Il Comune in audizione
alla Corte dei Conti
di Francesco Marano
L'amministrazione comunale di Catania è stata convocata per giorno 5 maggio. Per la magistratura contabile i finanziamenti del Cipe non sono sufficienti per superare la grave crisi e sono fuori tempo massimo per ripianare i dissesti della sindacatura Scapagnini. Forse non c'è più nulla da fare per salvare la città dalla bancarotta. E' giusto continuare a non pensare alla realtà che si avvicina?

Catania è ancora sotto le forche caudine della magistratura contabile. La Corte dei Conti regionale ha convocato l’amministrazione comunale di Catania e i suoi esperti amministrativi e contabili, per un incontro con la Sezione di Controllo della stessa Corte, riguardante il “controllo finanziario degli enti locali”.
Il massimo organo siciliano di giustizia contabile ha nuovamente messo in discussione le azioni messe in atto dal comune di Catania, soffermandosi specialmente sui 140 mln di euro che il Cipe ha destinato alla città.

La Corte ha notato che “l’attività di ricognizione di eventuali ulteriori debiti fuori bilancio non si è conclusa e che non sono state ancora adottate dall’Ente misure efficaci a fronte delle notevoli perdite derivanti dalla gestione delle società partecipate”. Su questo punto la Corte sostiente che “l’Amministrazione  ha solo sostituito dei componenti dei relativi Cda, ma di contro non sono stati individuati nè il contenuto, né i risparmi attesi dal “Piano di risanamento e riqualificazione delle stesse partecipate, né si trovano misure idonee in merito al gravissimo deficit strutturale dell’Amt”.
E ancora “la rinegoziazione dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti non è stata ancora perfezionata”. La scure della Magistratura contabile colpisce anche presunti meriti che l’Amministrazione si attribuisce, come “i risparmi derivanti dalla modifica della pianta organica e dal nuovo programma di fabbisogno del personale”. I risparmi che ammonterebbero a 17 milioni di euro, “sarebbero in realtà di gran lunga minori” e in più il Comune “sarebbe costretto, a seguito di questa riorganizzazione, a compiere nuove spese per assunzioni e stabilizzazioni di precari”.
Ma l’affondo più pesante riguarda i famosi 140 milioni. Il ripianamento dei disavanzi del Comune (più di 133 mln di euro) grazue alla somma stanziata dal Cipe “è un’operazione non conforme all’orientamento espresso da questa Sezione”.

Secondo la Corte i tempi per ripianare i famosi disavanzi dell’era-Scapagnini sono passati e la conclusione è che “il finanziamento straordinario del Cipe non è sufficiente a garantire il superamento della grave crisi finanziaria dell’Ente, in considerazione delle notevoli esposizioni debitorie da ripianare”.
Tra le righe si potrebbe tradurre come il Comune sia in dissesto tecnico e quei debiti sono ineliminabili a norma di legge. Insomma tutti gli sforzi sarebbero vani. I 140 mln, per i quali molti si sono affrettati a ringraziare il sindaco e il governo nazionale, non possono coprire il disavanzo creato dall’amministrazione Scapagnini. E tutti i tentativi di Stancanelli, spesso goffi come dimostra l’incredibile autodenuncia del sindaco, fatta davanti le telecamere di Report, sull’elenco fittizio mandato al Cipe per avere i finanziamenti, stanno fallendo.

Il dissesto, parola così temuta ed demonizzata, forse si sta avvicinando. A parte, com’è ovvio, la maggioranza, l’opposizione con il Partito Democratico ha fatto di tutto per evitarlo, ha dato credito ai tentativi del centrodestra per evitare la bancarotta alla nona città d’Italia.
Tutto vano? Forse si. Ma se il “forse” si trasformasse in realtà le colpe avrebbero dei nomi e cognomi ben precisi. Scapagnini (sindaco), Lombardo (vicesindaco) e i partiti del centrodestra che da 9 anni gestiscono il potere a Catania e che oggi sostengono la giunta Stancanelli.
Non c’è nessuna gioia nell’avere la prospettiva del dissesto, ma c’è chi è sempre stato dalla parte giusta e con senso di responsabilità e chi ha invece ha ridotto la città al collasso con incapacità e spesso arroganza. Continuare a mentire, illudendo creditori e cittadini catanesi, non serve più. Auguri, Catania.



30/04/2009
di Nino Milazzo
Le chiamano categorie di riferimento. Sono le aree protette dei partiti, quelle che nel tempo hanno fatto dell'Italia un arcipelago di corporazioni e di poteri lobbistici. La politica le presidia tutelandone i privilegi e le posizioni di vantaggio, in qualche caso monopolistiche, per averne in cambio l'appoggio elettorale...
La proposta di Laboratorio per Catania Cittaperta di un gruppo di persone che hanno deciso di attivarsi. La società civile etnea dà segni importanti di risveglio. C'è voglia di partecipazione
Pericolo per l'incolumità pubblica in via San Giacomo. L'Amministrazione persevera nel non interviene. La denuncia di Marcello Tringali, consigliere del PD alla settima Municipalità
Una delegazione dell'assocazione che fa capo a Daniele Capuana ha consegnato alla responsabile del centro servizi Talità Kum, Giuliana Giannino, materiale didattico e giocattoli raccolti a favore dei 150 bambini dell'associazione che opera nel quartiere catanese
Pubblichiamo un'intervista, uscita sul Riformista, a Giuseppe Condorelli, l'industriale che produce i famosi torroncini: «Il mercato estero risente meno della stretta dei consumi. La congiuntura economica ha avuto delle ricadute sulle nostre prospettive di crescita. Bisogna favorire la crescita del Pil, le liberalizzazioni, gli sgravi per chi investe al Sud. Manca il periodo della "primavera di Catania", ma non ho perduto la fiducia nel futuro».
La battuta di Paolo Mieli è un paradosso che nasconde problemi gravi. E' evidente che non si tratta di una proposta concreta. Ancorchè inattuabile sarebbe una sospensione della democrazia. Il Mezzogiorno è una ferita aperta, fatta di sprechi ed inefficenze. Ma è anche vero che tanti guai del Paese, dal fascismo, al terrorismo, dal piduismo a Tangentopoli non sono nati al Sud. Occore riformare tutta la macchina dello Stato.
Flexsecurity. Per il senatore Bianco il punto «non è l'attacco all'articolo 18». Sul tema anche in Sicilia è scontro tra sindacati e imprenditori. L'articolo pubblicato dal "Riformista"
Forse dopo una crisi come quella che stiamo vivendo ci sarà una fase di sviluppo, ma la situazione è grave. Occorrerà riformare profondamente l'Europa, altrimenti si disgregherà. Grande assente è la classe politica. Quella che si è affermata in questi anni è inconsistente e incompetente. Anche la poltica, se vorrà riaffermare il suo primato, dovrà cambiare radicalmente
Dichiarazioni e parole, tra il 2009 e il 2011. Per esempio: «Risolviamo così l'annoso problema degli allegamenti nel villaggio Santa Maria Goretti che si trascinava da ben 15 anni». «Questi alla agamenti sono ormai un lontano ricordo...». E infatti... tutto risolto!
Villaggio Goretti allagato, aeroporto in tilt  (FOTO)
Finalmente Berlusconi è uscito dal suo arroccamento tanto ingiustificabile quanto dannoso. L’evoluzione della crisi non dipende più soltanto dai suoi comportamenti e dalle sue intenzioni. Ora tutte le forze politiche sono in gioco con pari opportunità e identiche responsabilità. Dal centrosinistra e dal PD si attende una partecipazione diretta e concorde, che metta in mostra le capacità di fare quello che non ha saputo fare il centrodestra
La "ricetta" di Pasquale Pistorio per rendere più competitivo il Paese, il Sud e la nostra regione. All'incontro Un'Italia che torni competere. Vista da Sud, organizzato dai Liberal Pd, anche l'intervento di Andrea Cuomo, presidente di 3Sun: «Il Sud può farcela con fatica e lavoro, e un certo grado di autonomia può essere un'opportunità». Ma prima di ogni cosa servono infrastrutture anche immateriali come la banda larga, legalità e sicurezza, crediti di imposta automatici per gli investimenti
VIDEO / LE INTERVISTE A PISTORIO, BIANCO, CUOMO 
Confermata la pena per Scapagnini. Soddisfazione da parte dello Studio legale del prof. Giovanni Grasso, difesa del senatore Enzo Bianco, parte civile costituita nel processo relativo ai rimborsi Inpdap erogati ai dipendenti del Comune di Catania. Il senatore: «"La sentenza ha detto chiaramente come le elezioni del 2005 siano state viziate. Ora tutti abbiamo cognizione dei comportamenti che la Magistratura ha ritenuto illeciti»"
Gheddafi è stato per lungo tempo un tragico clown della scena internazionale. Da quando ebbe inizio la sua torbida avventura umana e politica con il golpe fino alla sua uccisione, ha segnato per 42 anni la storia della Libia. Ora sorge un interrogativo inquietante: "siamo proprio certi che le insorgenze di quei popoli troveranno sbocco nella concordia e nella democrazia?"
di Nino Milazzo
Tutto in Italia rimane pericolosamente bloccato, mentre i governi e l’opinione pubblica del’UE ci guardano e ci giudicano con diffidenza e sconcerto e mentre le forze sociali, all'interno, avvertono, concordi, che il tempo è scaduto e le piazze intanto si infiammano. L'unica possibilità di dare una scossa è incalzare il presidente del Consiglio perché risparmi al Pese il biasimo internazionale
Il sentimento dell'antipolitica ha, in questo determinato momento storico, un formidabile appeal. Dire che la politica è tutta da buttare e criticare è però fuorviante e profondamente ingiusto. Il messaggio di Della Valle, per quanto poi esplicitato meglio, ha avuto con quel titolo "Politici, ora basta!" una connotazione che rischia dar spazio a chi ha atteggiamenti qualunquisti.
di Nino Milazzo 
Ci sono delle analogie - seppure con tante differenze - tra il movimento internazionale e quanto avvenuto quarant'anni fa. Ci vuole ancora prudenza per fare questo accostamento, ma anche oggi i giovani danno la carica a questo mondo per svegliarlo e spingerlo alla ricerca di maggiore equità
Due anni e 9 mesi all'ex sindaco. Condannati anche molti suoi ex assessori e collaboratori, da Strano ad Arena, sino a Drago e Vasta. Le prime reazioni. Licandro: "E ci accusavano di disfattismo". Città Insieme: "Di fronte ai disastri di Catania è possibile cercare e trovare i responsabili"
Il senatore del Pd presenta un disegno di legge costituzionale: previsto un risparmio di 14 milioni l'anno. Pubblichiamo l'articolo di oggi su Repubblica
Intercettazioni, barzellette, allusioni. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi di certo non ne fa un mistero. Ecco una canzone irriverente e goliardica che riassume "una parte" delle vicende politiche degli ultimi anni
Ora che la polvere si è posata sul palcoscenico del consiglio comunale, prenotato venerdì scorso dall'impresario Stancanelli, autore della sceneggiata amletica "Sindaco o non sindaco", possiamo provare a fare un po' di chiarezza
Inaugurato stamattina il nuovo impianto di 3Sun nel Modulo M6 alla zona industriale. La nuova scommessa della joint venture tra StM, Enel Green Power e Sharp. Assenti rappresentanti del governo nazionale
Gerenza | Scriveteci | Sostieni il dito | PubblicitĂ 
ildito.it - associazione Athena (p.iva 03944360878)