Va sottolineato - secondo i dirigenti di Legambiente Catania - che la posizione negativa di Catania nella classifica dei capoluoghi di provincia dipende dalle pessime performance su indicatori ambientali particolarmente significativi.
Gravissima la situazione dei rifiuti: Catania è una città delle città che produce più rifiuti in Italia (809 kg/ab./anno: più rifiuti per abitante solo a Pisa, Rimini e Massa) ed ha una delle percentuali più basse di raccolta differenziata dei rifiuti (4,8%: peggio soltanto Taranto, Messina, Palermo e Siracusa).
Preoccupante la situazione della depurazione delle acque reflue, nonostante gli sforzi negli ultimi anni che hanno determinato il raddoppio degli allacciamenti in rete: Catania resta ancora una delle città in cui vi sono meno abitanti collegati al sistema di depurazione (solo il 33%: peggio soltanto Trieste, Benevento e Imperia).
Particolarmente preoccupante la situazione della mobilità, in un città dove manca il Piano urbano del traffico e il piano di zonizzazione acustica. Catania non solo è una città con un tasso di motorizzazione molto elevato (70 auto ogni 100 abitanti) ma ha un parco auto di pessima qualità ambientale in quanto solo il 31 % del parco auto rientra nelle categorie Euro 3 ed Euro 4 (peggio solo Napoli); inoltre è la penultima tra le grandi città per l'uso dei mezzi pubblici (peggio solo Bari); ed è ancora bassa, pur in lento miglioramento, l'estensione delle zone a traffico limitato (0,13 mq/ab.) e delle aree pedonali (0,08 mq/ab.) e soprattutto delle piste ciclabili.
Si tratta di parametri oggettivi, elaborati sulla base delle indicazioni dei dati forniti direttamente dalle Amministrazioni Comunali (anno 2007), che confinano Catania nella parte inferiore della classifica ambientale.
Va invece constatato aggiungono gli ambientalisti- che gli indicatori oggettivi utilizzati dall'istituto Ambiente Italia non sono in grado di descrivere integralmente la situazione ambientale della città. L'analisi oggettiva non solo non rileva la carenza dello stato di pulizia delle strade o la presenza di numerose discariche abusive nel territorio, ma non indica neanche il degrado delle aree di verde pubblico o il mancato rispetto delle zone a traffico limitato e delle aree pedonali (ma anche dei marciapiedi) invasi costantemente dalla automobili e dai motorini. Se si adottassero criteri di tipo valutativo la forbice tra Catania e le città che guidano la classifica di Ecosistema urbano si allargherebbe ulteriormente e questa constatazione dovrebbe essere ulteriore motivo di riflessione per gli amministratori comunali.
13/10/2008
