E' utile precisare che le notizie pubblicate da il dito, ovvero l'elenco dei consulenti, degli incarichi e delle nomine fatte da Raffaele Lombardo quando era al timone della Provincia di catania, non sono affatto false come l'ufficio stampa della Regione si è apprestato a puntualizzare. Bensì si basano sulle determinazioni firmate proprio da Lombardo come presidente della Provincia. Gli incarichi sono tutti lì, nero su bianco, con le cifre, dove c'erano, come testimonia l'elenco che abbiamo pubblicato con tanto di numero di determinazione.
Si tratta delle stesse carte, presumiamo, che ha sequestrato la Guardia di Finanza. Sta all'autorità giudiziaria, come dice lo stesso presidente della Regione, verificare se è tutto in regola. D'altronde la stessa procura di Catania ha detto che si tratta di "atti relativi", quindi tutto da vedere.
Noi non abbiamo mai detto che siano atti illegali, ci siamo limitati a informare i lettori dell'operato di un amministratore pubblico. Cosa che un'amministrazione trasparente dovrebbe fare a priori.
Però non accettiamo facili e convenienti strumentalizzazioni. Il dito è sì un sito che ha un orientamento politico, chiaro e conosciuto a tutti, ma quanto abbiamo pubblicato, sono solo dati oggettivi basati su documenti veri e pubblici. Il che
Strana concezione dell'informazione sembra avere invece il presidente Lombardo. Per lui la stampa dovrebbe forse solo magnificare i sondaggi che lo danno in ascesa nel gradimento e non dovrebbe dar conto di qual è stato il suo alacre operato negli ultimi mesi da presidente della Provincia?
Come ci fa sorridere la stessa idea di democrazia che sembra trasparire dalle sue dichiarazioni. L'opposizione è comoda stampella quando si tratta di pareggiare i conti all'interno della sua litigiosa maggioranza tranne poi tramutarsi in nemica acerrima e bugiarda quando evidenzia l'operato, politico, del suo recente passato.
Noi abbiamo fatto il nostro lavoro con puntiglio e scrupolo. Dando ai lettori informazioni che difficilmente altra stampa diffonde. Non è la prima volta. Vedi il caso dell'inchiesta sui contributi cenere, sui parcheggi sotterranei...


