Dieci giorni fa, Rai Tre ha trasmesso la puntata di Report su Catania. Un'inchiesta, annunciata con un accurato battage, che ha scosso profondamente la città. Dura, forte, un pugno nello stomaco, ha messo una dietro l'altra molte realtà che i catanesi conoscono da tempo ma subiscono passivamente con una indifferenza ormai pericolosa. Molte di queste "storture" io in prima persona e il mio partito le abbiamo denunciate da tempo. E alle nostre denunce talvolta sono seguite anche inchieste giudiziarie.
Le infiltrazioni mafiose nella festa di Sant'Agata le denunciai pubblicamente il 16 agosto del 2005. Parte della città e i miei avversari politici dissero: "Bianco attacca Sant'Agata". Al contrario, io volevo difendere la festa da vecchi e nuovi condizionamenti inaccettabili. L'inchiesta della magistratura ha confermato le mie preoccupazioni. Il dissesto finanziario del Comune lo denunciammo per la prima volta nel 2003, e nel 2005 in Consiglio comunale feci le cifre dello sfascio dei conti di Palazzo degli Elefanti. Anche qui seguì l'inchiesta della magistratura. Il processo per il voto di scambio e i contributi cenere distribuiti a tre giorni dalle elezioni comunali, che ha visto la condanna di Scapagnini in primo grado, è nato dalle nostre denunce: tutti sanno che mi sono costituito parte civile in quel procedimento e che ho perso quelle elezioni per l'uso spregiudicato di fondi pubblici e di clientele.
In merito alla vicenda che ha portato al sequestro dell'ex Mulino Santa Lucia, fu il capogruppo del mio partito in Consiglio comunale a sollevare la questione. Così come abbiamo denunciato profili di illegittimità sui parcheggi in project financing, dubbi che sono stati sin qui confermati dalle successive vicende giudiziarie.
Report dunque ha confermato, tra l'altro, molte delle nostre preoccupazioni. C'è, però, un limite grave a questo tipo di inchiesta: non compare mai come contraltare quell'ampia parte di Catania che è sana, creativa, propositiva, con punte di eccellenza, presenza che avrebbe dato valore all'inchiesta stessa. Così come viene offerta allo spettatore solo la visione di una città sempre governata da gruppi di potere che fanno e disfanno; ciò che suona come una condanna senza appello, come se Catania fosse una città irredimibile e rassegnata e i catanesi condannati geneticamente a questo destino.
Rimossa del tutto, cancellata, la memoria di una città, che dieci anni fa era ben altro, una città che aveva guadagnato sul campo (sul terreno della buona amministrazione prima che della politica) la considerazione e il rispetto del Paese; ma soprattutto aveva risvegliato l'orgoglio dei cittadini. Ci si rende conto che questo rischia di fertilizzare il già ricco terreno di una visione del Sud tutto uguale e che non si può salvare?
So benissimo che non ci si può aspettare morbidezza nei toni e nella sostanza da un'inchiesta giornalistica e Report ha messo giustamente sulla brace temi scottanti e di primo piano, di cui occorre parlare, dibattere, su cui serve risvegliare coscienze e consapevolezza, compreso il tema dell'informazione, al di là di monopoli e accordi commerciali tra grandi gruppi editoriali (perché il futuro dell'informazione potrebbe anche essere su Internet). Temi però finiti in un grande e lurido calderone indistinto di fatti e comportamenti nell'arco di trent'anni, presentati in un'unità di tempo senza soluzione di continuità (e so perfettamente che tra coloro che hanno gioito per questo taglio della trasmissione non ci sono solo avversari ma anche presunti compagni di strada che certo non hanno lavorato per Catania in questi anni). Ma davvero nulla è cambiato?
Negli ultimi venti anni Catania ha vissuto stagioni assai diverse e negli anni Novanta, pur con tutti i problemi di fondo, non era certo la città disastrata che gli ultimi anni di governo del centrodestra ci hanno consegnato. Ma più in generale, si può ignorare chi ha fatto cosa, e quando, senza offrire i necessari riferimenti alla memoria - già virtù molto labile nei catanesi - dei telespettatori? Occorre dunque distinguere i piani, i momenti storici. Per esempio, di un immobile oggi abbandonato e vandalizzato - come il teatro di Librino o Palazzo Bernini - sarebbe utile sapere quando, perché e da chi è stato costruito, come doveva essere utilizzato, cosa è successo, chi ha amministrato gli anni in cui è finito nel degrado. Certo, i tempi della televisione spesso impongono la sintesi e la semplificazione e questo talvolta non giova alla completezza dell'informazione, che ne può uscire dimezzata. E una verità "visiva", parziale, diviene verità assoluta o, viceversa, menzogna faziosa tout court da tacciare come pretestuosa.
Infine, devo rilevare una punta di amarezza personale (è un eufemismo forzato il mio) per alcuni passaggi della trasmissione che hanno provato a tirarmi in ballo, senza che abbia ricevuto una richiesta di commento o di replica. Ma sono convinto che chi ha un ruolo pubblico debba sempre e comunque fornire ai cittadini spiegazioni, anche se è evidente l'intento di colpire la mia onorabilità (a cui tengo più di ogni altra cosa, io che non ho mai costruito apparati di potere o clientelari). Onorabilità che tutelerò come sempre in tutte le sedi. L'accenno al parcheggio Due Obelischi, realizzato sui terreni da generazioni di proprietà della famiglia di mia moglie e destinati ampiamente a opere pubbliche (e perciò penalizzati) già dal 1964, espropriati dall'amministrazione Scapagnini a prezzi di molto inferiori a quelli di mercato, è una vicenda vecchia e strumentale, su cui mia moglie ha già fatto ampiamente chiarezza anche sulle colonne di questo giornale. Ricordo che mia moglie si è opposta con un ricorso al Tar in cui lei stessa chiedeva l'annullamento dell'esproprio per illegittimità del provvedimento; non è mai stata pagata e aspetta pazientemente, come è sempre avvenuto, che il magistrato stabilisca il valore del danno subito. Al danno la beffa!
Sulle intercettazioni di cui ha parlato Report non credo ci sia nemmeno bisogno di precisare che ogni illazione è priva di qualsiasi fondamento. Questo lo sanno veramente tutti i catanesi: sanno che il mio impegno è stato sempre di scontro fermo e duro non solo contro la mafia, ma anche contro l'indifferenza o la semplice minimizzazione del fenomeno. Lo sanno questi signori chi ha abbattuto le costruzioni abusive a piazza Carlo Alberto e nell'Oasi del Simeto? Chi ha fatto costituire, sempre, il Comune parte civile nei processi contro mafia, usura ed estorsione? Suvvia...
Anche per questo, non ci sto a quel finale che mi accomuna ingiustamente a chi ha guidato la città negli ultimi otto anni, gli anni del disastro che ho combattuto con tutte le mie forze. La "mia" Catania non era quella odierna e i catanesi lo sanno.
Da "La Sicilia" del 26 marzo 2009
Nel grande calderone televisivo
la mia Catania cotta e mangiata
la mia Catania cotta e mangiata
"L'inchiesta di Report ha scosso la città, ha messo una dietro l'altra molte realtà molte "storture" che io in prima persona e il mio partito abbiamo denunciato da tempo. Ma non compare mai come contraltare quell'ampia parte di Catania che è sana, creativa, propositiva, con punte di eccellenza". Ecco la lettera di Enzo Bianco a "La Sicilia"
26/03/2009
Che nervi tesi ha Stancanelli! E che sfuriata verso la giornalista del Tgr che gli faceva qualche domanda e notava la discordanza tra quanto diceva il primo cittadino e quanto sostenevano i lavoratori dei servizi sociali. Ma che modi sono?
A Palazzo Platamone sino al 2 maggio l'esposizione dei lavori donati da molti artisti. All'annuncio di una possibile chiusura è scattata la mobilitazione per salvare un progetto editoriale e culturale di riconosciuta qualità
di Enzo Bianco
L'intervento del presidente dei Liberal Pd, pubblicato su Europa, su come intervenire per sottrarre l'azienda al giogo dei partiti e renderla efficiente e competitiva sul mercato. Purché le forze politiche su questo tema non facciano muro contro muro
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Caso pratico per il concorso alla selezione di 15 agenti ambientali comunali che hanno il compito di rovistare nella munnizza lasciata fuori dai cassonetti e all'infuori degli orari consentiti per indivuduare i trasgressori e affibbiare la multa
Pubblichiamo un'intervista, uscita sul Riformista, a Giuseppe Condorelli, l'industriale che produce i famosi torroncini: «Il mercato estero risente meno della stretta dei consumi. La congiuntura economica ha avuto delle ricadute sulle nostre prospettive di crescita. Bisogna favorire la crescita del Pil, le liberalizzazioni, gli sgravi per chi investe al Sud. Manca il periodo della "primavera di Catania", ma non ho perduto la fiducia nel futuro».
Presentata la prima mostra mercato di piante per il giardino mediterraneo, dal 7 al 9 aprile a Tenuta Cardinale, Catania, nell'ambito del circuito dei Grandi Giardini Italiani
Flexsecurity. Per il senatore Bianco il punto «non è l'attacco all'articolo 18». Sul tema anche in Sicilia è scontro tra sindacati e imprenditori. L'articolo pubblicato dal "Riformista"
di Nino Milazzo
I giudici del tribunale di Milano avrebbero anche potuto sancire l'assoluzione piena per Berlusconi, ma si sono limitati a dichiarare prescritto il reato. Dunque non accontentano nessuno, ma forse fanno un favore al governo Monti. Eppure il tema giustizia torna incadescente, con i pretoriani del Pdl di nuovo all'attacco. Su tutti le inaccettabili parole verso il pm De Paqsuale di Gasparri. Al quale, forse, va messo il "guinzaglio"
I giudici del tribunale di Milano avrebbero anche potuto sancire l'assoluzione piena per Berlusconi, ma si sono limitati a dichiarare prescritto il reato. Dunque non accontentano nessuno, ma forse fanno un favore al governo Monti. Eppure il tema giustizia torna incadescente, con i pretoriani del Pdl di nuovo all'attacco. Su tutti le inaccettabili parole verso il pm De Paqsuale di Gasparri. Al quale, forse, va messo il "guinzaglio"
Dichiarazioni e parole, tra il 2009 e il 2011. Per esempio: «Risolviamo così l'annoso problema degli allegamenti nel villaggio Santa Maria Goretti che si trascinava da ben 15 anni». «Questi alla agamenti sono ormai un lontano ricordo...». E infatti... tutto risolto!
Villaggio Goretti allagato, aeroporto in tilt (FOTO)
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di Nino Milazzo
Le chiamano categorie di riferimento. Sono le aree protette dei partiti, quelle che nel tempo hanno fatto dell'Italia un arcipelago di corporazioni e di poteri lobbistici. La politica le presidia tutelandone i privilegi e le posizioni di vantaggio, in qualche caso monopolistiche, per averne in cambio l'appoggio elettorale...
Le chiamano categorie di riferimento. Sono le aree protette dei partiti, quelle che nel tempo hanno fatto dell'Italia un arcipelago di corporazioni e di poteri lobbistici. La politica le presidia tutelandone i privilegi e le posizioni di vantaggio, in qualche caso monopolistiche, per averne in cambio l'appoggio elettorale...
La "ricetta" di Pasquale Pistorio per rendere più competitivo il Paese, il Sud e la nostra regione. All'incontro Un'Italia che torni competere. Vista da Sud, organizzato dai Liberal Pd, anche l'intervento di Andrea Cuomo, presidente di 3Sun: «Il Sud può farcela con fatica e lavoro, e un certo grado di autonomia può essere un'opportunità». Ma prima di ogni cosa servono infrastrutture anche immateriali come la banda larga, legalità e sicurezza, crediti di imposta automatici per gli investimenti
VIDEO / LE INTERVISTE A PISTORIO, BIANCO, CUOMO
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La proposta di Laboratorio per Catania Cittaperta di un gruppo di persone che hanno deciso di attivarsi. La società civile etnea dà segni importanti di risveglio. C'è voglia di partecipazione
Confermata la pena per Scapagnini. Soddisfazione da parte dello Studio legale del prof. Giovanni Grasso, difesa del senatore Enzo Bianco, parte civile costituita nel processo relativo ai rimborsi Inpdap erogati ai dipendenti del Comune di Catania. Il senatore: «"La sentenza ha detto chiaramente come le elezioni del 2005 siano state viziate. Ora tutti abbiamo cognizione dei comportamenti che la Magistratura ha ritenuto illeciti»"
La battuta di Paolo Mieli è un paradosso che nasconde problemi gravi. E' evidente che non si tratta di una proposta concreta. Ancorchè inattuabile sarebbe una sospensione della democrazia. Il Mezzogiorno è una ferita aperta, fatta di sprechi ed inefficenze. Ma è anche vero che tanti guai del Paese, dal fascismo, al terrorismo, dal piduismo a Tangentopoli non sono nati al Sud. Occore riformare tutta la macchina dello Stato.
Il sentimento dell'antipolitica ha, in questo determinato momento storico, un formidabile appeal. Dire che la politica è tutta da buttare e criticare è però fuorviante e profondamente ingiusto. Il messaggio di Della Valle, per quanto poi esplicitato meglio, ha avuto con quel titolo "Politici, ora basta!" una connotazione che rischia dar spazio a chi ha atteggiamenti qualunquisti.
Forse dopo una crisi come quella che stiamo vivendo ci sarà una fase di sviluppo, ma la situazione è grave. Occorrerà riformare profondamente l'Europa, altrimenti si disgregherà. Grande assente è la classe politica. Quella che si è affermata in questi anni è inconsistente e incompetente. Anche la poltica, se vorrà riaffermare il suo primato, dovrà cambiare radicalmente
Due anni e 9 mesi all'ex sindaco. Condannati anche molti suoi ex assessori e collaboratori, da Strano ad Arena, sino a Drago e Vasta. Le prime reazioni. Licandro: "E ci accusavano di disfattismo". Città Insieme: "Di fronte ai disastri di Catania è possibile cercare e trovare i responsabili"
Finalmente Berlusconi è uscito dal suo arroccamento tanto ingiustificabile quanto dannoso. L’evoluzione della crisi non dipende più soltanto dai suoi comportamenti e dalle sue intenzioni. Ora tutte le forze politiche sono in gioco con pari opportunità e identiche responsabilità. Dal centrosinistra e dal PD si attende una partecipazione diretta e concorde, che metta in mostra le capacità di fare quello che non ha saputo fare il centrodestra
Il senatore del Pd presenta un disegno di legge costituzionale: previsto un risparmio di 14 milioni l'anno. Pubblichiamo l'articolo di oggi su Repubblica
Ora che la polvere si è posata sul palcoscenico del consiglio comunale, prenotato venerdì scorso dall'impresario Stancanelli, autore della sceneggiata amletica "Sindaco o non sindaco", possiamo provare a fare un po' di chiarezza
Gheddafi è stato per lungo tempo un tragico clown della scena internazionale. Da quando ebbe inizio la sua torbida avventura umana e politica con il golpe fino alla sua uccisione, ha segnato per 42 anni la storia della Libia. Ora sorge un interrogativo inquietante: "siamo proprio certi che le insorgenze di quei popoli troveranno sbocco nella concordia e nella democrazia?"
Congresso Pdl, ecco com'è andata. Per il sindaco di Catania, partito da conquistatore, un ritorno con le "pezze". Il tentativo di infiltrazione di Lombardo sembra fallito. Vedremo come andrà a finire...
Pensavamo che l'avvento del governo dei tecnici ci avrebbe risparmiato per qualche tempo lo spettacolo deprimente della politica e dei politici che alimentano l'antipolitica, vedendo sfilare sulle passerelle istituzionali personaggi e situazioni che avremmo preferito tenere lontani. Giovedì 12 gennaio, fra Montecitorio con l'affaire Cosentino e Palazzo della Consulta con la bocciatura dei riferendum, si sono consumati due eventi che, per una ragione o per l'altra, ci hanno riportato alle acri atmosfere tipiche di questa tormentata legislatura.
di Nino Milazzo
Tutto in Italia rimane pericolosamente bloccato, mentre i governi e l’opinione pubblica del’UE ci guardano e ci giudicano con diffidenza e sconcerto e mentre le forze sociali, all'interno, avvertono, concordi, che il tempo è scaduto e le piazze intanto si infiammano. L'unica possibilità di dare una scossa è incalzare il presidente del Consiglio perché risparmi al Pese il biasimo internazionale
Tutto in Italia rimane pericolosamente bloccato, mentre i governi e l’opinione pubblica del’UE ci guardano e ci giudicano con diffidenza e sconcerto e mentre le forze sociali, all'interno, avvertono, concordi, che il tempo è scaduto e le piazze intanto si infiammano. L'unica possibilità di dare una scossa è incalzare il presidente del Consiglio perché risparmi al Pese il biasimo internazionale
Inaugurato stamattina il nuovo impianto di 3Sun nel Modulo M6 alla zona industriale. La nuova scommessa della joint venture tra StM, Enel Green Power e Sharp. Assenti rappresentanti del governo nazionale
Depositata ieri la sentenza della II sezione della Corte d'appello di Catania che ha confermato la decisione in primo grado con la condanna all'ex sindaco. I giudici sottolineano «la rilevanza probatoria della spasmodica ricerca da parte dello Scapagnini delle soluzioni giuridiche più assurde per consentire la celere erogazione delle somme» e come ci sia stato «immediato ed evidente danno nei confronti del Sen. Enzo Bianco, candidato alla carica di sindaco (oltre che di consigliere comunale), le cui chances di elezione, pur fortemente accreditate, come ben dimostravano gli esiti dei sondaggi cui lo stesso sindaco ed il teste D'Urso hanno fatto esplicito riferimento, sono state notevolmente compromesse»
Full immersion catanese, immancabile, nella festa di Sant'Agata, vertici politici siciliani e nazionali della corrente del Pd di cui è leader, quella Liberal, per analisi che seguono un ragionamento unico, su due canali: la questione del governo nazionale e quella degli sviluppi del governo della Sicilia. Enzo Bianco parte da Monti, dal lavoro, dallo sviluppo del Paese, per approdare a Palermo e a Catania... L'intervista di Andrea Lodato ad Enzo Bianco pubblicata su La Sicilia
La denuncia di CittàInsieme Giovani che ha documentato in VIDEO e FOTO come sia ridotta l'isola pedonale e come sia danneggiata la nuova pavimentazione a causa del passaggio dei veicoli. In barba ai limiti di circolazione


