Pistorio Foundation in Burkina Faso
di Francesca Ferrari e Paolo Bertolani
Un pediatra e un'esperta in comunicazione e cooperazione internazionale, raccontano come la Fondazione Pistorio sia impegnata a finanziare due progetti concreti in Burkina Faso , la "terra degli uomini onesti". A voi l'articolo pubblicato su Emme Modena Mondo
Un pediatra e un'esperta in comunicazione e cooperazione internazionale, raccontano come la Fondazione Pistorio, un'organizzazione non-profit istituita dall'Ing. Pasquale Pistorio (vice presidente di Confindustria) sia impegnata a finanziare due progetti concreti in Burkina Faso per contribuire a migliorare in due villaggi le condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie.
Un " viaggio particolare", una "esperienza particolare" nella terra africana, dove le logiche europee sono ben lontane; un'occasione per riflettere e riscoprire una semplicità dimenticata che si spalma nella lentezza del tempo, dove la fine di una strada asfaltata da inizio ad una distesa infinita di polvere rossa, una diversa dimensione di vita.



Siamo due modenesi: un medico pediatra che da anni si interessa dei problemi dell'infanzia del terzo mondo e un' esperta in comunicazione e cooperazione internazionale. Abbiamo la fortuna di conoscere l'ing. Pasquale Pistorio , vice presidente di Confindustria, sua moglie Lisa e tutta la sua famiglia. Siamo ormai amici da diversi anni e quando abbiamo saputo che istituiva la Pistorio Foundation *ci siamo ripromessi di dare una mano d'aiuto anche da Modena, la nostra città. Così abbiamo fatto. Ora siamo appena rientrata dal Burkina Faso, uno dei 4 paesi (Tailandia, Cambogia, Tibet) in cui la fondazione opera. Lì in collaborazione con l'Ong Centro Italiano Aiuto all'Infanzia (CIAI)** la Pistorio Foundation sta finanziando due progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie: la costruzione di una scuola secondaria a Sogpelcè e il sostegno a distanza di bimbi alla scuola di Nibagdo. Non tutti conoscono questo paese dell'africa nera subsahariana. Non ci sono molti turisti.

Il Burkina Faso , la "terra degli uomini onesti" , come recita la traduzione del nome di quella nazione che era l'Alto Volta è classificato il paese tra i più poveri al mondo nella scala dell'Indice di Sviluppo Umano (173esimo su 175 paesi). Si estende per circa 270mila kmq. confina con Mali, Niger, Benin, Ghana, Togo e Costa d'Avorio. La capitale è Ouagadougou, e i suoi 13 milioni di abitanti si chiamano burkinabè. Non ha sbocchi al mare e la lingua ufficiale è il Francese, anche se sono riconosciute importanti lingue locali che contraddistinguono le tribù dei mossi,tuareg, bella, songhai, fulani…

Ci siamo tuffati quindi per una settimana nel caldo africano all'inizio della stagione delle piogge, quelle piogge torrenziali che se da un lato allagano e distruggono, d'altra parte sono essenziali per quella micro coltivazione di sussistenza. Abbiamo visto la quotidianità dei semplici villaggi africani dove non c'è elettricità, l'acqua si prende da pozzi e si dorme in capanne di fango con tetto in paglia o lamierato metallico; lungo i sentieri le donne portano sovente carichi in testa tra cui più frequentemente taniche d'acqua; qui è là si vedono persone zappare la terra secca ricurve sul bacino a novanta gradi; si intravedono in lontananza tra i radi alberi, piccoli aratri trainati da piccoli buoi o asini, non vi è traccia di trattori; gruppi di bambini, con magliette per lo più strappate, ti vengono incontro correndo per vendere un sacchettino di uova, pomodori, cipolle, mango o una specie di uva per pochi franchi.

Ma tutti quei bimbi andranno a scuola? Glielo chiediamo e alcuni ci dicono di sì, altri sorridano e scappano, forse non parlano il francese. Ma tutti sperano di vendere un sacchettino. Stefania, Matteo e Camilla i responsabili locali del CIAI ci spiegano che la media nazionale della scolarizzazione primaria si aggira intorno al 47% e che nel 2007 il CIAI ha condotto un indagine nei 7 villaggi in cui è presente nella provincia del Boulkiemdé e a seguito delle attività di sensibilizzazione e promozione dell'istruzione primaria, il tasso di scolarizzazione ha raggiunto il 62 %.

L'esperienza maturata dal CIAI in Burkina Faso ed in altri paesi, ha rafforzato la convinzione di come investire in istruzione significhi innanzitutto innescare un circolo virtuoso che produce i suoi effetti di generazione in generazione. Lo scarso accesso dei bambini burkinabè all'istruzione è principalmente dovuto all'insufficiente numero di scuole, all'impossibilità delle famiglie di sostenere i costi per l'istruzione, alla necessità per molti bambini di lavorare per guadagnarsi da vivere.

Il 48% degli abitanti ha meno di 15 anni e l'84% vive nelle campagne; la speranza di vita è di 54 anni, l'età media è circa 17 anni e il tasso di mortalità infantile è del 109/1000. Buba, dall'età indefinita, un papà di 7 bambini, incontrato lungo la strada, ci racconta delle difficoltà che ha a mandare i figli a scuola perché servono soldi per la divisa, i quaderni e i pasti. Ci spiega anche che ha 3 figlie femmine e considera quasi inutile investire su di loro, poiché quando si sposeranno entreranno a far parte della famiglia del marito.

Qui in Burkina la poligamia è legale e molto diffusa, un uomo può avere fino a 4 mogli e la media nazionale di ciascuna donna è di 6.7 figli; il mantenimento di una moglie in un contesto rurale, non costa molto rispetto al raccolto che ognuna di loro riesce a produrre in un anno. Anzi, più spose avrà un uomo, maggiore sarà la terra coltivata e di conseguenza maggiore sarà il raccolto.

A circa 100 km dalla capitale Ouagadougou raggiungiamo Nanoro, un villaggio situato in un area tra le più povere. Arriviamo alla scuola dove la Pistorio Foundation sostiene l'educazione di 100 bambini: il direttore Overdrango Draman è orgoglioso di mostrarci le sue aule piene di bambini. Tutti seduti silenziosi si mettono in fila per farsi prendere le misure dal sarto per la divisa scolastica del prossimo anno. Al nostro cenno di saluto si sciolgono in timidi sorrisi e in un coro di "bonjour". Mostrano i loro quaderni di scrittura, perfettamente ordinati ed è ora del pranzo. Tutti fuori nel cortile. I bambini sono felici, scherzano, ridono, si mettono in mostra, riguardano le immagini dello schermo della videocamera, alcuni anno la maglietta nuova, forse indossata per noi,altri hanno l'uniforme marrone e le ciabatte in plastica.

Il direttore ci mostra la "cantine", la cucina dove le madri educatrici preparano il pasto del pranzo, forse l'unico reale pranzo che i bambini mangiano. La dispensa è pulita, ha piccoli fagioli locali chiamati "benga", olio, riso (il cui costo è aumentato rapidamente del 50% in soli 6 mesi). Qui si provvede al pasto e acqua potabile, ad un controllo sanitario durante l'anno, istruzioni in igiene, distribuzione di sapone e di zanzariere. Ogni bambino ottiene registrazione giuridica e certificato di nascita. Il Centre Santè Protection Sociale competente si fa carico delle vaccinazioni, della terapia antielmintica e della supplementazione di ferro e acido folico secondo protocolli internazionali.

Pascal l'infermiere responsabile di quel distretto ci mostra il registro delle visite e dei costi sostenuti per i medicinali, che vengono rimborsati dalla Fondazione. Il report annuale 2007 sottolinea che la carenza di igiene è il fattore di rischio principale non solo per patologie gastrointestinali, ma soprattutto per le patologie cutanee infettive che sono le prevalenti. La curiosità ci spinge anche ad entrare nel villaggio adiacente la scuola per conoscere le famiglie di questi bambini, per vedere dove abitano. C'è tanta polvere, un fuoco fatto intorno a tre pietre, i muri sono fatti di fango, qualche pollo intimorito dalla nostra presenza svolazza rumoroso. Ci sono granai cilindrici in paglia, sollevati da terra con dentro miglio, rami spinosi recingono le aree degli animali.

Non c'è elettricità, né generatore, l'acqua viene dai pozzi con pompa a pedale (la più robusta) e quasi da nessuna parte ci sono latrine. Alcune donne, la maggior parte sono nei campi,stanno preparando da mangiare il tò, una polenta di miglio cotta senza sale, bagnata nell'acqua. Il "il patriarca" ci viene incontro onorato della nostra visita. Ci rendiamo conto di cosa significhi sostenere a distanza un bambino! Va a scuola! Gli dai davvero una possibilità di vita! E forse si contribuisce a combattere l'analfabetismo o a prevenire lo sfruttamento del lavoro minorile e a impedire di diventare facilmente "un piccolo ladro", come ci dice un insegnante.

Mr. Windè Issa Gandema, sindaco del distretto di Thyou, dove si sta costruendo la scuola secondaria a Sogpelcè finanziata dal Fondazione, ci riceve, felice di incontraci, parla bene davanti la cinepresa, parla del suo paese con grande entusiasmo. Per ringraziarci della visita, ci regala un pollo. Dopo aver visto anche il lago sacro dei caimani, dalle parole ai fatti, si va al cantiere. Ci sono già le fondamenta e primi muri. L'edificio principale con sette classi per lo svolgimento delle normali attività didattiche, un edificio destinato agli uffici amministrativi per i professori e il personale , una biblioteca, laboratori di informatica e sala lettura, due blocchi di latrine per gli alunni e infine un alloggio per il direttore, in un area di 10 ettari di terreno, verranno consegnati entro fine anno per potere iniziare le attività scolastiche.

Il costruttore ce lo ripromette con grandi strette di mano , garantendo di inviarci personalmente le foto dei lavori terminati. E l'incontro con il Dott. Sam direttore regionale del Ministero dell'Insegnamento Superiore e della Ricerca Scientifica, ha confermato l'importanza della formazione in questo paese. Abbiamo visitato anche le strutture sanitare dei Padri Camilliani a Nanorò e Ouagadougou , dove operano medici Italiani che ci hanno fatto vedere il problema reale della malnutrizione infantile raramente correlata all'HIV (Human Immonudeficiency Virus) e si percepisce anche lì l'importanza di star facendo qualcosa di realmente utile. Con l'ultima cena passata al ristorante italiano di Aline , Console Onorario Italiano che ci proponeva i "tortellini Modena" del suo menù, lasciamo la "terra degli onesti" con la consapevolezza che tanto c'è da fare e che l'educazione è sicuramente l'aiuto fondamentale per le modifiche strutturali del paese.
"On the way to school , on the way to life"

Francesca Ferrari e Paolo Bertolani

*La Pistorio Foundation è un'organizzazione non-profit con sede a Ginevra, Svizzera, fondata da Pasquale Pistorio nel 2005, dedicata ai bambini più sfortunati della terra, assistendoli nel campo della salute, nutrizione e istruzione
wwwpistoriofoundation.org


** Il CIAI, Organizzazione Non Governativa italiana è presente dal 1994 in Burkina Faso con programmi di scolarizzazione, sostegni a distanza, sostegno alle ragazze madri e progetti sanitari volti al miglioramento delle condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie
wwwciai.it
11/09/2008
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