waterfront di Catania. Sparito. Sono passati tanti anni e cosa è stato fatto? Siamo ancora costretti a lanciare appelli al fare, come da ultimo quello del presidente della Camera di Commercio? La città vuole risposte, gli imprenditori hanno bisogno di atti deliberativi: come quelli che riguardano il Patto Territoriale, approvato nel 2000 e ancora oggi in discussione; o il Programma integrato per San Cristoforo, approvato nel 1998; o ancora, i Prusst, per quanto riguarda i progetti di finanza sul centro direzionale, il nuovo stadio e il nuovo carcere; senza dire di tutti quegli atti che riguardano la realizzazione di infrastrutture che non hanno bisogno di gite mediatiche, ma di una azione politica che non può prescindere dalla trasparenza e dal rispetto dei principi di legalità, così come dal coinvolgimento di tutte le forze politiche e del Consiglio comunale, che in questi anni di pausa elettorale potrebbero operare concretamente per far rinascere Catania».


