Il video (le belle immagini sono state girate dal cameraman Francesco Caudullo) racconta soprattutto della vita quotidiana all'interno del "palazzo di cemento", un intero stabile nel quartiere di Librino che oramai da quasi un ventennio è abitato da abusivi in gravissime condizioni igieniche e di sicurezza. In 23 minuti complessivi, il lavoro accoglie anche una serie di interviste che completano l'identikit del quartiere dormitorio simbolo del degrado urbano catanese.
La giuria ha prescelto "Hotel Librino", "per aver realizzato un'inchiesta in una periferia urbana degradata trasformandola in un viaggio alla scoperta di errori ed omissioni di utopie e indifferenza si legge nella motivazione- da parte di una politica locale distratta ed disinteressata".
Alla giornalista il premio è stato consegnato da Italo Moretti, presidente della giuria "Ilaria Alpi". Rosa Maria Di Natale ha dedicato il riconoscimento ai genitori - catanesi anche loro - dell'inviata del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli uccisa sei anni fa in Afghanistan.
Una vittoria che conferma ancora una volta la scia positiva di un giornalismo di nuova generazione destinato a crescere anche in Sicilia, nonostante i monopoli, le poche testate presenti, la "malaoccupazione" del settore e nonostante i pochi spazi riservati alle inchieste; un genere, quest'ultimo, che sembrerebbe in via d'estinzione, ma che in verità - come dimostra l'esistenza stessa del Premio Alpi e i ben 235 video partecipanti al concorso - possiede ancora molte chance di rinascita.
Alla Di Natale vanno i complimenti della redazione del Dito per il premio vinto e per aver avuto il coraggio e l'intuizione di parlare di Librino, uno dei più gravi problemi irrisolti della nostra città.
13/06/2007
